Storie dall'Italia

La stampa 3D rivoluzionerà il mondo!

C’era una volta la “Merica”, come la chiavano i migranti che all’inizio del 900 partivano dal meridione in cerca di una vita migliore. Oggi, l’America è diventato un posto strano. Si alzano muri e si rispediscono indietro centinaia di persone. Poco importa, perché in fondo la Merica non è mai stato un punto preciso su una cartina. È un idea. Un sogno, da pronunciare a bassa voce e gli italiani, i nipoti di quanti all’inizio del secolo salparono dalle coste del Bel paese, sono ancora lì. Sguardo fisso nel vuoto. Assorti, pensando a terre lontane e ad una vita piena di soddisfazioni. La stessa, che qui in Italia faticano ad immaginare. Scappano i giovani italiani. Per rabbia, frustrazione, assenza di prospettive o, magari, per amore. Fuggono, ma con la speranza di poter, un giorno, fare ritorno a casa.

Sono migliaia i giovani che ogni anno fuggono dall’Italia. Da un sistema malato che non offre loro nessuna opportunità. Arrivati “nuovo mondo” scoprono, invece, che i sogni posso diventare realtà. È la storia di Gianluca e di un’azienda italiana che ha puntato sul futuro
Sono migliaia i giovani che ogni anno fuggono dall’Italia. Da un sistema malato che non offre loro nessuna opportunità. Arrivati “nuovo mondo” scoprono, invece, che i sogni posso diventare realtà. È la storia di Gianluca e di un’azienda italiana che ha puntato sul futuro

L’Italia non è un paese per giovani.

Gianluca Pugliese, un amico di vecchia data, da circa un anno vive a Madrid. La sua “fuga”, non ha molto a che vedere la vicissitudini che accomunano molti di giovani italiani. È più romantica. Racconta di una donna e di un amore, ma anche di una città dalle mille possibilità. Parla di coraggio. Di chi vuole realizzare i propri desideri e per farlo è pronto a mettersi in gioco. Soprattutto, però, parla di un’azienda italiana. Di Massa Lombarda per la precisione. Che ha deciso di investire sul futuro. Per farlo, Wasp ha puntato tutto sui giovani, su moderne tecnologie di stampa 3D e sul rispetto dell’ambiente.

Il miglior modo per predire il futuro, è inventarlo

Gianluca lo incontro nel suo piccolo ufficio, in calle Laurel, non molto distante da centro. Un via vai continuo di studenti e curiosi. Sono tutti lì, per vedere con i propri occhi quegli oggetti che sembrano arrivare da un altro pianeta. “Da quando ho aperto, mi dice, molti studenti vogliono venire qui a fare il tirocinio”. “Prova provata”, come si dice. Al mio arrivo, muniti di macchina fotografica e cavalletto, alcuni ragazzi scrutano nei minimi particolari quelle “strane” stampati. Dentro a quei piccoli “scrigni” trasparenti, sembrano vederci il domani. Lo stesso che Gianluca, grazie a Wasp, dallo agosto scorso ha fatto realtà anche in Spagna.

Sono migliaia i giovani che ogni anno fuggono dall’Italia. Da un sistema malato che non offre loro nessuna opportunità. Arrivati “nuovo mondo” scoprono, invece, che i sogni posso diventare realtà. È la storia di Gianluca e di un’azienda italiana che ha puntato sul futuro
Sono migliaia i giovani che ogni anno fuggono dall’Italia. Da un sistema malato che non offre loro nessuna opportunità. Arrivati “nuovo mondo” scoprono, invece, che i sogni posso diventare realtà. È la storia di Gianluca e di un’azienda italiana che ha puntato sul futuro

La tecnologia che salverà l’uomo

Da Torino a Madrid la strada è stata lunga ma n’è valsa la pena”, ammette. Lungo il percorso mille porte gli si sono aperte davanti. Opportunità, che gli sono valse il plauso del nostro ambasciatore e una collaborazione tra studenti italiani e iberici. Alla base, l’idea di aiutare il pianeta grazie alla tecnologia. Costruire case ecosostenibili, utilizzando materiali a km zero ed energie rinnovabili. In realtà, c’è di più. C’è la volontà di contrastare l’emergenza abitativa. Una problema, enorme, per molti. Poveri, soprattutto, ma anche per chi la casa se l’è vista portare via dal terremoto o da un uragano. “La casa che libera l’uomo”, così la definisce il mio amico. Dal mutuo e dalla spese di arredamento, per esempio. Liberandolo.

Per vedere il futuro, bisogno guardare al passato

Sembra una frase fatta, ma molto spesso è così. Gianluca, infatti, mi confida che la tecnica della stampa 3D non è né nuova, né tanto meno fantascientifica. A dimostrarlo il fatto che i, famigerati, brevetti sono scaduti ormai da qualche anno. Ma di questo ne parleremo più avanti. Per il momento, bisogna sottolineare come a fare la differenza, ancora una volta, siano state la sensibilità e le idee. Quelle che a Wasp non mancano di certo. Basta dare un occhiata al sito internet2 per rendersene conto. Oppure, come è accaduto a me, farsi un giro in quel piccolo ufficio.

