Oltre il Ponte

INSIEME E’ POSSIBILE

Comunità di Sant’Egidio e Chiese Evangeliche presentano un progetto pilota con il quale si intende avviare una emigrazione controllata e contrastare lo sfruttamento di esseri umani

Roma- Insieme si può. O quantomeno è possibile tentare di intervenire in modo legale e, soprattutto umano, all’interno di una questione attualmente ingestibile e deleteria per i diretti interessati. Quella dell’emigrazione incontrollata.

Comunità di Sant’Egidio e Chiese Evangeliche ci provano avviando un progetto pilota, il primo in Europa, con il quale si intende: – evitare i viaggi con i barconi nel Mediterraneo, che hanno provocato un numero altissimo di morti, tra cui molti bambini; – impedire lo sfruttamento dei trafficanti di uomini che fanno affari con chi fugge dalle guerre; – concedere a persone in “condizioni di vulnerabilità” (ad esempio oltre a vittime di persecuzioni, torture e violenze, famiglie con bambini, anziani, malati, persone con disabilità) un ingresso legale sul territorio italiano con visto umanitario e la possibilità di presentare successivamente domanda di asilo; -consentire di entrare in Italia in modo sicuro per sé e per tutti, perché il rilascio dei visti umanitari prevede i necessari controlli da parte delle autorità italiane.

L’iniziativa “Corridoi umanitari” è stata presentata nella sede della Stampa Estera alla presenza del presidente della Comunità di Sant’Egidio, Marco Impagliazzo e del presidente della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, Luca Maria Negro che nell’occasione hanno annunciato l’arrivo di 150 profughi siriani dal Libano, inseriti nel progetto e che arriveranno con un volo di linea a Fiumicino con regolare visto da parte dello Stato italiano. Niente barconi della disperazione dunque e niente sfruttamento da parte di aguzzini che giocano con la vita umana.

Una notizia che giunge in concomitanza con le espulsioni in Turchia, da parte delle autorità greche, dei migranti giunti nelle scorse settimane sulle isole di Lesbo e Chios. Espulsioni che sono state effettuate a seguito dell’accordo siglato tra Ankara e l’Unione europea per ridurre il flusso di immigrazione clandestina.

“Oggi – ha detto Impagliazzo – è un giorno triste per l’Europa che in questo modo deroga alla sua responsabilità di fronte ai principi di accoglienza e di protezione umanitaria per persone che fuggono dai conflitti e dalla violenza. Il progetto dei corridoi umanitari dimostra il contrario: invece dei muri, delle sofferenze ingiustamente inflitte a migliaia di persone che hanno diritto ad essere ospitate perché in pericolo, si offre la possibilità di giungere in Italia in modo sicuro per sé e per tutti. È una risposta all’insegna dell’umanità e dell’efficacia perché inaugura una felice collaborazione tra istituzioni e società civile che facilita l’integrazione e produce anche risparmi per la collettività”.

COSA SONO I CORRIDOI UMANITARI

Totalmente autofinanziati, si calcola che per ogni rifugiato la Comunità di Sant’Egidio e le Chiese evangeliche (grazie anche all’otto per mille valdese) spendono una media di 20 euro al giorno, quindi meno rispetto agli oltre 30 euro versati dallo Stato. Il progetto funziona al momento solo in Italia m sembra aver trovato l’interesse di altri Stati europei. I corridoi umanitari sono frutto di un Protocollo d’intesa sottoscritto da: ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, direzione generale per gli italiani all’estero e le politiche migratorie; ministero dell’interno-dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione; Comunità di Sant’Egidio; Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia; Tavola Valdese.

I corridoi umanitari prevedono l’arrivo nel nostro Paese, nell’arco di due anni, di mille profughi dal Libano (per lo più siriani fuggiti dalla guerra), dal Marocco (dove approda gran parte di chi proviene dai Paesi subsahariani interessati da guerre civili e violenza diffusa) e dall’Etiopia (eritrei, somali e sudanesi). Una volta arrivati in Italia i profughi non solo sono accolti, ma viene loro offerta un’integrazione nel tessuto sociale e culturale italiano, attraverso l’apprendimento della lingua italiana, la scolarizzazione dei minori ed altre iniziative. In questa prospettiva viene loro consegnata una copia della Costituzione italiana tradotta nella loro lingua.

La selezione e il rilascio dei visti umanitari avviene su questa base:

Le associazioni proponenti, attraverso contatti diretti nei paesi interessati dal progetto o segnalazioni fornite da attori locali (Ong locali, associazioni, organismi internazionali, Chiese e organismi ecumenici ecc.) predispongono una lista di potenziali beneficiari. Ogni segnalazione viene verificata prima dai responsabili delle associazioni, poi dalle autorità italiane; l’azione umanitaria si rivolge a tutte le persone in condizioni di vulnerabilità, indipendentemente dalla loro appartenenza religiosa o etnica; le liste dei potenziali beneficiari vengono trasmesse alle autorità consolari italiane dei Paesi coinvolti per permettere il controllo da parte del ministero dell’Interno; i consolati italiani nei paesi interessati rilasciano infine dei visti con validità territoriale limitata, ai sensi dell’art. 25 del Regolamento visti (CE), che prevede per uno Stato membro la possibilità di emettere dei visti per motivi umanitari o di interesse nazionale o in virtù di obblighi internazionali.

Emanuela Sirchia

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Emanuela Sirchia

Nel 1983 si iscrive all'Università di giornalismo di Camerino. Nell'ottobre del 1988 approda al neo nato "Il Giornale di Ostia", dove rimarrà per 25 anni. Dal marzo 1991 è iscritta all'Ordine dei giornalisti del Lazio. Già collaboratrice per Paese Sera, ha scritto per il giornale aziendale dell'Acea e per il settimanale Free Magazine. Dal 2008 al 2013, è nell'ufficio stampa e pubbliche relazioni del Municipio X e dal 2006 a tutt'oggi ricopre l’incarico di addetto stampa del teatro Nino Manfredi. Ha scritto di cronaca nera, bianca, sport, spettacolo, arte e cultura. Tra i personaggi da lei intervistati: Tito Stagno, l’uomo della luna, Giorgio Albertazzi, Franca Valeri, Paola Gassman, Valeria Valeri, Gianrico Tedeschi e vari campioni sportivi come Bruno Conti, Rudi Voeller e Beppe Giannini. Per la giudiziaria, ha seguito la vicenda dei fratellini Brigida, il caso Marta Russo e l’omicidio di via Poma. E’ stata inviata per il Giubileo del 2000 e dal 1994 è accreditata in Campidoglio. Dice di sé: “ogni volto, ogni storia, ogni mostra visitata, ha lasciato un segno indelebile, esperienze di vita che non hanno eguali”.

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