Dossier

LA SCELTA DI ETTORE: NON ESSERE PIU’ MAJORANA

Nei giorni in cui il caso Majorana riempie di nuovo le pagine dei giornali e i telegiornali, nessuno sa della scelta del fisico italiano. Si può accettare la decisione di sparire?

Roma- Lo puoi vedere scendere per Rione Monti, alto, bello, solo. Salir su per via Panisperna verso il Regio istituto di fisica dell’Università di Roma con in testa i suoi interessi di Filosofia, i suoi studi di Fisica. Dall’età di 31 anni Ettore Majorana è lì, fermo nel tempo. Fermo a quel momento in cui decise di non dare più sue notizie, dal marzo 1938. In molti in questi anni hanno voluto esprimere un’opinione sulla scelta che fece. Nonostante nessuno sappia quale scelta fosse.

E nonostante lui si sia guardato bene dal comunicarla al mondo. Ettore Majorana scelse. Di non essere più Ettore Majorana. Da Roma passò due giorni a Napoli e nei giorni del viaggio verso Palermo inviò una lettera al suo collega e una ai suoi familiari. Missive colorate d’addio. Non cercatemi più. Non vestite il lutto, perdonatemi per il dolore causato. Il giorno dopo ha poi inviato missive che invitavano a non dar conto alle precedenti inviate.
Poi più nulla.

La procura di Roma ha da poco asserito che grazie ad una foto è stato possibile accertare che Ettore almeno fino al 1959 fosse a Valencia, città del Venezuela. Quindi dovremmo considerare concluso il caso, dopo decenni. La realtà, però, è un’altra. Chi rimane, non si rassegna. Deve cercare, deve mettere un punto. Rifiuta il punto fermo messo da chi va via.

Perché Ettore è andato via. E nessuno si è mai rassegnato a una scelta simile. Film, romanzi, racconti, trasmissioni radiofoniche e televisive. Ipotesi di complotto. Basterebbe lasciarlo stare. E rendere giustizia a quello che fu.

Un uomo estremamente coraggioso, che fu anche uno dei fisici più importanti che l’Italia abbia mai visto nascere.

Laura Mauti

Laura Mauti

Mi occupo di Comunicazione culturale. Anglofila dalla nascita. Curiosa. Studio la Politica internazionale in ogni suo aspetto. Dopo un profondo studio sul Medio Oriente ho capito che andare a toccare con mano fosse l'unico modo per cercare di capire. E in Palestina ho lasciato cuore e attenzione. Improvvisatrice teatrale innamorata del teatro. Social Media lover in Twit-addiction e Blogger. Scrivo di ciò che vedo, ricordo e spero di sapere. Credo nelle buone maniere, nella cultura e nell'intelligenza altrui. Romana di Roma con un grande amore per L'Aquila Blogger Fanpage.it/laura-mauti e fondatrice del sito romateatro.it

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