Cronache di Roma

L’assessore Berdini si scusa e si dimette. La Raggi lo conferma ma con riserva

ROMA – “Una conversazione carpita dolosamente da uno sconosciuto che non si è nemmeno presentato come giornalista e durante la quale avrei persino affermato di essere amico del procuratore Paolo Ielo che non ho mai conosciuto in vita mia. Ci stanno massacrando, un vero e proprio linciaggio mediatico che si sta scatenando proprio nel momento in cui l’amministrazione comunale prende importanti decisioni che cambiano il modo di governare questa città. Da mesi il sottoscritto lavora per riportare la materia urbanistica e l’affidamento degli appalti pubblici nella più assoluta trasparenza. È questo il programma della nuova amministrazione: un’azione limpida che evidentemente crea problemi ad alcuni gruppi di potere”.

L’assessore capitolino all’urbanistica, Paolo Berdini, affida ad un comunicato stampa, con il quale annuncia di rimettere il suo mandato nelle mani del sindaco Virginia Raggi, dopo il ciclone, l’ennesimo, abbattutosi sul Campidoglio a seguito delle sue dichiarazioni pubblicate sul quotidiano La Stampa.

Dichiarazioni forti, fortissime quali, riferendosi alla Raggi “è impreparata. Noi siamo impreparati, io compreso. Si è circondata di una corte dei miracoli…”.

Anche se carpite mentre Berdini parlava con amici, si tratta di parole pesanti che la dicono lunga sul clima che si respira a Palazzo Senatorio. Un clima a dir poco avvelenato dalla lunga sequela di “inciampi” che la giunta pentastallata è riuscita a mettere insieme dallo scorso mese di giugno, quando si è insediata in Campidoglio.

“Non sto a raccontare di pesanti insulti e minacce che ricevo quotidianamente in rete, ora siamo passati anche alle trappole – prosegue l’assessore – Questo è il rischio che corrono coloro che vogliono rompere vecchi e consolidati equilibri di spartizione che non abbiamo mai accettato e non accetteremo mai. Ho incontrato Virginia Raggi in Campidoglio: le ho ribadito la stima che merita. Provo profonda amarezza per la situazione che si è venuta a creare. Ne ho preso atto e, pertanto, ho rimesso il mandato conferitomi dalla sindaca lo scorso luglio”.

È questo l’ennesimo, purtroppo pensiamo non l’ultimo, atto, il racconto delle ultime ore che peraltro vedono il sindaco respingere le dimissioni di Berdini sei minuti dopo con un altro comunicato.

Ho incontrato l’assessore Berdini chiedendogli chiarimenti – afferma la Raggi – Si è scusato ed ha rimesso nelle mie mani le deleghe che gli avevo assegnato lo scorso luglio. Ho respinto le sue dimissioni con riserva”.

 

L’assessore Berdini si scusa e si dimette La Raggi lo conferma ma con riserva
L’assessore Berdini si scusa e si dimette. La Raggi lo conferma ma con riserva

 

Una situazione in evoluzione (o involuzione?) che di fatto costringe Roma all’immobilità. E, per rispetto, non parliamo di altre pesanti affermazioni che riguardano la sfera privata del sindaco. Qui, non stiamo certo a fare gossip.

Lo abbiamo detto altre volte. Pur considerando che i 5 Stelle sono stati chiamati al loro primo importante incarico, praticamente a digiuno di amministrazione, una cosa è certa: la candidatura della Raggi è avvenuta un anno fa, a febbraio 2016 e certamente, visto le previsioni che davano per scontato il risultato poi raggiunto dopo la chiamata dei romani alle urne e cioè la vittoria, l’unica cosa che ci sentiamo di affermare è che c’era il tempo per preparare una squadra all’altezza della Capitale con gente esperta nei propri ambiti, preparata e fidata.

Ed ancora. È vero non esiste una scuola dove si impara come si amministra una città. Dove si impara cos’è una delibera, una determinazione dirigenziale, una commissione, insomma l’iter quotidiano per far camminare quella macchina. E se si è catapultati alla guida beh, il minimo è provare a studiare.

Non entriamo nel merito di polizze e ruoli con tanto di stipendi triplicati di alcuni personaggi. C’è la Magistratura che farà il suo corso. Non entriamo nel merito dei veleni che si annidano all’interno dei 5 Stelle, delle correnti e dei malumori che attraversano i corridoi di Palazzo Senatorio così come quelli di Palazzo Madama e Montecitorio.

Piuttosto, nel merito della confusione quotidiana di quella “nuvola fantozziana” che incombe sul Campidoglio. Restano quattro anni per rimediare e, sono pochissimi.

Al contrario i temi, i problemi, i malumori sono moltissimi.

Sì, quattro anni sono davvero molto pochi.

E nel frattempo ecco la conferenza stampa di bilancio del governo pentastellato nei 37 comuni italiani. Sul blog di Beppe Grillo lo stesso sindaco pubblica l’elenco di ben 91 risultati fino a qui raggiunti per Roma. Peccato solo sul blog di Grillo e non per esempio su quello istituzionale di Roma Capitale.

E sempre durante l’incontro con la stampa Virginia Raggi afferma che governare Roma “è come spingere un treno a mani nude”. Attenzione alle dichiarazioni! Perché è alquanto improbabile spingere un treno con le mani e persino nude. Praticamente un miracolo.

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Emanuela Sirchia

Nel 1983 si iscrive all'Università di giornalismo di Camerino. Nell'ottobre del 1988 approda al neo nato "Il Giornale di Ostia", dove rimarrà per 25 anni. Dal marzo 1991 è iscritta all'Ordine dei giornalisti del Lazio. Già collaboratrice per Paese Sera, ha scritto per il giornale aziendale dell'Acea e per il settimanale Free Magazine. Dal 2008 al 2013, è nell'ufficio stampa e pubbliche relazioni del Municipio X e dal 2006 a tutt'oggi ricopre l’incarico di addetto stampa del teatro Nino Manfredi. Ha scritto di cronaca nera, bianca, sport, spettacolo, arte e cultura. Tra i personaggi da lei intervistati: Tito Stagno, l’uomo della luna, Giorgio Albertazzi, Franca Valeri, Paola Gassman, Valeria Valeri, Gianrico Tedeschi e vari campioni sportivi come Bruno Conti, Rudi Voeller e Beppe Giannini. Per la giudiziaria, ha seguito la vicenda dei fratellini Brigida, il caso Marta Russo e l’omicidio di via Poma. E’ stata inviata per il Giubileo del 2000 e dal 1994 è accreditata in Campidoglio. Dice di sé: “ogni volto, ogni storia, ogni mostra visitata, ha lasciato un segno indelebile, esperienze di vita che non hanno eguali”.

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