Storie dall'Italia

LA MINACCIA DELL’ARIA

L’OMS (Osservatorio mondiale della sanità) parla di 7 milioni di morti all’anno per inquinamento atmosferico. La salute umana è minacciata da cattive gestioni politiche, da scriteriati esempi di edificazione urbana, abusivismo e malaffare. C’è ancora tempo per cambiare?

Roma-  Il tema è vasto, le discussioni numerose a livello internazionale, le decisioni prese ed i fatti realizzati purtroppo molto pochi in Italia. Sporadiche le città del Bel Paese che in questi ultimi anni hanno cercato di fare qualche passo indietro per migliorare l’ambiente e la mobilità urbana. La maggior parte, soprattutto le metropoli, hanno peggiorato la situazione con insediamenti urbani sorti a dismisura e senza alcun criterio o logica che possa richiamare alla tutela dell’ambiente e della salute. Il degrado regna sovrano e i piani regolatori approntati sembrano favorire i costruttori e gli interessi personali di molti, non certo il benessere del singolo cittadino.

Organizzato da ISDE Italia (associazione medici per l’ambiente) e Federsanità ANCI (aziende sanitarie e Comuni per l’integrazione socio sanitaria) il convegno ha sviscerato una serie di problemi, di tematiche fondamentali sullo stato di salute del Pianeta Terra. Benessere ambientale vuol dire città a misura d’uomo, criteri urbanistici, scenari possibili; tutto per vivere in un ambiente idoneo, a beneficio dello stato psico-fisico del cittadino.

Una città senza terra è come un neonato senza latte”. Questa è una frase emblematica che riassume il concetto. Quanto verde è stato sacrificato al cemento. Quanto pressapochismo in nome della tecnologia senza controllo (gestori telefonici, wi-fi) amianto non smaltito. Tanti, troppi nemici per la salute dell’uomo. Il convegno ha portato dati, numeri che raccontano (senza esagerare) una tragedia in atto. E sembrano cadere nel vuoto i buoni propositi dei Grandi della Terra che si riuniscono di tanto in tanto e parlano di clima ma, all’atto pratico, si fa veramente poco per salvaguardare una situazione ormai compromessa. Il cambiamento climatico dovuto all’inquinamento è la più grande minaccia globale per la salute, del 21° secolo.

Come ha avuto modo di spiegare nella sua introduzione Maria Grazia Petronio, vice presidente Isde Italia “studi recenti dicono che mai come questo periodo l’aspettativa di vita è in aumento. Di contro il disastro ambientale ha portato al degrado dei sistemi naturali che minacciano la salute umana”.

E si corre ai ripari con, ad esempio, l’architettura biologica. Si prova a soddisfare i bisogni (frenetici) del presente, senza compromettere le possibilità future. Tutto in una sorta di schizofrenia che riguarda tutti, dagli operatori, agli scienziati, ai politici ai cittadini. Nessuno escluso.

L’OMS (Osservatorio mondiale della sanità) parla di 7 milioni di morti all’anno per inquinamento atmosferico! (dati maggio 2015). Di questi, 4,3 milioni di decessi sono dovuti all’esposizione all’inquinamento dell’aria all’interno delle abitazioni e 3,7 milioni all’inquinamento dell’aria esterna.

Effetto serra, alzamento del livello del mare, ghiacciai che si sciolgono, aumento di 3/4 gradi della temperatura. Uno scenario per nulla tranquillizzante.

Il cemento è il nemico numero uno per l’uomo assieme allo smog. Eppure insediamenti urbani nascono come funghi in autunno e nascono sena alcun criterio che richiami all’urbanistica e alla sostenibilità dell’ambiente. Senza contare che le aree a rischio dissesto idrogeologico non sono considerate, salvo ricordarsene in occasione delle alluvioni. Che peraltro costano molto sia in termini economici che in termini di perdite umane. Campi magnetici (elettrosmog), inquinamento acustico e ambientale completano l’opera di aggressione alla salute umana, compromessa anche dallo stress, dal sovraffollamento, dalla solitudine e dalla crescita di aggressività.

Buone pratiche di amministrazione locale

Pianificazione è la parola d’ordine per tentare di recuperare qualche punto rispetto ai Paesi del nord Europa dove le città sono più vivibili. L’articolo 9 della Costituzione parla di tutela del paesaggio e rispetto della morfologia del territorio. Dovrebbero piovere denunce contro alcuni politici che a Roma negli ultimi anni e nel resto del Bel Paese, non hanno rispettato la Carta nazionale. Tutt’altro!

Il grosso del disastro (e Roma ne è un esempio) è stato fatto con l’abusivismo edilizio (abusivi complici dei palazzinari). I ripetuti condoni hanno consegnato alle generazioni attuali e future nuove periferie dove il naturale paesaggio è stato distrutto. Cattiva amministrazione a livello locale e centrale hanno portato all’avvio (con legami malavitosi) di ben 800 opere incompiute in Italia! Soldi gettati al vento.

