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LACRYMA CHRISTI, TRA REALTÀ E LEGGENDA

Alla scoperta dei vini della Campania: il Lacryma Christi del Vesuvio

Roma- Il Lacryma Christi del Vesuvio o Vesuvio è un vino italiano della regione della Campania. Questo vino è ottenuto da uve a bacca rossa Piedirosso , Sciascionoso e Aglianico. Il vitigno Piedirosso è chiamato così per via della forma del raspo, il quale assomiglia ad una zampa di piccione, infatti Plinio il Vecchio lo cita chiamandolo “Uva Colombina”.

Tra il 1800 ed il 1900 si diffuse in tutta la Campania in particolare nelle zone del Vesuvio e del Monte Somma. Il vitigno Sciascionoso localmente detto Olivella Nera, è un antico vitigno di origine incerta. Il vitigno Aglianico ha origini greche, ed è diffuso soprattutto nell’Italia Meridionale, con una grandissima varietà di sottospecie. Il luogo di produzione del Vesuvio comprende tutto il territorio amministrativo della provincia di Napoli.

Le testimonianze della presenza di questo vino sulle pendici del vulcano Vesuvio sono antichissime, così come sono tante le leggende che avvolgono questo vino. Importato dai greci della Tessaglia nel V secolo a.c., gli antichi romani non smisero mai di cantarne le lodi. Marco Valerio Marziale disse che Bacco, Dio del vino, amò queste colline più delle colline della nativa Nisa.

L’imperatore Augusto, negli ultimi anni di vita, preferiva questo vino ad altri più pregiati provenienti dalla Bitinia, l’attuale Turchia. Poppea, moglie dell’Imperatore Nerone, faceva il bagno immersa in questo liquido per avere una pelle ambrata, così almeno si credeva.

Le leggende che avvolgono questo vino, risalgono alla notte dei tempi. Credenza popolare afferma che Lucifero, durante la sua cacciata dal paradiso, avesse portato con se quel pezzo di paradiso corrispondente al Golfo di Napoli, Gesù, saputo del furto, pianse copiosamente la perdita e dalle sue lacrime, che caddero sulle pendici del Vesuvio, nacquero le viti per questo vino.

Il segreto di questo vino, fu custodito per molto tempo dai frati Cappuccini insediatisi nel monastero della “Turris Octava”, che era una torre a otto miglia dalla città di Napoli, qui venne fondata la città di Torre del Greco, anche per via dei suoi vigneti che sorgevano attorno al monastero. Il vino preso in esame è stato imbottigliato dalle Cantine di Tufo, situate in provincia di Napoli, e, come al solito, in questo vino ci sono tutte le caratteristiche del Vesuvio.

Il colore è rosso rubino, sembra fuoco, è meraviglioso, privo di riflessi. Il profumo è gradevole di frutti rossi, in cui si evidenzia quello di ciliegia. Il sapore è secco, armonico, con un retrogusto speziato. Come non bere un bicchiere di questo vino davanti al panorama del Golfo di Napoli ed al suo Vesuvio.

Cerchiamo di immedesimarci in Pulcinella per cantare ed ironizzare sulla vita bevendo questo vino. E’ un vino adatto ai pasti e da abbinare a carni rosse, piatti saporiti, formaggi stagionati e piatti della cucina napoletana. La temperatura di servizio varia dai 14° ai 16° fino ai 18°.

Io propongo di berlo con delle polpette ripiene con prosciutto e formaggio.

 

>>>> LA RICETTA <<<<

POLPETTE RIPIENE CON PROSCIUTTO E FORMAGGIO

 

Le polpette ripiene al prosciutto e formaggio sono un secondo a base di carne composto da impasto e farcitura.

 

INGREDIENTI

 

700 gr di macinato misto di manzo e maiale

4 fette di pan carrè

60 gr di caciocavallo fresco grattugiato

2 uova

1 ciuffo di prezzemolo tritato

Latte q.b.

Pangrattato q.b.

Sale

Pepe

200 gr di prosciutto cotto

250 gr di caciotta fresca a fette

Olio EVO (Extra Vergine di Oliva)

 

Polpette ripiene con prosciutto e formaggio

 

PREPARAZIONE

 

Mettete il macinato in una ciotola e unitevi le uova, il pan carrè, ammorbidito nel latte e poi strizzato, il prezzemolo tritato, il formaggio grattugiato, il sale ed il pepe.

Formate un composto ben amalgamato.

Predente una porzione di impasto grande quanto un piccolo uovo.

Formate una pallina, schiacciatela sul palmo della mano e mettete nella cavità qualche dadino di prosciutto e qualche di formaggio.

Chiudete il composto formando una pallina e schiacciandola leggermente.

Fate lo stesso con il resto degli ingredienti fino al loro esaurimento.

Scaldate l’olio in una padella antiaderente e friggete poche polpette alla volta.

A frittura completata, togliete l’olio in eccesso con della carta assorbente e servite con un buon bicchiere di Vesuvio.

 

Stefano Campidelli

 

 

 

Stefano Campidelli

Dopo gli studi in Scienze della Comunicazione, sviluppa il suo interesse per il mondo dell'editoria on-line. Divora riviste, giornali e tutto ciò che è attualità, inchiesta e approfondimento. Ama il collezionismo e i libri di genere storico o fantasy, come viaggiare su due binari paralleli. E' appassionato e cultore di vini e della buona gastronomia. Oltre che delle vere tradizioni popolari. Romane, soprattutto.

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