L’Isis attacca nella Domenica delle Palme due chiese copte. Colpite Alessandria e Tanta: 47 morti. Salvo il patriarca Tawadris, era lui l’obiettivo principale

Il Cairo- Decine di morti, centinaia di feriti, dieci milioni di fedeli colpiti in una delle giornate più sante dell’anno. Ieri, in Egitto, due esplosioni ad altrettante chiese copte hanno provocato almeno 47 morti, anche se il bilancio è destinato a salire vista la gravità di molti feriti. Gli attacchi, immediatamente rivendicati dall’auto-proclamato Stato islamico, sono arrivati nella giornata della Domenica delle Palme, che apre la Settimana Santa della Pasqua, celebrata lo stesso giorno da tutti i cristiani del mondo. Il primo e più grave attentato è stato nella città di Tanta, 100 km a nord del Cairo, nella regione del delta del Nilo, intorno alle 9.30 del mattino.

La Bomba vicino all’altare. L’esplosione è avvenuta all’interno della chiesa Mar Girgis (San Giorgio), nei primi banchi, non lontano dall’altare, mentre il coro stava cantando, così come ripreso anche dalle telecamere che stavano trasmettendo in diretta tv la messa, con la chiesa gremita di fedeli. Inizialmente si era pensato a una bomba, ma successivamente ha preso corpo la pista del kamikaze. Secondo quanto riferito dal quotidiano egiziano Ahram, il bilancio delle vittime, nella serata di ieri, era di 29 morti e una settantina di feriti. L’allerta attentati è rimasta altissima per tutta la giornata, con la scoperta di due altri ordigni pronti a esplodere, rinvenuti nei pressi della moschea Sidi Abdel Rahim, sempre a Tanta, la seconda più importante della città, dove è ospitata anche una scuola sufi. E nel pomeriggio è arrivata la notizia che il ministro dell’Interno, Magdi Abdelgafar, ha rimosso i vertici della sicurezza di Tanta e del suo governatorato, quello di Gharbiyya.
Passano poche ore e un nuovo attentato colpisce un’altra chiesa, questa volta ad Alessandria, seconda città del paese, la più importante per la comunità copta. In questo caso vi è stata da subito la certezza del kamikaze, che si è fatto esplodere fuori dalla cattedrale di San Marco, dopo che era stato riconosciuto dagli uomini della sicurezza messi in allerta. Le telecamere di sorveglianza poste fuori dalla chiesa mostrano il momento i cui l’uomo detona la bomba che ha con sé. Il bilancio è comunque è di 18 morti, almeno tre dei quali poliziotti. Nella cattedrale, poco prima, era presente il papa copto Tawadros II (Teodoro II).
Per i media egiziani, che riferiscono di fonti della sicurezza, l’obiettivo di questo secondo attacco sarebbe stato proprio il papa copto, che lì ha la sua residenza.

Le Rivendicazioni. Dal 2013 si sono registrati molti attacchi a cristiani e chiese. Tra i più gravi quello dello scorso 11 dicembre, nella piccola chiesa di San Pietro e Paolo che si trova nello stesso complesso della cattedrale di San Marco ad Alessandria, dove un’esplosione ha provocato la morte di 25 fedeli. Il duplice attentato è stato rivendicato dallo Stato islamico, presente in Egitto nella penisola del Sinai.