Gustatio

Le Pallotte Cace e Ove: origini povere e un divenire gustoso

Si tratta di una ricetta molto famosa tra Abruzzo e Molise. Oggi sono tra i più amati piatti dello street food e degli eventi enogastronomici

La cucina italiana si può definire come povera e ricca. Le ricette più tradizionali infatti hanno come protagonisti ingredienti o persone umili. Questi ultimi, in passato, dovevano provvedere al proprio sostentamento con quello che avevano a disposizione e che, possibilmente, presentavano un costo molto basso. Diversi sono gli esempi regione per regione di questa particolarità. Giusto per elencarne qualcuno da troviamo la frittata di pasta campana, pipi e patati calabrese, la polenta ubriaca in Val d’Aosta, gricia nel Lazio e ed infine cace e ove abruzzese-molisano.

La ricetta protagonista di oggi sono le pallotte cace e ove (cacio e uova). Quando degli ingredienti semplici e molto nutrienti si uniscono per formare un piatto buono e pratico, vanno formando una delle polpette più buone mai create.

Le pallotte cace e ove sono delle polpette composte da pecorino, uova e pane come ingredienti principali ricoperte da una gustosa cascata di sugo al pomodoro. La loro origine è contadina, povera e si dice che potrebbero essere le antenate della carbonara (tesi poco accreditata). Al tempo serviva un piatto che potesse venire in contro alle esigenze dei contadini e dei lavoratori che potesse essere pratico da mangiare e molto nutriente. Le pallotte facevano al caso loro. Per le famiglie anche più povere formaggio, uova e pane costavano molto poco ed erano presenti nelle case di ognuno. Durante la seconda guerra mondiale, questi ingredienti, venivano ben nascosti per evitare i saccheggi dei militari impegnati nella guerra, si dice venissero nascosti tra le travi delle case.

Oggi le pallotte sono tra i più amati piatti dello street food.

Ricetta

Ingredienti: 4 uova piccole o 3 grandi; 200 g di pecorino e parmigiano grattugiato; 1 spicchio d’aglio tritato finemente; 200 g di mollica secca di pane casereccio grattato grosso; olio extravergine d’oliva; 400 g di passata di datterino rosso; basilico; sale; olio di semi di arachidi per friggere.

Preparazione

In una ciotola impastare il pane con le uova, l’aglio e i formaggi. L’impasto deve essere morbido e leggermente appiccicoso ma compatto e in cottura devono gonfiarsi e diventare spugnose. Lasciar riposare per almeno un’ora. Nel frattempo preparare il classico sugo finto con olio, la passata e qualche foglia di basilico. Formare le pallotte con le mani umide, non troppo grandi. Friggere in abbondante caldo e scolare su carta assorbente. In ultimo tuffare le pallotte nella salsa di pomodoro.

Francesco Caruso

Mi chiamo Francesco Caruso, ho 24 anni e sono nato ad Ostia Lido (RM) il 1 dicembre 1995. Sono prossimo alla laurea in Scienze della comunicazione presso l'università Roma Tre, per dare le basi a quello che spero sarà il mio futuro nel mondo del giornalismo e critica nel campo enogastronomico. La mia passione nasce semplicemente dal mangiare e dalle emozioni che questo suscita mentre si è a tavola. Sono un grande estimatore della semplicità e grande amante dei piatti poveri (in realtà i più nobili che esistano). Nel 2014 ho frequentato un corso di alta cucina presso l'Italian Genius Academy di Roma. Qui, però, ho capito che il mio posto non è ai fornelli, ma fuori dalla cucina, dando voce a quelle che sono le storie che la riguardano, i piatti e chi al suo interno crea e vive gran parte del suo tempo. Al di fuori dello studio sono un catechista, frequento un corso di salsa, canto in un coro giovanile, suono il basso e amo la musica. Ho scritto alcuni articoli per il Metis Magazine, un mensile online lucano, e da settembre 2019 ho iniziato una collaborazione con il Kim International Magazine

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