Cronache di Roma

L’ANNO CHE VERRA’

Roma e l’occasione del Giubileo della Misericordia. Roma e il suo futuro di Capitale tra riflessioni e speranze

Roma- Tempo di fine ed inizio d’anno. Tempo di auspici e di speranze. Per Roma, per il Bel Paese e per il mondo intero, anche tempo di Giubileo. Pur se “straordinario”, l’Anno Santo aperto l’8 dicembre scorso conserva il significato intrinseco della parola: momento di felicità, di giubilo appunto. Anno giubilare, inteso come momento di riflessione sia dal punto di vista religioso che laico.

Da sempre comunque, anche un evento per Roma e per l’Italia, chiamate ad accogliere centinaia di migliaia di pellegrini. Una occasione che per la Capitale vuol dire mettere a punto progetti utili per l’accoglienza ma, allo stesso tempo, utili alla città, a prescindere.

Questo Giubileo trova però una situazione amministrativa anomala; un sindaco dimissionario (Ignazio Marino) proprio a ridosso dell’apertura della Porta Santa. Un commissario straordinario (il prefetto Francesco Paolo Tronca) chiamato a gestire l’ordinaria e la straordinaria amministrazione della Città Eterna, allo sbando come non accadeva da anni.

Roma si trova anche in un grande momento di riflessione politica, un momento in cui viene meno la fiducia da parte dei cittadini (anche a livello nazionale e non soltanto romano). Gli stessi cittadini chiamati alle urne, probabilmente a giugno, a scegliere la nuova amministrazione capitolina. Un vuoto da colmare con fatti (stop al fumo negli occhi) e con persone giuste al posto giusto. Competenti nell’ambito in cui sono chiamati ad operare. Chi governerà Roma, chiunque sia, non può improvvisare; e non lo dice soltanto il buon senso. La città, a proposito di Giubileo, non dimentichiamo che si troverà presto ad affrontare presto un nuovo Anno Santo, quello canonico (ogni 25 anni) nel 2025 e, chissà, forse anche le Olimpiadi del 2024 alle quali è candidata.

La recente esperienza dell’Expo di Milano lo insegna: ad evento devono corrispondere investimenti, organizzazione e legalità. Solo così si porta a casa il risultato. E la considerazione è d’obbligo: Roma Capitale è chiamata ogni giorno a gestire eventi, considerato il suo status; per questo motivo, urge un piano specifico dal quale ripartire. Per una città speciale (grande 7 volte Milano) occorrono leggi e provvedimenti speciali.

A cominciare dai finanziamenti, per passare alla riqualificazione dell’esercito deidipendenti capitolini (ai tempi del Giubileo 2000 erano 35mila, oggi ridotti a 23mila!). Una macchina da rivedere, per dirla in termini informatici, da resettare. Con nuove assunzioni e con corsi di specializzazione al passo con i tempi. C’è bisogno di novità, di fiducia reciproca: dipendenti verso l’amministrazione, cittadini verso i dipendenti. E viceversa in entrambi i casi. Con professionalità e trasparenza.

Non è e non deve essere un sogno. Ma l’occasione per ribaltare una situazione. Roma deve trovare la sua definitiva vocazione: quella turistico/culturale. Quella che tutto il mondo le riconosce. Deve ripartire dalle eccellenze e ce ne sono! Deve ripartire dalla valorizzazione, dal rispetto e dalla promozione dei luoghi che l’hanno resa celebre in tutto il mondo. Deve ripartire, guarda caso, dagli ambiti che adesso non funzionano: trasporti (rinnovo dei mezzi pubblici,  decoro urbano, rifiuti, welfare). Gli stessi, ancora guarda caso, dove si è annidato il malaffare di questi ultimi anni.

E se è vero, come recentemente affermato dal prefetto di Roma Franco Gabrielli che, “Roma vive un profondo senso di insicurezza”, che “serve una norma che la distingua dagli altri comuni”, che “serve lavorare sui Municipi, macchine asfittiche” e ancora che “Roma ce la farà perché è una città straordinaria con gente straordinaria”, allora serve la passione civica, la partecipazione attiva. E non è retorica. Lasciare il passo affermando che “tanto i politici sono tutti uguali”, rassegnarsi a coltivare il proprio orticello, non porta da nessuna parte.

Il Giubileo della Misericordia non vedrà l’arrivo dei 30 milioni di pellegrini del 2000. Terrorismo, crisi economica e i pochi mesi a disposizione per l’organizzazione (l’Anno Santo è stato indetto in marzo) non lo consentiranno.

Gli interventi annunciati, i cantieri aperti, in quest’ultimo periodo, hanno risentito degli scandali legati alle gare d’appalto. Ed ecco il male da estirpare: la burocrazia. Dietro questo mostro, non c’è soltanto il disagio del cittadino ma il groviglio di situazioni legate alla corruzione. Anche di questo la nuova Amministrazione dovrà farsi carico. 

Decoro urbano e cura della città, sono sinonimi non solo di bellezza ma di ritorno economico. Investire nella “grande bellezza” della Città Eterna non è un optional.

Senza titolo-1

Emanuela Sirchia

Tags

Emanuela Sirchia

Nel 1983 si iscrive all'Università di giornalismo di Camerino. Nell'ottobre del 1988 approda al neo nato "Il Giornale di Ostia", dove rimarrà per 25 anni. Dal marzo 1991 è iscritta all'Ordine dei giornalisti del Lazio. Già collaboratrice per Paese Sera, ha scritto per il giornale aziendale dell'Acea e per il settimanale Free Magazine. Dal 2008 al 2013, è nell'ufficio stampa e pubbliche relazioni del Municipio X e dal 2006 a tutt'oggi ricopre l’incarico di addetto stampa del teatro Nino Manfredi. Ha scritto di cronaca nera, bianca, sport, spettacolo, arte e cultura. Tra i personaggi da lei intervistati: Tito Stagno, l’uomo della luna, Giorgio Albertazzi, Franca Valeri, Paola Gassman, Valeria Valeri, Gianrico Tedeschi e vari campioni sportivi come Bruno Conti, Rudi Voeller e Beppe Giannini. Per la giudiziaria, ha seguito la vicenda dei fratellini Brigida, il caso Marta Russo e l’omicidio di via Poma. E’ stata inviata per il Giubileo del 2000 e dal 1994 è accreditata in Campidoglio. Dice di sé: “ogni volto, ogni storia, ogni mostra visitata, ha lasciato un segno indelebile, esperienze di vita che non hanno eguali”.

Related Articles

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close
Close