Dossier

In Grecia una moneta da 2 Euro ricorda la Battaglia delle Termopili

Previste per l'anno 2020 una moneta da 2 euro e una moneta d'argento da 10 euro in occasione dei 2500 anni dal sacrificio dei 300 spartani

«Quando il Gran Re chiese agli Spartani di consegnare le armi, in segno di resa, Leonida rispose: “Venite a prenderle!”»

Con questo aneddoto lo storico Plutarco ricorda la battaglia delle Termopili, tenutasi nell’estate del 480 a.C., uno dei momenti salienti delle Guerre Persiane. In quell’occasione il re di Sparta Leonida I si mosse con la sua guardia personale, formata da trecento opliti (non potendo muovere l’esercito in guerra poichè in quel periodo a Sparta si celebravano le feste in onore di Apollo Carneio) a cui si aggiungevano 700 tespiesi e un contingente formato da alcune migliaia di alleati greci (sul cui numero le fonti sono discordi). Il nemico era l’esercito persiano, guidato dai generali Mardonio e Idarne in nome del Re dei Re Serse: Erodoto, la più autorevole fonte circa le Guerre Persiane, racconta che il numero dei guerrieri persiani sfiorava addirittura le due milioni di unità. Tuttavia, attraverso l’archeologia e la filologia abbiamo ragione di credere che l’iperbolica testimonianza di Erodoto sia gonfiata per rendere ancora più epica l’impresa spartana: in realtà, il numero dei Persiani che combatté alle Termopili si può stimare tra i 70.000 e i 300.000 soldati. Il luogo della battaglia, il cosiddetto “Passo delle Porte Calde”, non era casuale, ma anzi si addiceva perfettamente allo stile di combattimento della falange greca, che in un passo così stretto non poteva correre il rischio di essere aggirata dalla cavalleria nemica, e vanificava la superiorità numerica dei Persiani.

Racconta Erodoto (Storie, VII 218-225) che all’alba del terzo giorno di scontri, un traditore greco di nome Efialte rivelò al re persiano Serse, al generale Mardonio e al capitano dell’armata degli Immortali (elite dell’esercito achemenide) Idarne l’esistenza un sentiero pascolare che permetteva all’esercito persiano di poter aggirare l’angusto e stretto passo delle Porte Calde per poter accerchiare i Greci. Riunitosi con i suoi nel consiglio di guerra all’alba, Leonida mandò a casa diversi suoi alleati: con lui rimasero i Tespiesi (rimasti a combattere di loro sponte) e i Tebani (perché costretti da Leonida stesso, forse a causa del sospetto di filopersismo che pendeva sulla città cadmea). Leonida fin da subito mise in chiaro la sua posizione: lui e i suoi trecento sarebbero rimasti in difesa del passo, anche se ciò significava morire sotto i colpi del nemico. Gli Spartani combatterono strenuamente, arrivando persino a uccidere due fratelli di Serse. Tuttavia, nello scontro morì Leonida stesso, ben consapevole del proprio destino. Infatti una profezia aveva predetto al re spartano:

«O voi, o abitatori di Sparta dalle larghe piazze:
o la vostra grande gloriosissima città viene distrutta sotto i colpi dei discendenti di Perseo,
oppure questo non avverrà; ma il paese di Sparta piangerà
la morte d’un re della stirpe di Eracle.»

Quest’anno ricorrono i 2500 anni dalla battaglia delle Termopili, sconfitta militare ma vittoria ideologica che ha contribuito alla creazione del mito imperituro della pòlis lacedemone. E la Banca Centrale Europea, per celebrare l’anniversario di un evento così importante ha deciso di coniare un’edizione limitata di monete da 2 euro (in una tiratura di 735.000 pezzi) su cui campeggia un elmo corinzio crestato di profilo, circondato da un cerchio formato da meandri decorativi greci e sormontato dalle scritte 2500 ΧΡΟΝΙΑ ΑΠΟ ΤΗ ΜΑΧΗ ΤΩΝ ΘΕΡΜΟΠΥΛΟΝ (ovvero “2500 anni dalla Battaglia delle Termopili”) e ΕΛΛΗΝΙΚΗ ΔΕΜΟΚΡΑΤΙΑ (“Repubblica greca”). Non è la prima volta che viene coniata una serie di monete celebrante una battaglia delle Guerre Persiane: già nel 2010, in occasione dei 2500 anni dalla Battaglia di Maratona, lo scontro decisivo della Prima Guerra Persiana, era stata coniata una serie di due milioni e cinquecentomila monete raffiguranti un oplita greco, uno scudo e una colomba. Sempre per i 2500 anni dalla Battaglia delle Termopili è prevista una serie di 3500 monete d’argento dal valore di 10 euro su cui campeggiano in cerchio gli Immortali Persiani (disposti sul lato destro, le cui fattezze sono chiaramente ispirate alla decorazione del fregio del Palazzo di Dario a Suso) e gli opliti greci sul lato sinistro.

