Dossier

Intervista al Maestro Peppe Vessicchio all’ArtVillage

Abbiamo incontrato il Maestro Giuseppe "Peppe" Vessicchio durante un Master Class dal titolo "l'Armonia nelle arti dello spettacolo" presso l'Accademia romana Art Village a Via Aurelia. Abbiamo colto l'occasione per fare un paio di domande allo storico direttore d'orchestra del Festival di Sanremo.

Dirige l’orchestra il Maestro Peppe Vessicchio!

Il suo curriculum parla da sé: il Maestro Giuseppe “Peppe” Vessicchio è stato arrangiatore per Roberto Vecchioni, Andrea Bocelli, Elio e le Storie Tese, Zucchero Fornaciari, Lorella Cuccarini, Biagio Antonacci, Ornella Vanoni, Fred Bongusto, Fiorella Mannoia, Eros Ramazzotti, Ivana Spagna, Max Gazzè e molti altri, dal 1990 è una presenza fissa del Festival di Sanremo collezionando premi sia come miglior arrangiatore (94, 97, 98 e nel 2000 premiato dalla giuria presieduta da Luciano Pavarotti) che come direttore d’orchestra (2000 Avion Travel, 2003 Alexia, 2010 Valerio Scanu e nel 2011 Roberto Vecchioni) è inoltre insegnante di Musica e direttore d’orchestra nel programma televisivo Amici di Maria De Filippi. Quest’anno, dopo l’assenza dell’anno scorso che tanto ha sconvolto la stampa e il web, è tornato al Festival di Sanremo per dirigere l’orchestra accompagnando Le Vibrazioni con il brano “Dov’è“, guadagnandosi la standing ovation del Teatro Ariston.

Sabato 22 Febbraio il Maestro Peppe Vessicchio ha tenuto, presso l‘Accademia ArtVillage di Roma (Via Aurelia, 477) un Master Class dal titolo “L’Armonia nelle arti dello spettacolo”, a cui abbiamo avuto il piacere e l’onore di assistere. Il Maestro, prima di concederci l’intervista, tiene questo lungo ma intenso e interessante seminario, dalla durata di quattro ore circa. A seguirlo ci sono circa dieci studenti, ognuno con un proprio curriculum. Alcuni di loro sono musicisti, altri attori, altri ancora ballerini, ma tutti loro partecipano al workshop del Maestro per lo stesso motivo: approfondire i segreti delle arti musicali per rendere sempre più completa la propria formazione artistica. L’approccio di Vessicchio non è quello che ci si aspetterebbe né da un personaggio televisivo di una certa caratura né da un maestro che ha un parco di esperienze pluridecennale: fin da subito, ci tiene a conoscere gli studenti, uno per uno, e ci tiene a conoscere la loro formazione e i loro trascorsi artistici. Parla con loro con atteggiamento quasi paterno, con un tono colloquiale ma sempre elegante e raffinato, senza mai tralasciare i tecnicismi del mondo della musica; quel mondo, ci tiene a sottolineare Vessicchio, che esercita un fascino universale su ogni individuo, fin dalla più tenera età.

Il Maestro tratta, nel corso di quella che potremmo definire una vera e propria lectio magistralis, una serie di argomenti, primi tra tutti il suono e il ritmo, collegandoli sempre alle esperienze degli studenti, in modo tale da fornire loro delle conoscenze che saranno utili per il futuro. Il ritmo, spiega il Maestro, è insito dentro di noi, è un’idea che ci appartiene, anche se qualche volta quest’idea è soppressa. L’emissione sonora più autentica, ad esempio, è quella del neonato che piange, il quale, gonfiando la pancia ed emanando il vagito, mostra inconsapevolmente di avere una piena capacità dell’emissione dell’organo fonatorio. Grande spazio è dedicato invece alla parola, componente del linguaggio, a sua volta elemento indispensabile della musica: a tal proposito, il Maestro consiglia agli studenti di seguire dei corsi di dizione e logopedia per poter correggere i vari difetti fonatori, notevole ostacolo sia per chi si vuole cimentare nel canto che nella recitazione. Per avere invece una pluralità di opinioni, osservazioni e formazioni, il consiglio del Maestro è quello di seguire più maestri di musica e canto. E a proposito di quest’ultimo, altro suggerimento di Vessicchio è quello di lavorare sulla respirazione e sulla modulazione del fiato e di allenare la plasticità dei polmoni, in modo tale da rispettare la fisica del suono.

