SONO 53 I SITI DEL TERRITORIO ITALIANO ISCRITTI NELLA LISTA UNESCO. UN NUMERO CHE CONFERISCE AL BEL PAESE UN PRIMATO ASSOLUTO

Roma – Quasi uno spiraglio di luce, e di speranza in momenti come questi, nei quali il pensiero è ancora rivolto a quel crollo che pochi giorni fa ha sconvolto Torre Annunziata, e con lei i suoi abitanti e il Paese intero. C’è infatti una notizia che inorgoglisce, ma che sembra essere destinata a passare quasi inosservata. Purtroppo.

Si tratta di un risultato che conferisce all’Italia un primato assoluto e invidiabile. Perché sono più di cinquanta, per la precisione 53, i siti del bel Paese ad essere inseriti nella lista dell’Unesco e ad essere perciò considerati “patrimonio dell’umanità”. Gli ultimi sono stati annunciati dal ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini, il quale ha precisato che questo risultato “conferma il forte e pluriennale impegno dell’Italia nell’attuazione della Convenzione del Patrimonio Mondiale Unesco”. Ed ha poi concluso dicendo che il primato detenuto dal nostro Paese consente oltretutto di “esercitare un notevole ruolo nella diplomazia culturale nel contesto internazionale”. 

Ad arricchire la lista, perciò, due straordinari siti che sono stati proclamati in occasione della 41esima sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale, iniziata lo scorso 2 luglio e in corso fino al 12 di questo mese. Parliamo delle faggete vetuste – tra le più vecchie dell’intero continente europeo, che si estendono su una superficie di 2127 ettari, che comprende le zone del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise – e delle “Opere di difesa” veneziane, risalenti ad un periodo tra il XVI e il XVII secolo. A proposito di quest’ultime, in particolare, emblema del periodo d’oro della Repubblica di Venezia, si tratta di componenti fortificate presenti non solo in Italia (dove sono collocate tra la Lombardia e la parte orientale della Costa Adriatica), bensì anche in Croazia e Montenegro.

Angelino Alfano, commentando l’evento che rende l’Italia “un’autentica superpotenza di cultura e bellezza”, ha infine aggiunto che “il risultato odierno è frutto del grande sforzo diplomatico della Farnesina, unito alla competenza tecnica degli esperti del ministero dell’Ambiente e dei consulenti dell’Università della Tuscia presenti a Cracovia”. In definitiva, “un grande lavoro di squadra“, per riprendere le parole del ministro degli Esteri, che fa quasi bene al cuore in ore come queste.

Simona Cappuccio