La moneta da 2 Euro coniata in occasione del venticinquesimo centenario della Battaglia di Maratona (490 a.C. – 2010 d.C.) 
Moneta celebrativa d’argento dal valore di 10 euro per i 2500 anni dalla Battaglia delle Termopili.

Quella in occasione dei 2500 anni dalla Battaglia delle Termopili non è l’unica coniazione celebrativa progettata per la Grecia: sempre per il 2020 è prevista una moneta da 2 Euro, su cui è ritratto un grifone, che celebra il centenario dell’annessione della regione della Tracia alla Grecia. Per i collezionisti e gli amanti della numismatica, oltre alla sopracitata moneta da 10 euro, sono previsti:

  • Una moneta d’oro da collezione dal valore di 200 euro, anch’essa celebrante le Guerre Persiane, raffigurante il duello tra un oplita greco e un fante persiano (decorazione di una kylix del V secolo a.C. del cd. Pittore di Trittolemo).
  • Una moneta d’oro da collezione dal valore di 100 euro a tema mitologico celebrante il dio Hermes, messaggero degli dei dell’Olimpo e dio del commercio e dei furfanti.
  • Una moneta d’oro da collezione dal valore di 50 euro che celebra l’antica città di Messene, su cui sono incisi gli scavi di quel che rimane della pòlis.
  • Una moneta d’argento da collezione dal valore di 10 euro che celebra i 2500 anni dalla battaglia di Salamina, una delle battaglie conclusive della Seconda Guerra Persiana. Sul fronte, disposte in cerchio, sono raffigurate le triremi greche che affrontarono la naumachia. Sul retro compare invece il busto di Temistocle, eroe di quella battaglia che ben aveva intuito che il “muro di legno” di cui parlava l’oracolo di Delfi era in realtà la flotta ateniese, la stessa che assicurò alla Grecia la vittoria definitiva sui Persiani.
Moneta d’oro da collezione dal valore di 200 euro raffigurante un oplita greco in lotta con un fante persiano.

Il significato di queste coniazioni è da ricercare nel loro significato ideologico: le Guerre Persiane sono state quelle che hanno contribuito a formare una consapevolezza panellenica e a consolidare un’identità culturale greca e, per estensione, occidentale. Indi per cui la guerra tra Greci e Persiani è stata una delle tappe salienti della formazione europea, dal momento che il V sec. a.C., il secolo che cominciò appunto con le Guerre Persiane, rappresentò l’apice della cultura greca (Winckelmann etichettò la produzione artistica di questo periodo come “Stile Sublime”) la quale è universalmente riconosciuta, per i suoi ideali e per i suoi lasciti, come radice storico-culturale dell’Europa.

                                                                                                         Michele Porcaro

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Michele Porcaro

Giornalista, scrittore e archeologo. Nato a Benevento nel 1995, è diplomato al Liceo Classico “Anco Marzio” di Ostia e laureato in Lettere Classiche presso l’Università degli Studi di Roma “Sapienza” con tesi in Archeologia. Appassionato di lingua, civiltà, storia e archeologia greca e romana, è autore di saggi e romanzi storici sul mondo antico, e ha girato il documentario "ASSTEAS - Storia del Vaso più bello del mondo" in collaborazione con Vittorio Sgarbi. Nel tempo libero svolge attività di rievocazione storica, collaborando a progetti di ricostruzione archeologica sperimentale sull'ambito religioso, civile e militare dei Greci, Romani ed Etruschi.

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