Il popolo delle fogne di Bucarest: sotto le strade della capitale romena emarginati dalla società e tossicodipendenti vivono in condizione di estrema povertà.

Bucarest – Costel ha quattordici anni, cammina per le strade di Gara de Nord per rientrare dopo una giornata passata a girovagare per la città. Costel non va a scuola, non vive la vita di un adolescente comune. Davanti alla stazione, da cui partono i treni destinati alle grandi città europee, apre un tombino della rete fognaria, si cala in quel buco maleodorante: è tornato a casa. Costel non è il solo a vivere nel sottosuolo della capitale romena, insieme a lui migliaia di ragazzi abitano un mondo al di sotto del mondo. Sono i ragazzi che, alla reclusione coatta negli orfanotrofi immutati dalla caduta dell’ultimo leader del regime comunista Nicolae Ceausescu, hanno preferito la vita di strada. Gli inverni romeni sono però inverni imbiancati dalla neve, le temperature scendono vertiginosamente sotto lo zero, l’unico riparo è calarsi nella rete fognaria formata principalmente da vecchi tunnel utilizzati per riscaldare il centro città.

 Costel ha l’AIDS. Nel sottosuolo si vive privi di ogni servizio igienico-sanitario e a rischio continuo di contagio. Alla pioggia ci si abitua, alle zecche, i topi, le pulci anche. All’umidità, all’odore. Per sopportare queste condizioni di vita, per placare la fame, le droghe sembrano essere l’unica soluzione. La più usata è in realtà venduta da ogni comune ferramenta per pochi lei, l’Arolac è una colla e, insieme ad una vernice metallizzata, viene divisa in buste di plastica e sacchetti da cui viene aspirata. Alla sensazione di sazietà si accompagna la distruzione dell’apparato respiratorio e digerente – letteralmente bruciati – oltre che il danneggiamento del sistema nervoso. Ci sono poi tutte le altre droghe a basso costo, tagliate male e indotte endovena.

IMMAGINI DAL SOTTOSUOLO - I ragazzi delle fogne di Bucarest

IMMAGINI DAL SOTTOSUOLO – I ragazzi delle fogne di Bucarest

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A gestire il traffico degli stupefacenti è “Bruce Lee”, il suo nome viene da quel passato da combattente di strada i cui segni porta sul corpo. Il suo controllo del mondo sotto la superficie è totale: è lui a occuparsi della gestione della vita all’interno dei canal, a distribuire le droghe, a difendere i ragazzi dagli altri abitanti della strada. Bruce Lee è il mentore di quei figli di nessuno, il suo figlioccio preferito è proprio Costel, con cui ha un legame d’eccezione.

Alla data di questo reportage, l’amministrazione locale non ha ancora operato alcun intervento per questa popolazione nascosta. Non sono in atto né programmi di aiuto né programmi di recupero da parte dello stato. Il semplice aiuto delle associazioni locali di volontariato non è sufficiente a soddisfare i bisogni di tutti in maniera ragionevole. Per questo molti ragazzi e ragazze di ogni età diventano preda del turismo sessuale sempre più frequentemente.

 «A dieci anni sei giovane, a vent’anni sei vecchio, a trent’anni sei morto» è la voce che corre attraverso i canali. Un modo di vivere causato dal rifiuto della società in superficie di collaborare, dove la nostra concezione di vecchiaia non entra mai in gioco. Nelle fogne di Bucarest, dove le vite nascoste non possono sopportare l’inferno per più di trent’anni.

Serena Mauriello

Photoreportage Jacopo Naddeo