Dossier

ITALIA FRAGILE SÌ. MA NON SOLO

 

A CASAMICCIOLA SI RIPETE IL MIRACOLO DELLA VITA: TRE FRATELLI ESTRATTI VIVI DALLE MACERIE PROVOCATE DAL SISMA NELL’ISOLA DI ISCHIA. DUE LE VITTIME, CIRCA 40 I FERITI. DITO PUNTATO SULL’ABUSIVISMO

 

Roma – Mani che scavano senza sosta e, ancora una volta, vincono la sfida. Quella della vita. Cuore, preparazione e passione hanno la meglio anche sulla tecnologia ad Ischia come ad Amatrice, come in Irpinia, Emilia e Friuli. Sono i vigili del fuoco a salvare Pasquale di 7 mesi, Mattias di 7 anni e Ciro di 11; tre fratelli che il terremoto di Ischia ha tenuto nascosti per lunghe ore, lasciando con il fiato sospeso non solo la loro famiglia. Li abbiamo visti all’opera decine e decine di volte, non sono gli stessi delle altre volte o degli anni passati eppure hanno la stessa tenacia e lo stesso entusiasmo come fossero clonati. E sono ancora loro, i vigili del fuoco ad intrecciare la lotta ormai perenne con burocrazia e malaffare che li costringe ad operare in condizioni estreme per salvare vite e mettere a repentaglio le loro.

Perché al di là della scossa 4.0 di Casamicciola, ci sono le considerazioni di sempre: quelle case erano abusive e poi condonate, hanno subito errate ristrutturazioni, il materiale era scadente… e poi per dirla tutta, nell’isola, nei territori ai piedi del Vesuvio, sulla splendida costiera amalfitana e in tanti altri luoghi del nostro Bel Paese, dal dopoguerra in poi si è costruito in modo scriteriato, alla faccia della legalità e, ciliegina sulla torta, tanti, troppi condoni hanno fatto il resto. A peggiorare tutto, la reiterata polemica tra tecnici e cittadini (supportati dai sindaci è logico). I primi puntano il dito sulla cattiva urbanizzazione dei territori e sulla mancata manutenzione degli immobili. I secondi contrattaccano e sono gli stessi che qualche anno fa proprio a Casamicciola, si opposero con barricate alla demolizione di alcune case abusive. 

Una scossa anomala quella di Ischia che ha colpito solo un lato dell’isola e per fortuna è durata pochi secondi e, in questi casi, i secondi sono essenziali. Un boato e poi la terra trema e va via la luce, testimoniano tutti. Un boato nato in mare proprio davanti al comune isolano colpito dal sisma. Ogni evento sismico ha una storia a sé, impossibile fare confronti. Di certo la magnitudo registrata questa volta non era altissima ma la verità ì che l’Italia per buona parte è vecchia, antica, storica e bisognerebbe tenerne conto. Dopo il sisma del centro Italia dello scorso anno l’annuncio del progetto “Casa Italia”, nel quale ai primi punti c’è proprio la messa in sicurezza le aree a rischio terremoti con uno stanziamento di 25 milioni di euro.

Le polemiche andranno avanti. È inevitabile. Adesso è il tempo del fare ed è il tempo di Pasquale, Mattias e Ciro, dei suoi genitori e del fratellino che verrà (la mamma infatti è incinta). È tempo del riposo per gli uomini che hanno scavato con mani decise ma allo stesso tempo delicato. Gli stessi che hanno tolto mattone su mattone per raggiungere i tre piccoli per poi accoglierli nelle loro braccia.

Emanuela Sirchia

Nel 1983 si iscrive all'Università di giornalismo di Camerino. Nell'ottobre del 1988 approda al neo nato "Il Giornale di Ostia", dove rimarrà per 25 anni. Dal marzo 1991 è iscritta all'Ordine dei giornalisti del Lazio. Già collaboratrice per Paese Sera, ha scritto per il giornale aziendale dell'Acea e per il settimanale Free Magazine. Dal 2008 al 2013, è nell'ufficio stampa e pubbliche relazioni del Municipio X e dal 2006 a tutt'oggi ricopre l’incarico di addetto stampa del teatro Nino Manfredi. Ha scritto di cronaca nera, bianca, sport, spettacolo, arte e cultura. Tra i personaggi da lei intervistati: Tito Stagno, l’uomo della luna, Giorgio Albertazzi, Franca Valeri, Paola Gassman, Valeria Valeri, Gianrico Tedeschi e vari campioni sportivi come Bruno Conti, Rudi Voeller e Beppe Giannini. Per la giudiziaria, ha seguito la vicenda dei fratellini Brigida, il caso Marta Russo e l’omicidio di via Poma. E’ stata inviata per il Giubileo del 2000 e dal 1994 è accreditata in Campidoglio. Dice di sé: “ogni volto, ogni storia, ogni mostra visitata, ha lasciato un segno indelebile, esperienze di vita che non hanno eguali”.

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