Storie dal Mondo

LA CHRISTIANIA DEI BALCANI

Nata da un’iniziativa popolare, il centro di cultura alternativa di Lubiana, oggi, rappresenta il primo esempio di squatt artistico. Un progetto sociale che “resiste” ai colpi della politica

Lubiana (dal nostro corrispondente) – Diceva Theodor W. Adorno: “Il compito dell’arte è introdurre il caos nell’ordine”. Mai aforisma, infatti, fu più azzeccato per descrivere il processo di formazione che ha accompagnato il Centro di cultura alternativa di Metelkova. Una vera e propria mosca bianca all’interno del vastissimo panorama dei movimenti sociali di protesta.

L’ordine, infatti, quello tipico di una caserma austro-ungarica del tardo XIX sec., si è dileguato. Ha ceduto il passo al “caos” fatto di sculture futuriste e ad una delle più creative collezioni di arte contemporanea dell’ex Jugoslavia. I perentori ordini che, con tutta probabilità, tuonavano come un imperativo categorico per le giovani reclute, oggi sono solo un lontano ricordo. Metelkova mesto (la città di Metelkova in sloveno) si è lasciata alle spalle un passato fatto di divise militari, fucili ed estenuanti esercitazioni. La vecchia prigione ora è diventata un ostello che ospita i giovani che da ogni parte del mondo vengono a visitare la capitale slovena.

La storia della Christiania dei Balcani e del suo progetto artistico, però, è lunga e tormentata. Segnata da molte vicissitudini politiche che hanno rischiato di soffocarla nella culla, minacciando di farne una zona commerciale o un “modernissimo” parcheggio. Tutto ebbe inizio nel lontano 1990, quando su iniziativa di un gruppo di artisti e di oltre 200 volontari fu istituita la Mreža za Metelkovo (rete per Metelkova). L’idea era quella di ridare nuovo lustro a quella che un tempo fu la caserma militare “4 Luglio” e salvarla, così, dalla demolizione.

Erano giorni tesi quelli, però. La battaglia dei “Dieci giorni”, infatti, si era appena conclusa con il ritiro dell’esercito federale jugoslavo e di lì a poco la piccola repubblica “ribelle” avrebbe conosciuto l’indipendenza. Così, sulle ali dell’entusiasmo la rete per Metelkova decise di cogliere la palla al balzo, proponendo all’allora governo Kucân di cedergli i diritti di utilizzo e gestione. La risposta del Governo appena insediatosi, però, fu categorica e non fece intravedere margini di trattative. Il 10 settembre 2013, quindi, i componenti della rete decisero di occupare i setti edifici in questione, dando vita al primo esempio di squatt artistico.

Il cambio di governo che ebbe luogo nel 1994 sancì, fortunatamente, il momento della svolta. Da allora, infatti, molte cose cambiate. “La città nella città” si è autoproclamata “culturale autonomous zone”, diventando teatro di innumerevoli appuntamenti artistici, musicali e di campagne contro il razzismo e l’omofobia. Come quella scuola dell’infanzia, appunto, costruita grazie al contributo del gruppo edile Axt und Kele e ai fondi raccolti dall’ambasciata tedesca. Un sacrificio inutile però, perché la scuola fu chiusa nel 2006 dall’ispettorato per l’ambiente.

Oggi, nonostante i continui tentativi di sgombero ed un futuro perennemente incerto, questo centro culturale è la “casa” di studenti, impiegati e persone di ogni estrazione sociale. Tutti accomunati da un impegno sociale che attraversa intere generazioni. Simbolo evidente di un’opposizione portata avanti senza soluzione di continuità alle logiche consumistiche e neo-liberali.

Mattia Bagnato

https://www.youtube.com/watch?v=OXNGa8Y2_Uc&feature=youtu.be

 

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Mattia Bagnato

E’ laureato in Relazioni Internazionali con una specializzazione in Diplomazia multilaterale e sicurezza collettiva presso l’Università degli Studi di Perugia. Attento alle questioni internazionali come la sensibilizzazione e la tutela dei diritti umani e i metodi di risoluzione dei conflitti internazionali. Ha un diploma in Diritto Internazionale Umanitario e un Diploma in risoluzione di conflitti internazionali presso l’Universidad Complutense de Madrid. Ha collaborato con diverse ONG italiane quali Oxfam Italia e la Tavola della pace di Perugia. Esperienze professionali alle quali si aggiunge un periodo di stage presso l’Ufficio relazioni internazionali e cooperazione allo sviluppo dell’Università di Granada. Attualmente, sta collaborando con il giornale on-line Ghighliottina.it per il quale si occupa di scrivere articoli di politica nazionale ed economia.

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