Cronache di Roma

A Palazzo Bonaparte arrivano gli “Impressionisti Segreti”

Fino all’8 marzo una rassegna d’arte accoglie dipinti mai visti dal pubblico perché appartenenti a 25 collezionisti. Un’occasione per scoprire anche le meraviglie di un edificio finalmente aperto a tutti

Fino all’8 marzo una rassegna d’arte accoglie dipinti mai visti dal pubblico perché appartenenti a 25 collezionisti. Un’occasione per scoprire anche le meraviglie di un edificio finalmente aperto a tutti

Roma- Oltre 50 dipinti mai visti perché appartenenti a collezionisti, in mostra nelle sale di un palazzo, anch’esso mai visto dal grande pubblico e nel quale ha vissuto Maria Letizia Ramolino. Un nome che ai più non dice nulla ed è per questo che prima di addentrarci nella meraviglia dell’Arte, le diamo un doveroso omaggio. Maria Letizia Ramolino era la madre di Napoleone Bonaparte, vissuta gli ultimi 18 anni della sua vita a Roma dove è morta nel 1836. Nativa di Ajaccio, in Corsica, era nobile di nascita ed è rimasta vedova a soli 34 anni dopo aver messo al mondo ben 13 figli, alcuni dei quali deceduti in tenera età. A Roma giunse dopo aver accompagnato in esilio il suo amato Napoleone.

Il terrazzino di Palazzo Bonaparte a piazza Venezia

Dove? In quell’edificio che dalla sua morte si chiama Palazzo Bonaparte. In fondo un esilio anche il suo, chiusa nella preghiera a sbirciare dalle imposte del balconcino visibile in piazza Venezia, angolo via del Corso, sulla sinistra. Un doveroso omaggio ad una donna, ad un Palazzo e, più avanti ad artisti e collezionisti e, per una volta chiediamo scusa per il personalismo, un tenero ricordo legato proprio a quel balconcino che da piccola mi ha sempre incuriosita. Entrarci dentro, dove Maria Letizia sedeva a pregare e a guardare la piazza certamente non caotica di oggi, è stata una grande emozione.

L’interno del terrazzino

Come lo è stato percorrere le sale del Palazzo tornato a splendere grazie a Generali Italia. Una ristrutturazione accurata ed un atto di generosità nei confronti dei cittadini romani e di quelli di tutto il mondo. Come è un atto di generosità quello dei 25 collezionisti che hanno acquistato nel tempo quadri di Renoir, Pissarro, Cézanne, Gauguin, Sisley, Monet, Manet, Signac e dal chiuso delle loro sale e dei loro palazzi, hanno permesso, seppure per un breve periodo, di ammirare capolavori assoluti dell’Impressionismo, anzi del neo Impressionismo altrimenti celati ai più.

Impressionisti segreti”, questo il titolo della mostra che chiuderà i battenti l’8 marzo 2020; un evento unico e irripetibile. I quadri infatti, terminata la mostra, torneranno al chiuso, visibili soltanto ai collezionisti. Artefice con Generali Italia di questa impresa è Arthemisia, leader nell’organizzazione di rassegna d’Arte. La cura della splendida mostra è stata affidata a Marianne Mathieu, direttrice scientifica del Museo Durand-Ruel di Parigi. Perché neo Impressionismo? Perché nel 1886 finisce l’era impressionista e si affacciano al mondo dell’Arte, giovani pittori che anziché mescolare i colori sulla tavolozza, si accostano direttamente sulla tela tracciando piccole pennellate; una rivoluzione e, guardando i dipinti in mostra sembra di vedere gli artisti all’opera con mini pennelli, alla ricerca del particolare che fa l’insieme.

Devant a Psiche’ di Morisot icona della mostra

Ed eccoli i capolavori con quello scelto a simbolo della mostra: “Devant la psyché” di BertheMorisot. La fanciulla si specchia mentre avvolge sulla nuca i suoi capelli. Un momento intimo che i colori rendono ancora più affascinante. Il genio di Renoirè qui rappresentato tra l’altro da “Bougival”, “Téte del femme”, “Paysage à la Roche-Guyon”.

Dipinti per certi aspetti diversi tra i più noti dell’artista. Di Camille Pissarro, il sorprendente “Gardener standing by a Haystack, overcast sky”; Impossibile descriverli tutti. Indispensabile vederli tutti e non sono da meno i dipinti di Federico Zandomeneghi. Come non citare i minuscoli tocchi degli altrettanto minuscoli pennelli usati da Alfred Sisley; un esempio per tutti “Tournant duLoing à Monet. Printemps”.

In tutti i dipinti esposti, c’è l’ossessione, la smania artistica che ha portato questi pittori a fermare sulla tela momenti, volti, elementi della natura con i quali estasiarsi con leggerezza.

 

INFO E NEWS

Chi acquista il biglietto della mostra “Impressionisti segreti” contribuisce alla raccolta fondi grazie alla quale potrà essere aperto il Centro Komen Italia di Terapie Integrate di Oncologia del Policlinico romano Gemelli. Un reparto per le donne che hanno subìto interventi laceranti nel corpo e nell’anima. Ed è quest’ultima all’attenzione del futuro reparto dove sarà possibile rieducare l’aspetto interiore massacrato dall’esperienza vissuta con corsi di Mindfulness, Yoga, Musicoterapia, Arteterapia etc.. perché l’Arte, come afferma il chirurgo oncologo Riccardo Masetti “è una potente medicina per il corpo e per la mente”. Anche “Impressionisti segreti” ha predisposto un’offerta didattica per gli alunni della scuola d’infanzia ed elementare e per adulti che, con visite interattive, avranno modo di conoscere i segreti della pittura.

IMPRESSIONISTI SEGRETI

PALAZZO BONAPARTE

P.za Venezia, 5

Dal 6 ottobre all’8 marzo 2020

dal lunedì al venerdì 9/19

sabato e domenica 9/21

(la biglietteria chiude un’ora prima)

 

 

 

 

 

Emanuela Sirchia

Nel 1983 si iscrive all'Università di giornalismo di Camerino. Nell'ottobre del 1988 approda al neo nato "Il Giornale di Ostia", dove rimarrà per 25 anni. Dal marzo 1991 è iscritta all'Ordine dei giornalisti del Lazio. Già collaboratrice per Paese Sera, ha scritto per il giornale aziendale dell'Acea e per il settimanale Free Magazine. Dal 2008 al 2013, è nell'ufficio stampa e pubbliche relazioni del Municipio X e dal 2006 a tutt'oggi ricopre l’incarico di addetto stampa del teatro Nino Manfredi. Ha scritto di cronaca nera, bianca, sport, spettacolo, arte e cultura. Tra i personaggi da lei intervistati: Tito Stagno, l’uomo della luna, Giorgio Albertazzi, Franca Valeri, Paola Gassman, Valeria Valeri, Gianrico Tedeschi e vari campioni sportivi come Bruno Conti, Rudi Voeller e Beppe Giannini. Per la giudiziaria, ha seguito la vicenda dei fratellini Brigida, il caso Marta Russo e l’omicidio di via Poma. E’ stata inviata per il Giubileo del 2000 e dal 1994 è accreditata in Campidoglio. Dice di sé: “ogni volto, ogni storia, ogni mostra visitata, ha lasciato un segno indelebile, esperienze di vita che non hanno eguali”.

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