Cronache di Roma

ISIS, TURISTI E SFOLLATI. LA VITA DEI TERRORISTI A POCHI PASSI DAL MARE

Il blitz in piena notte in un residence vicino Ostia dove la polizia ha trovato il rifugio di una possibile cellula dell’Isis. Nel bungalow bandiere del Califfato nero.

Roma- Lui giovane e intraprendente, lei discreta e pronta ad abbracciare il fondamentalismo anche solo per amore. È il ritratto di una giovane coppia qualsiasi quello che tracciano i frequentatori del residence tra Acilia e Malafede dove viveva il trentenne tunisino con la compagna italiana sospettati di avere legami con l’Isis. Che fossero loro il ponte tra il litorale romano e il califfato nero è tutto ancora da stabilire.

Le Testimonianze. Quello che emerge dal racconto delle poche persone che decidono di parlare è il quadro di una famiglia molto riservata che usciva di rado e che dava poca confidenza ai vicini. Avevano anche una bambina piccola e solo quando c’era la piccina era possibile incontrarli insieme. Il marito in giro tutto il giorno e la moglie, che non si faceva vedere in pubblico senza velo, che ha deciso di convertirsi per poterlo sposare. Nessun contatto, però, con la moschea. “Un musulmano vero non può mai far parte dell’Isis- fa sapere Salameh Ashour, presidente della comunità palestinese di Roma e del Lazio-  l’Islam è solidarietà e non va confuso con altro”. Ora sotto la lente di ingrandimento ci sono però proprio i luoghi di culto islamici.

I Controlli. Solo negli ultimi giorni sono stati intensificati i controlli alle moschee di Ostia e Acilia. Gli agenti della polizia del Lido hanno vagliato documenti e identificato persone. Accertamenti che lasciano pensare che forse qualcosa fosse nell’aria da prima. “I sondaggi sulla comunità islamica – hanno spiegato dal commissariato di viale Zerbi – erano già in procinto di essere fatti per altre motivazioni. Per permettere un aggiornamento delle informazioni da acquisire”. “Non c’erano motivazioni legate all’Isis-  hanno proseguito dal presidio di polizia – ma rispettiamo una previsione di legge relativa a una normale attività di censimento. C’è sicuramente più attenzione visto che si tratta di associazioni a sfondo religioso”. I due, comunque, conducevano la loro ordinaria vita di tutti i giorni. Nulla che potesse solo far pensare al terrorismo. “Non li vedevo spesso – racconta una donna dell’est Europa che vive all’interno del centro – qui ognuno si fa gli affari propri perché ognuno ha i suoi problemi”.

Il Residence. Oltre ai turisti, pochi per la verità, il complesso di tende, bungalow e compound prefabbricati ospita anche gli sfollati del comune di Roma. “Il dipartimento alla casa di Roma Capitale- spiegano dall’assessorato ai Servizi Sociali del X Municipio- ha in affitto una parte della struttura dove disloca le persone in emergenza abitativa”. In passato, infatti, qui sono arrivati i residenti dell’Idroscalo e gli alluvionati dell’entroterra. Oggi, ci abitano tutti coloro che sono in attesa di un tetto dal comune.

A poca distanza da tutto questo, i 5892 ettari della riserva di caccia e della spiaggia privata della tenuta del Presidente Napolitano.

Tags

Mirko Polisano

Giornalista embedded a seguito del contingente italiano nelle aree di crisi. E'stato inviato in Kosovo, Afghanistan e Libano. Ha seguito il terremoto de L'Aquila e il G8; l'emergenza immigrazione della Sicilia, la crisi libica e la Primavera Araba, inviato in Maghreb ad un anno dalla Rivoluzione. Ha raccontato le divisioni di Belfast e gli orrori di Auschwitz e Birkenau nel Giorno della Memoria. E' autore del libro "Storie Lontane. Racconti di vita in Afghanistan". È collaboratore del quotidiano Il Messaggero.

Related Articles

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close
Close