Storie dall'Italia

LA DIVINA COMMEDIA FINIRÀ ALL’INFERNO?

“Dante antisemita e islamofobo. La Divina Commedia va tolta dai programmi scolastici”. E’ di venerdì 24 maggio la notizia letta su  Affari Italiani e che afferma: la nuova proposta internazionale dei pedagoghi del mondialismo tecnonichilistico è di togliere dai programmi scolastici La Divina Commedia.

Oh caro Dante, in che girone infernale siamo finiti! Manco tu, col tuo genio senza tempo, saresti riuscito a ricreare un girone tanto abbietto: è quello dell’intolleranza agli intolleranti, quello degli spettri (non tutti cattivi) del passato che vengono usati contro ogni forma di ideologia, libertà d’espressione, editoria, ed ora – schifosamente – intaccano anche il genio di madre Patria. 

Ho la sensazione – ma proprio a pelle – che a breve qualcuno si farà venire le stesse idee per D’Annunzio! Ormai non si tratta più di libertà e nemmeno di politica. Di cultura – in questi casi – davvero non si può parlare, e allora, questo fenomeno che impazza, cos’è? Andiamo indietro nel tempo e non di molto. Nel dicembre del 2012 su “TEMPI” era già apparsa la notizia che potete Leggere Qui ed erano – forse – tempi non sospetti?!

Forse i tempi sono stati sempre sospetti, forse questa sorta di intolleranza e (concedetemelo) dittatura ideologica, ha sempre serpeggiato, con l’unica differenza che non veniva – forse – utilizzata come mezzo di rincoglionimento di massa. Oggi invece, tutti possono fare notizia e manipolare il pensiero comune; è la cosa più semplice al mondo. Questa sorta di intolleranza al contrario, questa dittatura che dice ‘cosa fare’, ‘cosa leggere’ e ‘cosa pubblicare’ a chi (in teoria) viene additato come dittatore,  non sta facendo altro che un gioco sporco nei confronti della cultura e della libertà di pensiero. Il vero sgarbo, l’orrore più grande, non è l’idea contrastante ma le idee che si vogliono far abortire a scapito delle generazioni future.

I pensatori, i geni delle idee, gli intellettuali accaniti e quelli che incitano alla (loro) libertà, hanno sempre e solo avuto più tempo e più spazio per divulgare le proprie idee, forse, chi era da un’altra parte, era troppo impegnato a fare qualcosa per il mondo, ad agire, a cambiare le cose in maniera attiva e pro – positiva. A far dilagare un’idea come un virus basta poco ma non sempre basta. Chi vuole censurare la letteratura e la storia, chi ci dice cosa cosa leggere e cosa no, non si discosta molto dalle Bücherverbrennungen e dalle ideologie che crede di contrastare (ammesso che esistano ancora).

Grazie ai social, oggi,  TUTTI possono dire la loro, TUTTI posso contrastare quanto viene (erroneamente) raccontato. Quello che forse infastidisce e che – sempre oggi – chi agisce, chi fa, chi non si limita a pensare ma le cose le vuole cambiare davvero, rivendica un diritto all’intelletto. Erroneamente è stata sempre accostata la cultura ad una fetta di società che però non è tutta. Oltre quella fetta c’è chi – con intelletto – le cose prova a cambiarle davvero. Perché, se la storia non basta, o secca troppo studiarla a mente aperta, quantomeno abbiamo un canale che nessuno può chiuderci… almeno spero! Tornando a Dante, che nessuno me lo tocchi, che nessuno ce lo tocchi!

Maria Perillo

Maria Perillo è nata a Napoli il 07.12.1983. Graduato dell’Esercito Italiano, blogger, scrittrice e Life Coach. Appassionata di tecniche della comunicazione, attualmente studia presso una scuola di leadership e tecniche di comunicazione

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