Un’analisi del dato politico, in attesa delle consultazioni di oggi pomeriggio.

ROMA – Luigi di Maio si atteggia a premier e fa offerte a destra e a sinistra, indifferentemente, per lui la politica è un supermarket: prendo quello che mi serve per i miei fini e butto il resto! Non distingue la differenza tra l’andare con il Pd o con Salvini, poco importa! Quello che conta, è il prezzo alla cassa…

Ma analizziamo il dato: la coalizione di centrodestra ha preso il 38%, il M5S il 32%, la coalizione di centrosinistra il 22%. Queste sono le tre grandi forze politiche del paese, uscite dalle urne. Per il centrodestra si trattava di politiche e primarie assieme, ovvero, chi tra Salvini, Berlusconi e Meloni, avesse preso più voti, sarebbe stato il candidato premier della coalizione. Ora la matematica parla chiaro: il centrodestra ha preso più voti, il 6% in più rispetto al M5S. Con questo dato, Di Maio si erge a premier e fa proposte, indifferentemente, a sinistra e a destra. Cosa propone? Prima cosa, un poltronismo, ovvero che sia lui il premier. Sistemati i propri interessi, propone sia al Pd che a Salvini, di tradire il proprio elettorato. Attenzione, Di Maio è “onesto”, lo dice alla luce del sole! Come il ladro che onestamente afferma di rubare. Questo è il concetto di onestà del Movimento. Quindi, Di Maio, sta chiedendo di fare i voltagabbana affinché lui sia il premier. E per garantirsi tutto ciò, propone addirittura un contratto da stipulare. Magari con penale per il recesso.

Facciamo un salto nel passato: il 2008, dieci anni fa. Veltroni con il Pd arrivò al 33% più il 4,3% di Italia dei Valori. E stette all’opposizione. Ora di Maio ha preso di meno e vuole fare il premier, con il centrodestra al 38%. Sta proprio qui la sua pochezza ed inadeguatezza politica: fuggire dalla realtà e asservire gli altri per i propri scopi. Continua a dire che Salvini è leader di un partito che ha preso il 17%, omettendo che è il leader di una coalizione che è arrivata al 38%, scegliendo lui come capo. Chiede a Salvini di tradire i propri elettori che lo hanno votato. Un pregio, però, lo ha il signor di Maio, quello di facci apparire come un democristiano moderato lo stesso Salvini.

Oggi saliranno al Colle le tre grandi forze politiche, ma sicuramente si rimanderà ad un altro giro di consultazioni per la prossima settimana, dove speriamo si arriverà ad una scelta che rispetti il dato delle urne. Si rispetti la volontà del popolo votante, questa è democrazia.

 

                                                                                                                                     Emanuele Cheloni