A palazzo Giustiniani l’incontro organizzato da Ossigeno per l’informazione

 

Come ogni 3 maggio si è festeggiata la Giornata mondiale per la Libertà di stampa, questa volta a Roma nella sala Zuccari di Palazzo  Giustiniani, sede collaterale del Senato. Tra giornalisti accreditati e studenti universitari sono intervenuti il presidente del Senato Pietro Grasso, il vicesindaco Luca Bergamo, il Prof. Juan Barata, l’on. Claudio Fava, vicepresidente della Commissione Parlamentare Antimafia, l’avv. Andrea Di Pietro, responsabile legale di Ossigeno, i giornalisti Marco Tarquinio, direttore dell’Avvenire e Nuccio Fava, pres. dell’Associazione dei Giornalisti Europei. Per riflettere sullo stato di salute della stampa e dei giornalisti in Italia e nel mondo, porgendo domande e spunti utili per tutto il sistema e il futuro dell’informazione come diritto fondamentale.

Si è discusso delle nuove sfide che deve affrontare l’informazione, tra limitazioni e diffamazione, nazionalismo e terrorismo, web e democrazia, in un contesto giuridico nazionale ed internazionale. Si sono ricordati i giornalisti uccisi mentre cercavano di svolgere la loro funzione civile di cronaca e critica, come Ilaria Alpi nelle parole forti e di accusa di sua madre.

Negli ultimi dieci anni sono stati uccisi nel mondo mille giornalisti a causa della condizione di prossimità al potere dell’attività giornalistica, molti altri soffrono le minacce e le querele dei più vari soggetti, nonostante la Costituzione (art.21) e le carte europee (art.19 Dichiarazione Univ. Dei Diritti Umani, art.11 Carta dei Diritti Fondamentali) tutelino il diritto di ciascuno di manifestare liberamente il proprio pensiero, con responsabilità. Dunque serve più che mai attivare questi dialoghi con istituzioni e settori dell’opinione pubblica per una nuova legge e considerazione sulla stampa e l’informazione tutta. Anche per i veri titolari dell’informazione, i cittadini.

“Un regime democratico non può essere tale se non assicura ai cittadini di accedere a un’informazione libera e plurale: c’è bisogno di un giornalismo autorevole e responsabile. E noi chiediamo agli operatori dell’informazione grande rigore deontologico”, ha sottoscritto Grasso.

 

Emanuele Forlivesi