Tutti nella vita abbiamo avuto una seconda opportunità, se non addirittura di più di una, per rialzarci dopo una cocente delusione . Ecco, la storia di chi si è rovinato con il calcioscommesse. Ma ora è pronto a ricominciare.

Roma- Jean-Francoise Gillet e Alessandro Parisi sono due calciatori che ci hanno messo la faccia quando è uscito fuori il faldone delle scommesse riguardanti il loro club pugliese del Bari. Due che piano piano dopo anni di squalifiche sono tornati o quasi. Ma andiamo per ordine. Iniziamo con il portiere belga. Una vita qui da noi in Italia, specie nel club dei galletti dove è  stato capitano e dove ha perfino superato il record di presenze di un barese doc come Loseto, tanto da ricevere le chiavi simboliche della città di Bari. Un mesetto fa il biondo portierino, poichè piccolo di statura per il suo ruolo, si è reso protagonista in una partita del campionato fiammingo di un altro piccolo record ha parato ben tre rigori in Anderlecht-Mechelen. Gillet, dopo la parentesi pugliese e la squalifica, era tornato in campo col Toro prima e con il Catania, ma l’avventura in entrambi i casi si è rivelata un po’ funesta. Cosi è tornato in patria e subito le male lingue hanno interpretato questo episodio come un’altra macchia nel curriculum del numero uno del Belgio, fino ad arrivare a pensare che i rigori fossero truccati. Quando il talento è oscurato dal pettegolezzo. Quando si è avidi nel concedere un’altra opportunità. In fondo basta poco. Si chiama “fiducia”.

Alessandro Parisi, il quasi Campione del Mondo. Perchè quasi? Perchè era nel giro della nazionale nel 2006. Era il nostro “Roberto Carlos dello Stretto” poichè la sua fervida carriera nasce in Sicilia per la precisione a Messina, quando la squadra sicula riesce con clamore a salire in Serie A, poi cambio casacca prima Bari e poi anche lui Torino (anche se ad onor del vero dopo il Bari sarebbe dovuto andare al Genoa, ma il team ligure venne retrocesso dopo essere appena salito in A per irregolarità del suo presidente Preziosi, ndr). Di nuovo che c’è per questo ragazzo di ormai 38 primavere? Che la sua forza di volontà è indiscussa. Da poco si è tornato ad allenare di nuovo con il suo Messina. Ha quasi finito di scontare la pena e spera di poter calcare a breve il campo, di nuovo con quella maglia che lo ha portato ad un passo dal sogno mondiale. E non è importante se gli toccherà giocare in serie C, l’importante sara’ essere tornato calciatore.

Eccola la seconda chance. Forse di nuovo sono tornati il “pararigori” ed il perfezionista dei calci di punizione. Ora, diamogli la giusta copertina, almeno adesso, perchè quella che hanno avuto era divenuta sbiadita. Questa sarà piena di colori, da poterla conservare nel tempo e nella mente solo di chi sa ricorda anche le gesta e non solo le macchie. Storie semmai da poter raccontare un giorno a figli o ai nipoti, davanti un cammino di casa. Insegnano loro che la vita riserva sempre un’occasione di riscatto. E tante volte non dipende solo da sè stessi. Ma anche dagli altri.

Michele Belsito