Solo un anno fa, al Pulse Nightclub, si consumava la più sanguinosa strage della storia americana. Oggi, nonostante vari tentavi miseramente falliti, la questione del possesso di armi da fuoco continua a dividere l’America

Orlando – Un anno fa Omar Mateen entrava nel Pulse Nightclub è metteva in atto la più sanguinosa strage di massa mai avvenuta per mano di una sola persona. Alle fine, le vittime furono 49. Il locale, noto per essere un luogo di ritrovo e aggregazione per la comunità LGTB della città di Orlano, è tutto chiuso in attesa che possa presto diventare un sorta di monumento alla memoria. Ieri, in omaggio alle vittime innocenti dell’attentato, a Washington è stata organizzata una marcia subito ribattezzata dell’uguaglianza

Il Governato della florida ha commentato così l’accaduto: “L’orribile attacco terroristico al Pulse ha cercato di destabilizzare la nostra società, infondere paura nei nostri cuori e dividerci. Tuttavia, di fronte alle avversità più estreme e alla perdita, i cittadini della Florida hanno mostrato capacità di recupero, coraggio e amore”.

Rimane in bocca, tuttavia, un sapore amaro che difficilmente potrà essere tolto. Una ferita aperta che riporta la discussione proprio al punto di partenza. Il diffusissimo utilizzo di armi da fuoco, la facilità con le quali queste posso essere reperite ha riacceso i riflettori sul tentativo, vano, che Obama fece per modificare la legislazione in materia.

Omar Mateen, infatti, mentre faceva irruzione nel locale notturno aveva con se, oltre ad una pistola, un fucile mitragliatore d’assalto e una bomba. Nato nel 1986 e di origine afghane, Mateen svolgeva il lavoro di guardia notturna ed per questo, infatti, che possedeva due diverse licenze per la detenzione di armi. Una piaga sociale, quella delle armi, in un paese che fino ad ora ha fatto del “diritto” a possedere pistole e fucile per la difesa personale un vero e proprio baluardo della libertà.

Oggi, però, in seguito a questo episodio urge una riflessione seria e obiettiva. È necessario affrontare la questione, cercando di evitare strumentali prese di posizione. Ricordando, magari, che se l’obiettivo fosse quello di aumentare la sicurezza personale e collettiva si sta, invece, andando nella direzione opposta. I crimini, infatti, sono tutt’altro che in calo negli Stati Uniti e l’insicurezza tra gli americani non è mai stata così alta. Ragione in più per cambiare rotta. Sperando, non è così scontato, che stragi del genere non si ripetano più.

 

Mattia Bagnato