Galassia MediaMicro

LA PORTA D’EUROPA

A metà tra l’oriente e l’occidente. Crocevia di culture, tradizioni e religioni. Istambul è una città dai mille volti, uno più affascinante dell’altro

Istanbul – È stata definita la Porta d’Europa, luogo d’incontro fra mondi tanto diversi ma altrettanto vicini. Accomunati da forti radici comuni. Vivere qui, significa avere un piede in oriente e l’altro in occidente. Un condizione unica, che solo Istanbul sa regalarti. Questo incredibile crogiuolo di culture, tradizioni e religioni lo puoi percepire fin da subito: nei volti dei suoi abitanti così come negli abiti alla moda dei giovani che nel fine settimana invadono le vie del centro città. Dentro a queste incantevoli mosche, tra i resti di quello che fu l’impero romano d’oriente e le centinaia di negozi che forma uno dei più suggestivi bazar al mondo: l’Asia e l’Europa sembra tenersi a braccetto.

Se dovesse esistere un luogo, infatti, dove poter ubicare la lunga storia dei rapporti tra il “nostro” mondo e quello di origine arabo-ottomano non potrebbe che essere qui. Su uno dei molti ponti che attraversano il Bosforo. Dove decine di persone ammazzano il tempo dedicandosi alla pesca. Tra le case di legno della parte asiatica e i moderni locali della parte europea. Passeggiando tra le sue strade ricche di storia, viene facile capire perché scrittori e poeti di tutte le epoche hanno trovato qui la loro massima ispirazione.

Oggi, Istanbul sta attraversando un fase complicata della sua storia. Quel spinta propulsiva verso il modernità sembra sia stata soffocata da chi, erroneamente, vuole dare a questa città una dimensione che non gli si addice affatto. Ce la faranno i giovani turchi, ne sono sicuro. Parlandoci, ho intravisto nei loro occhi una voglia di libertà e di progresso che in pochi altri posti ho potuto osservare. Lottano da tempo, ormai, contro chi vorrebbe chiuderli in una campana di vetro. Mentre loro, diversamente, sanno benissimo cosa vogliano e, sono sicuro, che se lo prenderanno.

Il fermento politico e sociale, che fa di questa città una delle più dinamiche della regione, è visibile nelle molte cortei sindacali che attraversano le sue strade. Rendendola più che mai simile alle nostre capitali europee. Nonostante questo, però, le differenze economiche rimangono molto forti. Mentre ammiro, incantato, le sue bellezze artistiche a colpire la mia attenzione sono i bambini che frugano tra la spazzatura e quelli intenti a trascinare enormi carretti improvvisati con i quali raccolgono cartoni o bottiglie di plastica.

Istanbul è una città frizzante e vivace e i suoi abitanti sembrano sapersi godere la vita, nonostante tutto. Ogni occasione è buona per ballare e fare festa. Ballano i turchi, lo fanno per scacciar via la tristezza e i cattivi pensieri. Si prende sotto mano in gruppi di 10 o 15 persone e si lasciano andare al ritmo di vecchie canzoni popolari. Questa città, poi, ha anche un suo profumo particolare. A metà tra l’odoro di zucchero, dei banchetti che vendono dolci al miele ad ogni angolo, e quello acre dei mille narghilè che “affumicano” i locali del centro.

Per chiudere questo breve racconto mi vengo in mente le parole di Georges Simeon: “Era una tipica serata sul Bosforo, con la sua atmosfera languida, il suo sfarzo e le sue miserie, i suoi profumi e il suo sentore di marcio. La poesia, come nei paesaggi di Istanbul, era in gran parte artificiosa, ma c’era anche qualche raro momento che non dipendeva dalla volontà dell’uomo”

 

Mattia Bagnato

Mattia Bagnato

E’ laureato in Relazioni Internazionali con una specializzazione in Diplomazia multilaterale e sicurezza collettiva presso l’Università degli Studi di Perugia. Attento alle questioni internazionali come la sensibilizzazione e la tutela dei diritti umani e i metodi di risoluzione dei conflitti internazionali. Ha un diploma in Diritto Internazionale Umanitario e un Diploma in risoluzione di conflitti internazionali presso l’Universidad Complutense de Madrid. Ha collaborato con diverse ONG italiane quali Oxfam Italia e la Tavola della pace di Perugia. Esperienze professionali alle quali si aggiunge un periodo di stage presso l’Ufficio relazioni internazionali e cooperazione allo sviluppo dell’Università di Granada. Attualmente, sta collaborando con il giornale on-line Ghighliottina.it per il quale si occupa di scrivere articoli di politica nazionale ed economia.

Related Articles

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close
Close