A Cuba conosciamo “las jineteras”, ragazze cubane che frequentano gli stranieri in cambio di dollari o di qualche sogno nuovo.

La Havana- Cuba è l’isola delle anime nobili in corpi poveri e la sua Avana una donna dai colori invecchiati ma sempre vivaci, sorretti da una spina dorsale di son e ron. Il fumo dei cohiba confonde e inebria e tra le strade dell’ Avana, come in un quadro rubato ad uno dei suoi mercati, incontriamo las jineteras (letteralmente fantine), un termine che per i turisti alle prime armi è uguale a prostituta, anche se non tutte le jineteras accettano soldi e questo non è il termine esatto per descriverle. Le  jineteras sono presenti in particolar modo nelle città, e soprattutto all’Avana, il luogo dove si incontrano più turisti. Ci sono moltissime jineteras a Cuba, il fenomeno legato a loro è detto jineterismo e si riferisce alla vita che fanno i Cubani che frequentano i turisti in cambio di dollari, regali o semplicemente per chiacchierare. Accanto alle donne però, ci sono anche los Jineteros, dei ragazzi che chiedono una percentuale sui dollari “regalati” dai turisti alle jineteras, oppure prendono delle provvigioni per il fatto di avervi portato “casualmente” in una casa determinata o casa particular. Jineteros sono anche gli uomini che accompagnano le straniere, soprattutto inglesi, scandinave, canadesi, tedesche ed ultimamente anche italiane. Mi intrattengo a parlare con un tassista per cercare di capire più da vicino questo fenomeno.

Chi sono las Jineteras ? domando. “Las jineteras tendono ad istaurare delle relazioni con gli stranieri ma lo fanno basandole spesso sui sentimenti e dunque  non sono pronte a concedersi al primo venuto. Sono loro a scegliere di farsi prendere per mano da un turista e quando una cubana decide di stare insieme a lui, lo fa senza tanti calcoli”. Cosa spinge una ragazza o un ragazzo ad intraprendere la strada del jineterismo? “Molti sono curiosi di sapere cosa succede nel resto del mondo, non avendo denaro sufficiente per visitare posti nuovi e a loro pesa molto non poter uscire da Cuba. In molte case non c’è la televisione e non arrivano giornali stranieri, che oltretutto sarebbero troppo cari. L’unica soluzione dunque, resta conoscere un turista inseguendo il sogno di scappare dall’isola. In molti hanno comprensibilmente questo sogno”.  Scendo dal taxi e ammetto a me stessa che le jineteras e i tassisti hanno sicuramente convenienza nel proteggersi l’uno con l’altro ma in quelle parole leggo anche tanta verità, il jineterismo apre le sue pagine e in  un attimo si scrive tutta la storia e la cultura di un popolo. Il sincretismo cubano prende nuovamente il sopravvento, ed ecco allora che le definizioni svaniscono, si imparano ad osservare attraverso un caleidoscopio di sfumature e quell’ Avana a tratti decadente risulta ancora meravigliosa.

Anita Zechender