Credo che uno dei modi migliori, per dare la giusta misura dell’importanza di un premio, sia quello di andare a vedere l’albo d’oro dei vincitori. La Targa del Premio Tenco, porta nel nome, oltre che nella sua storia, le stigmati di uno dei riconoscimenti più importanti della musica italiana. Se non addirittura il più importante. Nella sezione che negli anni ha premiato gli autori delle più belle canzoni italiane, campeggiano i nomi di Lucio Dalla, Ivano Fossati, Franco Battiato, Francesco Guccini e Juan Carlos “Flaco” Biondini, Fabrizio De Andrè e Mauro Pagani. Insomma, quanto di meglio si possa trovare nel panorama musicale nazionale.

Quest’anno, entreranno a far parte di questa ristrettissima cerchia di mostri sacri, anche Francesco Di Giacomo e Paolo Sentinelli, con il brano “Bomba intelligente”, canzone che nel febbraio scorso è stata inserita da Elio e le Storie Tese nel loro ultimo album dal titolo “Figatta de Blanc”. (GUARDA IL VIDEO UFFICIALE)

Francesco Di Giacomo, voce storica del gruppo rock progressive del Banco del Mutuo Soccorso, scomparso nel febbraio di due anni fa, vittima di un incidente stradale, ha scritto il testo della canzone, mentre Paolo Sentinelli, musicista e arrangiatore, oltre a scriverne la musica, ha curato e seguito il percorso che ha portato la “Bomba intelligente” da un cassetto della sua scrivania al disco degli Elii.

Francesco amava molto gli Elio e le Storie Tese racconta Sentinelli,

“e tre anni fa si incontrò con loro sul palco del Primo Maggio. In una chiacchierata con Faso, il loro bassista, uscì fuori che avevamo scritto questa canzone e, grazie anche ad un amico in comune, Duccio Pasqua, il progetto andò in porto. Gli inviai un file con una traccia di pianoforte e uno con la traccia della voce di Francesco, che registrammo mandando il microfono direttamente nel computer: tutto fatto agli antipodi della moderna incisione musicale. Loro interpretarono la canzone davvero molto bene, tant’è che adesso riceverà la Targa”.

La canzone però, risale ad undici anni fa, ad uno degli incontri che Francesco Di Giacomo e Paolo Sentinelli erano soliti avere.

Ci incontravamo spesso con Francesco, eravamo amici, nel senso vero della parola. Il nostro era un rapporto che andava al di là della musica: incontrarsi non era legato al fatto che io fossi un pianista, un musicista e lui un cantante, un autore, ma era la voglia di stare insieme, di parlare, di scambiarci delle idee, di condividerle. E così nacque questa prima canzone, un pomeriggio del 2005. Eravamo insieme, dopo pranzo, e si parlava della seconda guerra del Golfo e di quella bomba intelligente che tanto stava facendo notizia: sarebbero dovuti essere ordigni in grado di evitare tutta quella serie di effetti collaterali che si vengono a verificare durante una guerra. Non ci sarebbero più dovuti essere danni alle popolazioni perché, grazie alla loro intelligenza, avrebbero dovuto colpire soltanto gli obiettivi militari. In realtà non fu così, perché continuarono ad essere bombardati anche gli edifici civili, le scuole, gli ospedali. Quelle bombe non erano per nulla intelligenti. Francesco ebbe l’ispirazione ed io mi affrettai a prendere carta e penna per fissare le sue parole. Scrissi quei versi sulla prima cosa che mi capitò sotto mano in quel momento, la busta della bolletta dell’energia elettrica. Ci vedevamo per il gusto di stare insieme e non eravamo pronti a quella situazione. Francesco immaginò questa bomba intelligente innamorata dell’aereo che la portava con se controvento: lei restò innamorata del suo aeroplano, fin tanto che lui, sorvolando l’obiettivo, non la sganciò. La bomba rimase stupita di fronte a quel gesto inatteso, perché mai avrebbe immaginato che quell’amore sarebbe potuto finire così. Invece di esplodere, allora, disinnescò il suo congegno e andò ad adagiarsi sul fondo del mare, finché non divenne un pesce. Francesco la immaginò così, un po’ come una favola, ed io gli cucii addosso la musica che pensavo potesse essere più adatta a quel testo.”

Dopo quel pomeriggio, e dopo quella canzone, ce ne furono altri, di pomeriggi e di canzoni.

Continuammo ad incontrarci come avevamo sempre fatto. Si mangiava e si parlava. Ogni tanto Francesco aveva l’ispirazione ed io correvo a scrivere i versi che lui creava. Scrivemmo tantissimo insieme, e dieci di queste canzoni le registrammo anche: in alcune cantava mentre in altre ne recitava il testo. Scrivemmo sempre per il gusto di scrivere e mai con l’idea dello show business o con il pensiero di pubblicarle. In quel periodo andavamo anche in giro a fare concerti solamente piano e voce: lo facevamo per un bisogno personale, interiore, per il piacere di farlo.” C’è quindi un cassetto, della scrivania di Paolo Sentinelli, dove riposano ancora delle canzoni che sono assolutamente inedite. “Francesco negli ultimi anni ha scritto tanto: non solo canzoni, ma anche storie, racconti brevi. Quelle dieci canzoni sono un’intera opera inedita, la parte mancante della sua produzione”.

Poi, purtroppo, quel tragico incidente del febbraio 2014, ha rubato, per sempre, Francesco Di Giacomo alla musica, a Paolo Sentinelli, e non solo. E così la Targa del Premio Tenco assume oggi un valore particolare, che per Sentinelli va al di là dell’entrare nell’Olimpo della musica italiana.

La Targa ha un valore importantissimo, soprattutto perché è un riconoscimento a Francesco Di Giacomo autore. Un autore, secondo me, fondamentale. Lui, aveva il dono della scrittura, come amo dire io, aveva una capacità unica di mettere insieme le parole. Quindi, questo Premio Tenco è il premio di Francesco Di Giacomo autore, e per me è importantissimo”.

La Targa verrà ritirata dallo stesso Paolo Sentinelli e da Antonella, moglie di Francesco Di Giacomo, durante l’incontro del Club Tenco, che si svolgerà al Teatro Ariston di Sanremo dal 20 al 22 ottobre.