Il 28 giugno, nella base militare di Tancos in Portogallo sono stati trafugati importanti quantità di materiale bellico da parte di non meglio specificati soggetti (pare un gruppo composto da circa dieci persone). Alcune stime parlano di decine di lanciagranate anticarro, bombe lacrimogene, migliaia di munizioni e centinaia di granate (più altro materiale tra esplosivi, fusibili e connettori).

Terrorismo o mercanti d’armi: l’allerta è alta

Il primo pensiero che questo accadimento potrebbe suscitare riguarda, chiaramente, l’eventualità che questi strumenti possano finire in mano a cellule legate al terrorismo internazionale o al traffico d’armi. In tal senso, considerata la gravità della situazione, è importante sottolineare come Europol, Interpol e la NATO stessa siano già all’opera per rintracciare il prezioso carico.   

Politica?

Al di là dell’ovvia preoccupazione alla quale abbiamo appena accennato, non è assurdo porsi alcune domande sul perché una simile breccia si sia aperta nel sistema di sicurezza portoghese e, soprattutto, sul perché questo caso sia stato affrontato nel modo con cui è stato affrontato. In prima battuta viene da chiedersi come sia possibile che si debba aspettare un simile furto per decidere di dedicare, parole del Ministro della difesa Azeredo Lopes, 95 mila euro entro il 2018 per aumentare il sistema di video vigilanza della base di Tancos. La perplessità sorge spontenea dal momento in cui tali fondi sarebbe stato necessario dedicarli a Tancos ben cinque anni fa. Sì perché è da ben cinque anni che video sorveglianza e sensori di movimento hanno smesso di lavorare a dovere in quel di Tancos. Viene poi da chiedersi per quale motivo solo a giugno, come si legge sul Diário da República portoghese, si sia arrivati a decidere per la riparazione del lato nord, di quello est e di quello sud della base, con uno stanziamento di circa 316.000 euro. Per quanto dedicare una percentuale del PIL alle spese militari sia sempre un qualcosa non propriamente apprezzato a livello elettorale, vien da chiedersi quanto la politica abbia influito in questa totale mancanza di organizzazione.

Noblesse oblige…

Se a livello politico si può parlare di mancanza di organizzazione (volendo essere moderati), a livello militare possiamo certamente parlare di mancanza di tatto, o di eleganza, che dir si voglia. Fa pensare, infatti, l’esonero dal servizio di ben 5 comandanti deciso in diretta TV dal Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Rovisco Duarte. Esonero reso pubblico senza una precedente comunicazione, né un processo o la conclusione di un qualche tipo di inchiesta. Una mancanza di eleganza non da poco e che di certo non è stata molto apprezzata considerando che, in seguito a questa mancanza di rispetto, due dei quattro tenenti generali all’attivo (gen. José Antunes  Calçada e gen. Faria Menezes), hanno presentato le loro dimissioni. In tal senso fa riflettere molto il post di addio alle forze armate pubblicato dal generale Calçada sul suo profilo Facebook.

Il governo di Antonio Costa e le sue mancanze

Al di là delle nostre ovvie perplessità e delle tristi dinamiche che si vengono a creare attorno alla disperata ricerca di responsabilità (spesso più utile a creare altri danni piuttosto che a risolverne), appare chiaro come sia tutt’altro che roseo il periodo che il governo del socialista Antonio Costa si appresta a dover affrontare. Governo già finito sotto i riflettori per la magra figura fatta nella gestione dell’incendio di Pedrograo Grande.

Se è vero che, come scrive El País, il tempo in cui i ladri si sono impossessati delle armi è probabilmente stato inferiore al tempo che ci si mette a trovare lo yogurt in frigo, è altrettanto vero che sarebbe il caso di cominciare a dare la giusta importanza e la giusta dignità a chi, di solito, fa da lucchetto al frigo. Una lezione, questa, che non riguarda solo il Portogallo, ma ogni Paese europeo.