Tenere alta l’attenzione su temi molti importanti come: la lotta alla povertà e la discriminazione di genere. Questo il messaggio lanciato dal Tempio di Adriano a Roma.

Taormina – Il Summit che si terrà sull’isola siciliana, tra il 26 e il 27 maggio prossimo, infatti rischia di essere l’ultima occasione per dare una risposta efficace alle molte sfide che interessano l’attuale momento storico. Dagli 800 milioni di esseri umani che, ancora oggi, soffrono la fame ai 65 milioni in fuga da guerre e violenze, passando per le catastrofiche conseguenze del cambio climatico e le deprecabili discriminazioni di genere a cui sono sottoposte milione di donne in tutto il mondo. Numeri, dietro ai quali si celano persone in carne ed ossa, che impongono di non voltare la testa dall’altro lato. Cercando, ma soprattutto trovando, soluzioni concrete e, magari, condivise.

È tutta qua, si fa per dire, la responsabilità che graverà, secondo Marco De Ponte, sui 7 Capi di Stato e di Governo che a breve si riuniranno a Taormina. Un obbligo, che sembra farsi sempre più pressante anche alla luce della pericolosa deriva populista e isolazionista che sta interessando l’Unione Europa e non solo. L’Italia più di tutti, in quanto padrona di casa, quindi dovrà cercare di ricompattare un fronte, quello dei paesi più industrializzati, sempre più diviso. Per farlo, potrebbe essere utile ricordare a tutti che i 60 anni di crescita economica che hanno interessato l’Europa sono il frutto di progetto comune.

Lo stesso progetto, che i membri del G7 sono chiamati a realizzare anche a livello globale e che, secondo ActionAid, dovrà obbligatoriamente passare per un sistema d’accoglienza reale e rispettoso dei diritti umani. Capace di fare della mobilità un principio fondamentale, garantendo a tutti gli individui pari opportunità. È proprio in questo senso, sempre secondo Marco De Ponte, che la sicurezza alimentare e l’accesso al cibo diventano essenziale. Così come investire sull’agricoltura e sui piccoli agricoltori, in linea con quanto intrapreso nel G8 del 2009.

È necessario quindi, ha detta del Segretario Generale di ActionAid Italia, che tutte le risorse all’aiuto allo sviluppo siano destinate al di fuori dei paesi occidentali. Questo perché, secondo De Ponte, gli attuali criteri permetto di contabilizzare come aiuti allo sviluppo anche le risorse economiche che vengono destinate all’Europa, come per esempio quelle impiegate nella gestione dei rifugiati.

Detto questo, sottolinea ancora De Ponte, un sistema che garantisca effettivamente ed efficacemente pari opportunità non può prescindere dall’empowerment economico delle donne. Sia per una ragione di giustizia sociale sia per una questione di “convenienza economico per così dire. Infatti, si stima che a parità di condizioni entro il 2050 la crescita economica globale previsto sarebbe tra 106 e 109 punti. Quindi, appare oltremodo importante che le donne non siano privato delle opportunità di accesso al lavoro sia nei paesi poveri che nei paesi ricchi.

In conclusione, secondo il Segretario Generale, fatto salvo che i vertici del G7 non funzionano come le Nazioni Unite in cui ci deve essere consenso, l’Italia a Taormina non deve perdere di vista le sue priorità. In altre parole, adeguandosi ad un consenso al ribasso. Dovrebbe, quindi, cogliere a pieno quest’opportunità per convogliare l’attenzione degli altri Stati Membri sulle questione che stanno davvero a cuore al nostro paese e a tutto il pianeta più in generale. Solo così, infatti, può ritornare a giocare un ruolo di rilievo tanto sugli attuali quanto sul sui futuri scenari internazionali. Fermo restando, poi, che l’impegno per realizzare un vero ed effettivo cambiamento deve, per forza di cose, continuare per tutto l’anno e non fermarsi ad impegno di facciata come molto spesso è capitato.

 

Mattia Bagnato