L’AS Roma annuncia la nuova divisa per la stagione di Serie A 2018/2019, ispirata alla lorica hamata, la corazza in cotta di maglia indossata dai legionari romani.

Il legame che unisce l’AS Roma e la città dei sette colli è storico: la società giallorossa usa da sempre simboli e colori che richiamano i fasti e i trionfi dell’età dei consoli e dei Cesari. Già a partire dalla storica divisa porpora con dettagli in oro e dal simbolo della Lupa Capitolina che allatta Romolo, semi-mitico fondatore della città, e Remo si nota l’attaccamento della squadra alla classicità romana e alla storia dell’Urbe.          
Ma quest’anno, il club ha voluto rimarcare la fedeltà alla simbologia antica annunciando una nuova divisa, che la Roma indosserà già a partire dalla prossima sfida in casa con la Juventus questa domenica. La casacca, griffata Nike e sponsorizzata Qatar Airways, sarà in vendita online presso tutti i Roma Store a partire dalla settimana prossima, e vanta come suoi testimonial al lancio Pellegrini, Under e Nainggolan. La maglia registrerà inoltre due particolari record: è la prima divisa giallorossa non indossata da Francesco Totti, “l’ottavo Re di Roma” a detta dei tifosi lupacchiotti, e sarà presumibilmente anche l’ultima che vestirà l’attuale capitano e simbolo di Roma Daniele De Rossi, il cui contratto scadrà nel 2019 e i cui termini contrattuali sono al momento in discussione.    
Ma la maggior particolarità che presenta la divisa 2018/2019 della Roma è il suo raffinato design, basato sulla Lorica Hamata, la corazza in cotta di maglia usata dai legionari dell’esercito romano dall’età repubblicana fino al tardo impero. Un uso della divisa indubbiamente apotropaico, che darà agli avversari la sensazione di affrontare una squadra fatta non di calciatori, ma di veri e propri guerrieri con tanto di armatura metallica, e che al contempo fornirà ai giallorossi maggior grinta e coraggio per affrontare le sfide in campo, quasi come se fossero vere e proprie battaglie.         
Non è la prima volta che la Roma rappresenta sulla sua divisa l’imprescindibile legame tra la storia della città, la squadra e i tifosi in ogni angolo del mondo: già nella stagione 2015/2016 la seconda maglia presentava una mappa della città di Roma tono su tono su sfondo bianco, mentre l’anno successivo il club decise di giocare i due derby contro la Lazio con una maglia rosso scura con dettagli in oro metallizzato che rievocavanoi colori delle tuniche, dei dettagli delle armature e degli elmi in bronzo indossati dalle Legioni Romane che combattevano per difendere la città”.      

Ma cos’è la lorica hamata, e perché l’AS Roma ha deciso di prendere in prestito questa panoplia dalla storia romana?
La storia militare romana ricopre un arco di più di mille anni, in cui l’armamentario subì notevoli e drastici cambiamenti evolutivi d’epoca in epoca. Durante l’epoca di Romolo e dei suoi successori ad esempio, il vestiario militare dei milites romani era in tutto e per tutto simile a quello degli eserciti Italici, greci ed Etruschi, con un assetto di tipo oplitico. Ma l’epoca più nota al grande pubblico è senza dubbio quella di Cesare, Augusto, Nerone e Traiano, ovvero quando Roma cominciava ad assumere una conformazione imperiale arrivando a raggiungere la sua massima espansione. Tra la fine del I secolo a.C. e l’inizio del II secolo d.C. le armature (loricae) più usate dai legionari che giuravano fedeltà all’aquila e a Roma erano quattro: segmentata, squamata, musculata e, appunto, la hamata. La prima è forse quella più nota, soprattutto perché è onnipresente in film, fumetti e videogiochi in cui vengono rappresentati i soldati romani: si tratta di una corazza laminare fatta di lastre di ferro, molto difficile da penetrare e da scalfire, prevalentemente usata in epoca imperiale, tanto da apparire con assidua frequenza sulla Colonna di Traiano e sulla colonna di Marco Aurelio. La squamata, come suggerisce il nome, è invece un’armatura costituita da numerose file di lamelle che, disposte in successione, ricordano le squame di un pesce. La musculata era invece la corazza usata dai grandi ufficiali e dagli imperatori, fatta di bronzo o cuoio, che ricalcava e metteva in risalto i muscoli (da cui il nome) del petto, del torace e dell’addome. La hamata infine deriva il suo nome da hamus (anellino, gancio, da cui “amo” in italiano) proprio perché, come la cotta di maglia usata dai cavalieri medievali, era formata da tanti anellini disposti in successione che fornivano una notevole protezione al soldato.       
Perché tra i quattro tipi di corazza la Roma ha scelto proprio la lorica hamata? Questioni di grafica, di stile, di design, senza orma di dubbio. Ma la fantasia ci permette di pensare che forse la scelta è ricaduta sulla hamata proprio per la strabiliante diffusione che quest’armatura godette in tutta la storia dell’esercito romano. Infatti, nonostante nell’immaginario moderno il tipico legionario romano viene rappresentato con la segmentata o con la musculata, la lorica hamata era il tipo di corazza più diffuso: infatti la lorica segmentata, nonostante fu indossata dai legionari del periodo più fiorente dell’Impero romano, non ebbe nel tempo particolare fortuna, a causa della sua scarsa manualità, praticità e comodità, nonché alla sua difficilissima e continua manutenzione. La lorica musculata invece, come abbiamo detto, era indossata solo da tribuni, ufficiali, consoli e imperatori, ma non la troviamo mai addosso ai legionari romani. Invece la hamata, usata fin dai tempi delle Guerre Puniche, fu indossata da decine di migliaia di soldati, i quali oltre a ritenerla comoda per le varie attività da accampamento, non facevano difficoltà a mantenerla pulita e ripararla in caso di danni da combattimento.      

Ma adesso, sportivamente parlando, sono i giallorossi a essere gli eredi dei legionari dell’Impero. Quest’anno, sconfiggendo il Barcelona di Messi e arrivando a un soffio dalla finale di Champions League, la Roma ha dimostrato di avere una grinta e una tenacia impareggiabili. Riuscirà questa nuova maglia a fornire la forza di cui la squadra ha bisogno?            

 

                                                                                                                                                     Michele Porcaro