Pianeta Cultura

Indimenticabile Oriana

Come sarebbe stata l’implacabile Oriana Fallaci a 89 anni?

Io la immagino ancora con una Philip Morris tra le dita, lo sguardo corrucciato verso il mondo e contro le nuove ideologie, o meglio: le non ideologie.

Oggi, in occasione del suo non compleanno, voglio tentare l’audace impresa di guardare, attraverso tutti i suoi libri e la sua impavida personalità,  il mondo.

Partendo da “il sesso inutile”, mi piace pensare ad un’Oriana alla finestra che guarda l’attuale condizione femminile. Mi stuzzica l’idea di un’Oriana ancora più spietata che guarda le donne abusare della parola femminismo per promuovere fenomeni ed eventi che andrebbero contro la sua idea di pudore, educazione e buon senso.

Riuscite ad immaginare la reazione dell’Oriana che tutti abbiamo conosciuto, in pausa dalla stesura di un suo romanzo, che si affaccia alla finestra del suo appartamento di New York – perché son certa che scriverebbe ancora da lì – e vede delle giovani donne andare in giro con i pantaloni sporchi di sangue e inneggiare al free bleeding? Cosa scrivere su l’Europeo?

Avrebbe toni duri, certamente, non potrebbe mai esser leggera Oriana, lo ammette lei stessa nel libro “gli antipatici”, una raccolta di interviste a quei personaggi – per l’appunto antipatici – onnipresenti sulle bocche di tutti e su tutti i giornali. Sarebbe dura e tornerebbe una “Penelope alla guerra” ma forse la guerra la farebbe a quella sorta di tradimento in cui sta degenerando quel sesso che tanto voleva osannare e difendere, ma non solo…

Oriana aveva conosciuto a suo tempo le debolezze degli uomini e le aveva degnamente raccontate proprio in “Penelope alla guerra”, illustrando personaggi maschili così assurdi da poter esser solo veri in tutte le loro contraddizioni. Degli uomini di oggi, della generazione risvoltino, come si esprimerebbe Oriana? Quali toni assumerebbe un suo articolo, anzi un suo reportage, sugli uomini depilati, perfetti, sempre più simili alle donne che agli uomini?

Come non pensare al suo libro “Pasolini un uomo scomodo”. E ancora “un uomo”. E ancora “se il sole muore”…

Perché penso proprio a quei libri?

Perchè è inevitabile – per me – non fare dei paragoni con quei grandi uomini – attori, scienziati, astronauti, scrittori, politici – che Oriana ha conosciuto e pensare, inevitabilmente, alle stesse categorie di uomini (e donne) che oggi tenta di cambiare le sorti del pianeta. Ah Oriana… così coraggiosa, onesta e libera; anche – e soprattutto – da te stessa e dalle tue ideologie. Provo a pensare ad una giornalista o “scrittore” (perché è così che volevi ci si appellasse a te, è così che hai voluto si scrivesse sul tuo epitaffio:Oriana Fallaci Scrittore) che avrebbe la tua stessa onestà intellettuale nell’intervistare se stesso. Un’ intervista che non si ripeterà mai più nella storia, nessuno avrà mai quel coraggio e quella forza di mettere in discussione se stesso.

Nessuno avrà mai il coraggio di scrivere una “lettera a un bambino mai nato” e farlo con tanta originalità e crudeltà nei confronti delle proprie debolezze. Chi riuscirà mai a guardare al futuro e prevede tutto con una tale lucidità?

Non siamo lucidi Oriana. Abbiamo perso la dignità e l’onestà. Siamo divenuti tutte creature ammaestrate dal politicamente corretto, leggiamo libri corretti, frequentiamo persone corrette e pure il confronto ci sembra scorretto; annuiamo, tutti insieme, contemporaneamente, alla peggiori delle bestie: l’omologazione. Siamo omologati. Leggiamo libri squallidi e anche il giornalismo non è più giornalismo, oggi si parla più spesso di articolisti che di giornalisti, e sai perché? Perché abbiamo paura di dire cosa pensiamo veramente, temiamo di essere emarginati e rimanere soli. Tu invece no, tu lo avevi imparato presto che la solitudine è un dono.

A noi non resta che imparare dalle tue pagine intrinsecare di valori, ad essere liberi, ad essere onesti e a non avere paura. A noi non resta che sperare in una aerazione che si risvegli e ci dia lo slancio a cambiare questo status di automi in cui viviamo.

Ah Oriana, un’ultima cosa, lo sai che ora gli uomini non ti guardano più negli occhi? Ora non corteggiano più, non leggono e recitano poesie, non sono coraggiosi e impavidi come Pasolini e tutti gli altri, sembrano davvero esser divenuti loro “illeso inutile”. Nella resta di quell’utopia di “un uomo” e anche “i sette peccati di Hollywood” non son più peccati perché ormai sappiamo tutto di tutti in tempo reale e a noi non resta che “la rabbia e l’orgoglio” per un mondo che ti attaccava e insultava ma che alla fine si è trasformato proprio come avevi scritto tu.

Maria Perillo

Maria Perillo è nata a Napoli il 07.12.1983. Graduato dell’Esercito Italiano, blogger, scrittrice e Life Coach. Appassionata di tecniche della comunicazione, attualmente studia presso una scuola di leadership e tecniche di comunicazione

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