Oltre il Ponte

LE AQUILE DI SANTA MARTA

Intervista a Pier Nicola Nobili e al futuro dello Scoutismo. Questo metodo è ancora di attualità? Come si pone con la nuova evangelizzazione voluta da Papa Francesco? Una storia che, anche questa, nasce dalla chiesa di Santa Marta in Vaticano  

Città del Vaticano- Un’esperienza ed una testimonianza personali, un guidare da sé la propria canoa verso la grande Associazione che si chiama Umanità, ma anche un percorso che parte da tanto lontano, da almeno 40 anni, sulle tracce di un giovane Capo Scout Mauro Muzzioli, scomparso prematuramente a 16 anni e che aveva scritto di un Ponte tra i Cuori che gli Scout avrebbero continuato a costruire. Un Ponte tra le Culture ma non solo. E così testimoni di un’esperienza che precede e va oltre il Ponte, proprio come il titolo di questa rubrica, Pier Nicola Nobili (nome scout Pinguino Loquace rYs), come altri, ha compiuto una Scelta spirituale e religiosa necessaria per chi è Scout adulto in un luogo particolare. E forse proprio per uno scherzetto dello Spirito Santo, che la scelta e questa idea dei Capi Scout della Partenza, di Strada e in Missione Sociale, aperti verso la Società Tutta , amici di tutti e fratelli di tutti gli Scout di varie organizzazioni, che insomma questa avventura è iniziata con una cerimonia proprio nella Chiesetta di Casa Santa Marta ma qualche mese prima dell’elezione di Papa Francesco, il Papa della gente, delle periferie esistenziali e fisiche, della Misericordia di Dio verso tutti, tempo prima che, chissà in fondo perché, lui scegliesse quel luogo come casa in cui vivere e dove quotidianamente dare quegli insegnamenti che guidano tutta la Chiesa Universale e la cambiano nel profondo. Forse sarà per questo che tutto è nato proprio lì: lo Scoutismo di Strada, i Capi della Partenza, il Giglio bianco con la forma di quello delle storiche ‘aquile randagie’ di cui, indegnamente come diciamo sempre – ci ricorda Pier Nicola – portiamo il nome a ricordo. Così vogliamo crederlo, che nessuno ha inventato e inventa nulla, ma che siamo solo inconsapevoli e anche inutili strumenti di un messaggio davvero infinitamente più grande.

Lo scoutismo è ancora di attualità?

Il Metodo Scout sostanzialmente è sempre all’ attualità perché Lord Baden Powell, quando lo inventò, lo fece non perché fosse inerente a quei tempi ma in tutti i tempi proprio perché si tratta di un Metodo. Ma è un Metodo talmente flessibile, talmente malleabile che può essere applicato in ogni ambito della società ed ecco perché ha senso parlare anche di uno ‘Scoutismo di Strada’. Lo Scoutismo non deve essere visto solamente come un Metodo Educativo Extrascolastico ma anche come uno Stile di vita e come Stile di vita può essere impiegato nella vita quotidiana, nella vita sociale, nella vita pubblica e quindi anche nella vita del quartiere. Un quartiere deve essere vissuto ed ecco che uno Scout di Strada si può far carico delle problematicità della zona, degli eventi culturali e anche di quella che può essere la riflessione sul mondo soprattutto in questi ultimi tempi nel quale tutto sta cambiando nel bene o nel male.

Pier Nicola Nobili
Pier Nicola Nobili

Questo scoutismo di strada è in linea con le parole di Papa Francesco?

Nel libro ‘Il Timone La Croce Il Giglio’ faccio una precisione: lo Scoutismo non è un’applicazione integrale del Vangelo ma il Vangelo può prendere lo Scoutismo come Suo Strumento per portare avanti il valore della Prossimità che null’altro è che possibilità di Evangelizzazione.

Può esistere uno scoutismo “ateo”?

Non può esistere uno Scoutismo Ateo. Detto questo devo precisare che lo Scoutismo è LAICO. Ma Laico non significa ovviamente ateo né che non presupponga a sé la Religione, qualsiasi sia la Confessione. Lo Scout fin da bambino deve, ha diritto quindi di sviluppare, attraverso un substrato spirituale privilegiato dato dal Metodo, la sua religiosità. I Gruppi Scout a loro volta devono avere dei riferimenti spirituali religiosi consacrati perché loro sono la garanzia che il Metodo sia reale, che il Dio di cui si parla spesso non sia un ‘brodo’ di concetti, un tutto e nulla. Questa forma è forse peggiore dell’Ateismo dichiarato. Si ad uno Scoutismo Interconfessionale ben collegato ai formatori religiosi, ai consacrati, riconosciuti, no al tranello della nuova babele relativista e soggettivista.

Stefano Di Tomassi

 

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Stefano Di Tomassi

Stefano Di Tomassi è Operatore Socio Pedagogico, Insegnante di Scuola Elementare con incarichi amministrativi, Capo Scout, Attore. E' membro dell'Associazione Pedagogisti Educatori Italiani. È il promotore socio culturale dell'Ufficio del Dialogo e della Pace nel X municipio di Roma, deliberato con doc. prot. 10975/2015 . Ha fondato la Ciurma Associazione.

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