Il sindaco Raggi rilancia il progetto della funivia Casalotti-Battistini annunciato in campagna elettorale. Ma non è una novità. Residenti e comitati si chiedono: «il progetto è davvero fattibile?»

Roma- È stato uno dei cavalli di battaglia del programma da candidato a sindaco di Roma, di Virginia Raggi. Le polemiche, i passi indietro e i cambi ai vertici del Campidoglio non hanno fatto accantonare il progetto funivia che, come la stessa Raggi afferma su face book, è una «alternativa per una mobilità alternativa e sostenibile».

Il tratto “volante” interessato alla cabinovia è quello compreso tra Casalotti e la fermata metro di Battistini. Un percorso che attraversa un lato della città cresciuto a dismisura e dove il traffico è esasperante.

«Non ce ne siamo dimenticati – afferma la prima cittadina  – ci stiamo lavorando su. Abbiamo avviato uno studio di fattibilità dell’opera, di cui si sta occupando il dipartimento trasporti insieme ad agenzia per la mobilità di Roma. Tra pochi mesi avremo i risultati».

 Già, la fattibilità. Ed è proprio il punto che convinse l’allora sindaco Veltroni a rinunciare ad un progetto simile. Sì, perché Roma metropolitane che in questi decenni si è occupata dei prolungamenti delle linee A, B, B1 e C, aveva elaborato un progetto simile con investimento di 22 milioni di euro per la realizzazione della funivia Magliana/stazione Eur Magliana. Costi a parte, la cabinovia che poi non convinse Veltroni, se attuata, prevedeva la realizzazione di piloni altri 35 metri dal suolo, il passaggio sul Tevere, due cabine, il trasporto di oltre 2mila passeggeri all’ora per direzione e una durata del viaggio di circa tre minuti.

Tanto era avviata questa iniziativa che esiste ancora un sito specifico.

Dunque… nulla di nuovo sotto il sole anche se si tratta di un altro quadrante della città. La Raggi parla di sostenibilità e la domanda a questo punto è: il progetto è sostenibile?

Certo, il traffico nella Capitale è tra i temi più scottanti e per la malagestione degli ultimi anni e per le caratteristiche naturali di una città nata per essere un museo a cielo aperto. Ed inoltre, le cabine passerebbero sugli edifici delle zone interessate per un colpo d’occhio non certo piacevole. Ed ancora, quanto costerebbe il progetto? C’è chi dice che non sarebbe affatto economico e che anzi, una linea tranviaria sarebbe meno costosa o comunque di pari prezzo anche se meno veloce. Ma c’è di più. Se è vero che il traffico è un argomento fondamentale per la Città Eterna, è pur vero che a guardarsi intorno di problemi ce ne sono altri e non meno fondamentali.

Buche a parte (tema scontato) è di queste ore l’emergenza maltempo, diventata ormai cronica a causa dei cambiamenti climatici. E non aiutano le foglie cadute che  ostacolano lo scorrimento dell’acqua. E, in questo caso, non si tratta certo di emergenza perché l’autunno puntualmente arriva ogni anno. Prevenzione e manutenzione sono le parole d’ordine per evitare il peggio. Ne sono un esempio gli scarsi controlli (praticamente nulli) e la non messa in sicurezza degli alberi secolari della città. Per non parlare delle tante zone a rischio dissesto idrogeologico.

Ben vengano quindi i progetti che guardano lontano ma occhio a quelli «sotto casa».

Emanuela Sirchia