Nel luglio del 1969, il primo passo sulla luna. Erano gli anni della Guerra Fredda e dell’Apollo 11. Da Giacomo Leopardi a Neil Armstrong, lì dove nessun uomo era mai arrivato.

 

Che fai tu, luna, in ciel? Dimmi, che fai, silenziosa Luna?

Roma- Così Giacomo Leopardi si interrogava nel 1829. E con lui intere generazioni che ancora oggi alzano il naso all’insù come nel trovare una risposta alle loro problematiche esistenziali. Per molto tempo, la luna venne vista come qualcosa di irraggiungibile, lontano dall’uomo e certamente dalla sua dimensione.

Di sicuro, Leopardi non poteva immaginare che, poco più di un secolo dopo, un suo simile avrebbe calpestato il suolo della luna, privandola di quella dimensione “mitica” che, inevitabilmente, si lega a qualcosa di ancora ignoto e di non ancora scoperto. Un qualcosa che aveva ispirato il poeta di Recanati e che mai avrebbe immaginato che questa passeggiata sarebbe stata seguita in tempo reale da milioni di persone.

Il 21 luglio del 1969, l’uomo sbarca sulla luna. Milioni di telespettatori erano incollati alla tv per seguire in diretta la missione della navicella spaziale che, poi, sarebbe passata alla storia. Alla sua guida, Neil Armstrong che, con i suoi due compagni di avventura, si stava spingendo fin dove l’uomo non era mai arrivato.

Erano gli anni della Guerra Fredda e l’Apollo 11 made in USA pareggiava quantomeno i conti con lo Sputnik sovietico. Ma, a prescindere, dai risvolti politici, il primo allunaggio fu prima di tutto un evento che, attraverso, i mezzi di comunicazione e la televisione in particolare, coinvolse direttamente milioni di persone che, ancora oggi, se interrogate ricordano la lunga telecronaca di Tito Stagno.

Un momento della storia: la fantasia dei poeti del secolo precedente stava diventando realtà. Se cadeva il mito della luna solitaria e irraggiungibile, allo stesso tempo, si rafforzava il mito della televisione che porta nelle case della gente immagini che altrimenti sarebbero restate solo nella mente di chi c’era.

I versi di Giacomo Leopardi, Saffo, Guido Gozzano e Lewis Carroll. La luna romantica verso cui molti continuano a girare lo sguardo. E, infine, l’uomo che la rende meno sola. Una storia dei giorni nostri di come l’ignoto e il mistero continui ad affascinare milioni di persone. Anche a 46 anni di distanza.

Pasquale Gallo