Dietro alla stampa 3D c’è un universo mondo

La mia attenzione è stata subito rapita da un “futuristico prototipo” di mano appoggiata lì, su un vecchio comodino. Uno di quelli di cui le nonne vanno, orgogliosamente, fiere. Così, con mia immensa sorpresa, ho scoperto che i campi d’applicazione della stampa 3D sono davvero molti. L’oggettistica, per cui è nata, è solo uno dei tanti. C’è l’edilizia, appunto, ma anche il BioPrinting che per permetterebbe di riprodurre tessuti umani e cellule. Poi, c’è ancora quella mano. Non riesco a togliermela dalla testa. La mente corre veloce verso luoghi remoti, dilaniati da guerre e violenza. Pensare, che un giorno quel “freddo” pezzo di plastica possa ridare il sorriso ad un bambino o sua padre, mi emoziona.

Medicina al servizio dei bambini vittime della guerra

Protesi semoventi e tutori personalizzati, impiegabili in fisioterapia e nell’elettrostimolazione, rappresentano la nuova frontiera della medicina ortopedica. Un progetto pediatrico, in cui Wasp medical, è impegnato da tempo. Nato dalla volontà di una Onlus, Unable, che ha chiesto a Sonia Verdù, un’artista spagnola, di realizzare il primo prototipo di arto funzionale per bambini amputati o reduci di guerra. Un settore, questo, in cui il nostro paese sembra primeggiare, grazie all’impegno e alla dedizione di medici come Lelio Leoncini, Marco Avaro o Marinella Levi, responsabile del Policlinico di Milano.

Sono migliaia i giovani che ogni anno fuggono dall’Italia. Da un sistema malato che non offre loro nessuna opportunità. Arrivati “nuovo mondo” scoprono, invece, che i sogni posso diventare realtà. È la storia di Gianluca e di un’azienda italiana che ha puntato sul futuro
Sono migliaia i giovani che ogni anno fuggono dall’Italia. Da un sistema malato che non offre loro nessuna opportunità. Arrivati “nuovo mondo” scoprono, invece, che i sogni posso diventare realtà. È la storia di Gianluca e di un’azienda italiana che ha puntato sul futuro

Paese che vai…

Mentre Gianluca cerca di spiegarmi il potenziale rivoluzionario di questa tecnologia, non posso fare a meno di chiedergli perché ha scelto di venire a Madrid. La sua risposta è secca e decisa. Quasi folgorante. Qui c’è mercato, mi dice. Nonostante in Italia il settore del 3D sia molto più sviluppato, in Spagna l’interesse è molto più alto e l’ambiente più stimolante. Scopro, addirittura, anche che la prima stampante per uso edilizio è stata costruita, nel 2015, proprio in Italia. Un gigante di ferro alto più di 12 metri. Infine la burocrazia, vero e proprio tasto dolente. Non da queste parti, a quanto pare. In pochi mesi e senza essere sballottato da un ufficio all’altro, Gianluca ha potuto aprire la sua impresa. Il tutto, con un modesto investimento di 15.000 euro.
Da quel giorno non si è più fermato. Un workshop dopo l’altro e il suo piccolo negozio è diventato un punto di riferimento nel panorama del printing 3D spagnolo. L’umiltà di questo ragazzo dal forte accento torinese la percepisci subito. Palesata dalla semplicità con cui mi racconta i suoi successi. Semplice come Slic3r, il software che muove queste strane apparecchiature. Inventato, tanto per cambiare, da Alessandro Ranellucci un architetto romano. L’idea, mi spiega, era di sviluppare un programma facile ed intuitivo che potesse essere utilizzato anche dai bambini. Coloro che costruiranno il futuro, dice lui, e che lo faranno tridimensionale, aggiungerei io.

Reinventarsi è la chiave.

Che il futuro passi da qui, è un’idea di cui mi convinco ogni minuto di più. La conferma, arriva quando Gianluca mi parla della treeD Filament. Una azienda di Monza che fino a poco fa produceva tutt’altro, ma che ha riconvertito una parte del sistema produttivo. Oggi, realizza filamenti per stampanti 3D e grazie a questa lungimirante visione ha potuto salvare molti posti di lavoro. Il printing tridimensionale, però, sembra essere anche un utile escamotage per gli artigiani che vogliono reinventarsi un lavoro ormai trasformato dalla modernità.
L’ultimo pensiero, prima di salutarci e perdersi nuovamente di vista, va ai giovani italiani. Quelli che sono rimasti e quelli che pensano di partire. Condivide, è il suo grido di speranza. Fate delle vostre conoscenze e delle vostre esperienze un bene collettivo a disposizione dell’umanità. Fatelo senza paura. La mia fortuna, mi dice, è stato proprio l’Opensource. Il tempo dei brevetti, del questo l’ho inventato io, è finito ormai da un pezzo. Mostrate al mondo quello che fate, intanto è un modo per farvi conoscere dagli altri. Già, perché i risultati raggiunti dai nostri ragazzi, sono un orgoglio indiscutibile che non conosce frontiere né confini, che sa abbattere i muri per sostituirli con dei ponti.

 
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Mattia Bagnato

E’ laureato in Relazioni Internazionali con una specializzazione in Diplomazia multilaterale e sicurezza collettiva presso l’Università degli Studi di Perugia. Attento alle questioni internazionali come la sensibilizzazione e la tutela dei diritti umani e i metodi di risoluzione dei conflitti internazionali. Ha un diploma in Diritto Internazionale Umanitario e un Diploma in risoluzione di conflitti internazionali presso l’Universidad Complutense de Madrid. Ha collaborato con diverse ONG italiane quali Oxfam Italia e la Tavola della pace di Perugia. Esperienze professionali alle quali si aggiunge un periodo di stage presso l’Ufficio relazioni internazionali e cooperazione allo sviluppo dell’Università di Granada. Attualmente, sta collaborando con il giornale on-line Ghighliottina.it per il quale si occupa di scrivere articoli di politica nazionale ed economia.

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