Non mancano testimonianze personali, quasi autobiografiche: ne è un esempio, mentre spiega la differenza del concetto di ritmo nelle varie culture, un ricordo di quando, giovane e alle prime armi, andò a suonare alla base NATO di Bagnoli, e si ritrovò di fronte a uno spartito in cui il tempo della canzone cambiava di continuo che lo mise in difficoltà. E ancora, per spiegare la connessione che collega suono, ritmo e parola, il Maestro racconta di un esperimento risalente a circa una decina di anni fa: quando la moglie comprò diverse piante grasse, egli notò che, pur essendo le stesse piante e pur essendo state travasate con lo stesso terriccio, queste crescevano e reagivano diversamente in base all’ambiente in cui erano disposte. Dunque, egli decise di dividere le piante, sottoponendo alcune di queste all’ascolto di Mozart e altre all’ascolto di altri compositori. La constatazione che conseguì fu quella che le piante che avevano ascoltato Mozart presentavano non solo un colorito più vivace rispetto a quelle che avevano ascoltato altri compositori di musica classica, ma addirittura un’ottimizzazione idrica eccellente, al punto tale che consumavano pochissima acqua. Alla base di questo esperimento vi è dunque la polifonia, elemento essenziale della musica secondo il parere del maestro, in quanto è un suono che è in armonia con il sistema.

Un consiglio che Vessicchio suggerisce più volte agli studenti è quello di affinare le proprie conoscenze e di non accontentarsi di un pezzo di carta, il quale non è sempre a suo dire garanzia di qualità: non senza un pizzico di orgoglio infatti il Maestro si vanta di non aver mai scelto un musicista in base ai titoli e alle onorificenze. La disciplina classica, aggiunge il Maestro, è alla base delle arti musicali, in quanto è da definire classico tutto ciò che è eterno: l’esempio citato da Vessicchio è quello di “Nel blu dipinto di blu”, un brano di musica leggera che per la sua fama è diventato un classico della musica italiana. L’augurio è quello di immergersi nella creatività contemporanea nella speranza di creare un nuovo linguaggio classico.

Quello del Maestro Vessicchio è stato un Master Class interessante ed esaustivo, affascinante sia per chi vuole cimentarsi nel mondo dello spettacolo e della musica sia per chi vede questi mondi da una prospettiva esterna. Oltre a una conoscenza enciclopedica dell’armonia e di tutti gli argomenti correlati, il Maestro Vessicchio ha dato prova di una forte empatia, sensibilità e squisita umanità, non solo rispondendo a tutte le domande dei presenti e cercando in tutti i modi di colmare ogni lacuna e perplessità, ma proponendo agli studenti, alla fine del seminario, di contattarlo per esporgli tutti i problemi e i dubbi, con la promessa di aiutarli nel loro percorso di crescita artistico.

Di seguito, l’intervista al Maestro:

     Michele Porcaro

 

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Michele Porcaro

Giornalista, scrittore e archeologo. Nato a Benevento nel 1995, è diplomato al Liceo Classico “Anco Marzio” di Ostia e laureato in Lettere Classiche presso l’Università degli Studi di Roma “Sapienza” con tesi in Archeologia. Appassionato di lingua, civiltà, storia e archeologia greca e romana, è autore di saggi e romanzi storici sul mondo antico, e ha girato il documentario "ASSTEAS - Storia del Vaso più bello del mondo" in collaborazione con Vittorio Sgarbi. Nel tempo libero svolge attività di rievocazione storica, collaborando a progetti di ricostruzione archeologica sperimentale sull'ambito religioso, civile e militare dei Greci, Romani ed Etruschi.

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