Questo potrebbe essere il momento per cambiare ma è necessario educare i politici, recentemente debuttanti allo sbaraglio. Saper amministrare non è sinonimo di approssimazione. Una città, per governarla, bisogna conoscerla nei vari aspetti e, perché no, bisogna amarla. È necessario inoltre recuperare la capacità di far rispettare le regole, la vecchia e accantonata Educazione Civica insomma. Regole, controlli e sanzioni dunque.

E ancora ascolto della città, concertazione tra amministratori e tra questi stessi e la città intera. Una squadra che gioca per lo stesso obiettivo: migliorare lo stile di vita della collettività. A proposito di buone pratiche di amministrazione, la giunta Rutelli anzi, le giunte Rutelli, sono state una novità assoluta. La “cura del ferro” con l’avvio delle linee FR1, FR2 e FR3 diventate vere e proprie metropolitane e inserite nell’abbonamento unificato Metrebus.

Sul fronte del trasporto, il tram 8 (molto osteggiato a suo tempo) oggi salvezza per molti pendolari. Realizzato con i BOC (Buoni ordinari del Comune-legge Finanziaria 1995). Un esempio seguito peraltro da Napoli e Torino. E qui, ecco l’ascolto. In quell’occasione furono tolte alcune linee bus, per snellire il traffico e non inquinare. Fu l’ascolto dei cittadini da parte dell’amministrazione a permettere di immettere su strada la linea H ancora oggi in funzione e che consente il collegamento con il San Camillo e le altre realtà sanitarie della zona Monteverde.

Ed ancora, il recupero di caserme dismesse (oggi argomento tanto in voga). Un esempio su tutti la ex caserma Sani che accoglie lo storico mercato di piazza Vittorio, con più decoro, pulizia e che ha permesso il recupero della piazza/giardino e dei tesori storico/artistici che sono all’interno. Che poi le amministrazioni successive a quelle di Rutelli, abbiano rilasciato licenze a dismisura non tutelando i vecchi vignaroli romani e non abbiano curato l’area… beh questo è storia recente.

Quelle giunte si resero protagoniste inoltre della risistemazione o costruzione di 170 piazze, in centro come in periferia. Sinonimo di aggregazione, di verde e decoro. Anche in questo caso vale il discorso dell’educazione civica, del controllo e delle sanzioni in caso di non rispetto delle regole.

Dal convegno ISDE-Giornate Italiane Mediche dell’Ambiente sono emerse alcune realtà che fanno ben sperare per il futuro, ma sono ancora troppo poche. Maria Pia Sparla (Città metropolitana di Milano Ente Gestore del Parco agricolo sud Milano) ha illustrato il progetto ormai realtà, avviato nel 1990. Ad un chilometro e mezzo dal centro del capoluogo lombardo ecco 47mila ettari che coinvolgono 1000 mini aziende agricole ognuna proprietaria del suo spazio. Un parco dove si producono alimenti, dove l’acqua del sottosuolo ha la sua funzione primaria; un parco dove i milanesi si recano nel week end, non solo per acquistare cibi genuini e freschi ma dove poter anche effettuare attività sportive (golf e canoa), dove poter semplicemente passeggiare, fare corsi di formazione, agriturismo e persino dove trovare un ambito dedicato a cani e cavalli.

Insomma, qualcosa si muove ma si deve e si può fare di più.

 

Emanuela Sirchia

 

 

Emanuela Sirchia

Nel 1983 si iscrive all'Università di giornalismo di Camerino. Nell'ottobre del 1988 approda al neo nato "Il Giornale di Ostia", dove rimarrà per 25 anni. Dal marzo 1991 è iscritta all'Ordine dei giornalisti del Lazio. Già collaboratrice per Paese Sera, ha scritto per il giornale aziendale dell'Acea e per il settimanale Free Magazine. Dal 2008 al 2013, è nell'ufficio stampa e pubbliche relazioni del Municipio X e dal 2006 a tutt'oggi ricopre l’incarico di addetto stampa del teatro Nino Manfredi. Ha scritto di cronaca nera, bianca, sport, spettacolo, arte e cultura. Tra i personaggi da lei intervistati: Tito Stagno, l’uomo della luna, Giorgio Albertazzi, Franca Valeri, Paola Gassman, Valeria Valeri, Gianrico Tedeschi e vari campioni sportivi come Bruno Conti, Rudi Voeller e Beppe Giannini. Per la giudiziaria, ha seguito la vicenda dei fratellini Brigida, il caso Marta Russo e l’omicidio di via Poma. E’ stata inviata per il Giubileo del 2000 e dal 1994 è accreditata in Campidoglio. Dice di sé: “ogni volto, ogni storia, ogni mostra visitata, ha lasciato un segno indelebile, esperienze di vita che non hanno eguali”.

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