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“IO PIANGIO”

Ritratto di Sandra Mondaini. I personaggi, la storia della tv, l’amore di sempre con Raimondo. Il ricordo di una coppia vincente nella vita e sul palcoscenico.

Roma- Beh! Che dire “io piangio” e quel giorno credo abbiano pianto un po’ tutti. Era il 21 settembre del 2010, quando il cuore di Sandra ha smesso di battere. Una grande artista che tutti ricordiamo per l’indimenticabile Sbirulino e per le sue doti di indiscussa soubrette artistica. Veste gli esilaranti panni di sé stessa in Casa Vianello, la sit-com italiana più amata, più longeva e più divertente. Con Raimondo, marito e spalla sul palco, è nata la coppia artistica e umana, frutto del grande amore e spezzato solo dal ciclo della vita.

Una vera e grande unione, volta agli altri e alle battaglie sociali. la Mondaini tra l’altro è stata una convinta promotrice per la lotta contro il cancro che la vista protagonista in prima persona insieme a Raimondo e soprattutto è stata tra le prime madrine dell’Airc (Associazione Italiana Ricerca contro il Cancro, ndr).

L’arte, il teatro, il palcoscenico era nel dna di Sandra. D’altronde la Mondaini nasce da un padre artista,  il signor Giacinto, che era un pittore ed un umorista di una rivista satirica dell’epoca. Sandrina muove i suoi primi passi in teatro, ancor prima che tv, a cui sarà comunque sempre legata. Farà da apripista in Rai, figurando in molte trasmissioni e dando vita a sketch entrati per sempre nella storia del cult. Come quelli, tanti di Studio Uno, quando lavora con Mina e le famosissime bionde “tedescone” delle Kessler. I  film, in bianco e nero, la vedono spesso tra le protagoniste di storie divertenti e ironiche, dove ricopre ruoli da protagonista, impersonando la donna bella e seducente. Sandra, dalla leva minuta e dall’accento intrigante, è una donna di cui ti potresti innamorare. Il suo fascino è dato non solo dalla sua intelligenza e dalla sua ironia, ma anche dal suo modo di far ridere e sorridere. Il buon Raimondo, questo lo capisce subito e di certo non se la fa scappare: i due si sposano. Era il 1962.

Studio Uno, Canzonissima,  e la Trottola, dove il ruolo del marito è interpretato da Corrado. Sarà una sorta di preludio di quello che poi sarà “Casa Vianello”. Radio, tv e teatro la vedono arrivare all’apice, quando –  è il 1982- insieme al marito, al grande Mike Bongiorno e a Corrado abbandona la Rai per andare a lavorare nella tv commerciale dell’industriale Silvio Berlusconi. Tra i personaggi portati alla ribalta, c’è Sbirulino pagliaccio e clown che fa incollare migliaia di bambini davanti alla tv. La voce di Sandra è anche melodia, cantando brani e sigle come “Io spingio”, “lo Stellone” ed il sempre attuale “Ci vuole un fiore”.

https://www.youtube.com/watch?v=ma6UXb37t6I

Prima “Attenti a noi Due”, poi il “Sandra e Raimondo Show”, e il  successo della sit-com “Casa Vianello”. È il 1988 e per vent’anni sarà la moglie di Raimondo anche nella fiction. Vengono infatti realizzate 16 stagioni per un totale di 343 episodi, mantenendo negli anni l’impianto classico del programma, che ne ha reso il grande e costante successo. Insieme fin quasi all’ultimo respiro, quando la lascia Raimondo, vero suo perno e innamoratissimo di lei, anche se non lo dava a vedere. Nei loro continui e innocenti battibecchi nei programmi come nelle commedie, Raimondo era bravo nel fingersi stufo e quasi  traditore sciocco, ma in realtà tutto questo non era che un altro atto d’amore di questo gentleman italiano che adora sua moglie, fino ad arrivare a dare il nome di una squadra di calcio – altro suo grande amore- da lui creata con le iniziali di lei: era la SA.MO. (Sandra Mondaini, ndr).

Poi però venne quel brutto e triste giorno di cinque anni fa. Nella sua Milano, la Mondaini un po’ stanca  e un po’ triste senza il suo Raimondo, se ne va. Lo andrà ad abbracciare, lassù. Forse per lei sarà stato un gran giorno, perchè avrebbe potuto rivedere il suo amato. Per noi che siamo cresciuti sulle note e con i sorrisi di Sandra e Sbirulino,  quel giorno abbiamo pianto. La Mondaini era come una mamma, la mamma di tutti quelli che la vedevano sempre da quella tv, che poi era la sua vita. E così che anche “Io Piangio”.

Michele Belsito

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Michele Belsito

Internauta con la passione dello sport. La sua cultura calcistica spazia dalla serie A ai campionati di promozione. Non perde un match in ambito europeo: segue Bundesliga, Premier League e Liga. Tanti idoli e un solo amore, quello per la sua squadra. Ma guai a svelare il nome... Scrive poesie e si definisce "l'ultimo dei Romantici".

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