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Intervista a Nicholas Viviani, fotografo del cambiamento

Abbiamo intervistato Nicholas Vivani, giovane promessa italiana della fotografia, da poco vincitore dell'ambito Premio delle Arti Premio della Cultura

Fotografo professionista, milanese d’origine e artista ed esperto di strategie digitali, Nicholas Viviani è recentemente stato insignito del Premio delle Arti Premio della Cultura, ormai giunto alla XXIX edizione. Il Premio Internazionale, fondato a Milano nel 1988 da un drappello di valorosi uomini di cultura, è ormai un’istituzione di vasto respiro culturale, capace ancora di indicare e campionare al pubblico internazionale nomi di artisti, intellettuali e professionisti di sicura professionalità e competenza.

L’ambito riconoscimento mette in risalto, annualmente, non solo nomi di chiara fama nell’ambito delle arti in genere, ma anche di giovani artisti emergenti che possono così usufruire di un’importante vetrina internazionale.

Queste le parole del Prof. Dott. Carlo Franza, storico dell’arte moderna e contemporanea, sulle motivazioni che hanno spinto i giudici ad assegnare il premio al giovane Nicholas:

Gli scatti fotografici del giovane Nicholas Viviani e i capitoli del suo percorso, esprimono un’attitudine concettuale di significativo spessore che mira a spogliare le immagini fino alla loro essenza. Le fotografie raccontano un concetto di transito temporale, si leggono per un modo tutto intellettuale di preservare e costruire ricordi ed emozioni; e per questo status attuale di ricercatore di forme, luci e colori, Viviani merita questo prestigioso premio internazionale per la fotografia.

Nicholas guarda alla fotografia del futuro con un occhio sul passato. È molto attivo sui social media dove è seguito da più di cinquantamila persone. Negli ultimi anni ha aiutato le piccole e medie imprese a crescere tramite il web. Sin dal 2014 porta avanti “Alone” e “Back to Colour“, due progetti personali nati da una riflessione sulla condizione dell’uomo moderno.

Ogni scatto del progetto viene prodotto in pochissimi esemplari, stampati in fine art utilizzando carte tedesche ed inchiostri a pigmenti. L’elevata qualità del progetto gli ha permesso di esporre alcuni dei suoi lavori in prestigiose collezioni private straniere.

Conosciamolo più da vicino.

 

 

Nicholas Viviani

Come nasce la tua grande passione per la fotografia? È stato un percorso lineare, una vocazione che possedevi fin da bambino, o il frutto di una decisione difficile e tormentata?

 Ho sempre considerato la fotografia uno dei modi più efficaci e profondi di raccontare storie, donare consistenza ai problemi e riempire spazi. Sono gli stessi angoli di mente che a volte fan male, odorano di solitudine e lasciano l’amaro in bocca. Fotografare è anche vivere secondo le tue prospettive, nel mondo che vorresti e seguendo i tuoi tempi. A volte è anche perdersi e chiudere la vita in un mirino. Quello fotografico è stato un percorso graduale: prima di cominciare a scattare ho osservato quanto è stato fatto in passato dai grandi maestri, il loro modo di percepire la realtà e il loro background culturale. Gli esempi sono e saranno sempre degli ottimi punti fermi e di partenza per poter sviluppare una propria coscienza.
Solo allora ho deciso di bagnarmi i piedi.

Una foto del progetto “Alone”

 

Hai recentemente vinto il “Premio delle Arti Premio della Cultura”, prestigioso premio internazionale fondato a Milano nel 1988. Cosa significa questo riconoscimento per te? Quali sono stati secondo te gli elementi chiave dei tuoi lavori che ti hanno permesso di vincere?

Questo prestigioso premio internazionale è sia una partenza che un arrivo, un raccordo tra presente, passato e futuro. Uno dei miei tratti distintivi coincide con la capacità di ridurre le immagini fino alla loro essenza ed è forse questo elemento che mi ha permesso di vincere.

 

“Alone” è uno dei progetti più significativi che hai realizzato finora. Qual è stata l’ispirazione da cui sei partito per questa serie fotografica e in cosa consiste?

Se Alone fosse un elemento sarebbe un osso, una riduzione ai minimi termini del concetto di solitudine. Siamo soli anche in compagnia, vittime inconsapevoli di un sistema che ci sta facendo lentamente regredire. Tendiamo ad azzerare i rapporti sociali, ad assottigliare quella delicata barriera che ci separa dallo schiavismo. Il progetto ha preso vita quasi quattro anni fa ma non è mai stato caratterizzato da una grande staticità: con il fluire del tempo si è plasmato e con lui anche io.
I progetti sono lo specchio di ciò che sei.
E noi siamo cambiamento.

Una foto del progetto “Alone”

 

Come vedi il futuro della fotografia professionale fra dieci anni? Credi che la fotografia amatoriale, per mezzo delle piattaforme online e dei social network, possa migliorare e avvicinare i più all’arte della fotografia o costituisca invece un abbassamento generale della qualità e un ostacolo a chi svolge questo mestiere in modo serio e professionale?

Siamo in un’epoca in cui l’immagine gioca un ruolo fondamentale e credo fermamente che con il progredire della digitalizzazione, contrariamente a quanto detto da molti, la fotografia giocherà sempre più un ruolo di primo piano.
Riguardo al rapporto tra fotografia e social network, non posso che avere un’opinione positiva: sono strumenti che, se utilizzati in maniera consapevole, possono fornire un grandissimo aiuto alle aziende e a chiunque voglia intraprendere un’attività. Il binomio è già un volano per moltissime piccole e medie imprese che decidono di curare la propria immagine sul web.
Riguardo gli amatori, ci sono e ci sono sempre stati: siamo noi ad avere il compito di scegliere. Personalmente mi affiderei sempre ad un professionista.
La qualità paga, sempre.

Una foto del progetto “Alone”

 

Progetti per il futuro? Pensi di voler sperimentare nuovi stili e intraprendere nuovi percorsi o preferisci continuare a concentrarti sul tipo di lavoro che hai svolto finora? 

Nel tempo ho scelto di mantenere vivo sia il reparto commerciale (wedding,ritratti, still life, eventi) che quello artistico (decisamente più personale). In questi ultimi anni aiuto anche le piccole e medie imprese a creare un’immagine vincente sul web. L’anno prossimo esporrò probabilmente a Parigi. Allo stato attuale ho quindi molto a cui dedicarmi ma non escludo di percorrere in futuro altre strade e dedicarmi ad altri progetti. Siamo schiavi del cambiamento.

Una foto del progetto “Alone”

Per saperne di più seguite anche il suo profilo Instagram e visitate il suo sito web personale: http://www.nicholasviviani.com

Alessandro Mancini

Direttore editoriale e fondatore di Artwave. Laureato in Letteratura e Linguistica italiana, appassionato di fotografia e di arte, inguaribile sognatore, ritardatario senza speranze. Cerco la bellezza nei dettagli.

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