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IL VINO DELLE OLIMPIADI

Milone di Crotone, vincitore di sei Olimpiadi, grande estimatore di questo vino. Nel 1968, ai giochi in Messico il Cirò fu offerto agli atleti come segno di rievocazione

Roma- Il Cirò Rosso è un vino rosso della regione italiana della Calabria. E’ un vino molto antico risalente ala prima colonizzazione da parte degli Enotri, antica popolazione pre-romana, sulle coste calabresi.

Gli Enotri, fondatori di Enotria, come un tempo veniva chiamata quella parte di Italia conosciuta, iniziarono a coltivare la vite e con l’arrivo dei coloni greci ne svilupparono il processo di vinificazione ed il relativo commercio. Tale vino fu talmente apprezzato che furono costruiti addirittura delle condutture in terracotta per trasportare il vino dalle colline, dove si produceva, direttamente sulle navi pronte a prendere il Mar Meditterraneo.

Questo vino era chiamato “Krimisa” o “Cremisa” ed è da considerarsi l’antenato del Cirò. Il “Cremisa” veniva offerto anche agli atleti delle Antiche Olimpiadi che si tenevano ad Olimpia nell’Antica Grecia. Gli atleti bevevano questo vino, perché allora si credeva che aumentasse la massa muscolare e di conseguenza le prestazioni, mentre i sacerdoti della fiamma olimpica lo usavano per suggellare la tregua olimpica.

Con la conquista romana, il “Cremisa”, cadde in disgrazia, perché i romani consideravano scadente la cucina greca, compresi i vini. Per circa diciannove secoli il Cirò fu un vino prodotto e distribuito solo a livello regionale, pur essendo apprezzato da molti. Nel 1968, alle olimpiadi di Città del Messico, il Cirò Rosso fu offerto agli atleti come segno di rievocazione delle antiche olimpiadi.

Oltre al valore simbolico, questo fu il rilancio per l’immagine del Cirò Rosso che da allora crebbe costantemente fino ai nostri giorni. Oggi il Cirò Rosso è un vino molto apprezzato ed esportato in varie parti del mondo, dal Messico agli Stati Uniti, dal Brasile a Cuba e non mancano apprezzamenti anche in Europa, come ad esmpio in Germania.

Il Cirò Rosso viene vinificato con uve prese dal vitigno Gaglioppo. Dal 2011, il Consorzio per la Difesa del Cirò Rosso, ha emanato delle direttive di modifica del disciplinare di produzione dicendo che si poteva aggiungere fino al 20% di vigneti rossi diversi dal Gaglioppo, per avere un vino più equilibrato.

Personalmente sono contrario, come molti altri, a questa scelta perché così facendo si rischia di fare un vino “globale”, facendo perdere i tratti originali del vitigno stesso. Il vino preso in esame e quello della cantina ENOTRIA.

Le Cantine ENOTRIA si trovano in località San Gennaro nel comune di Cirò Marina in provincia di Crotone in Calabria. Questa cantine produce un solo tipo di vitigno a bacca nera, il Gaglioppo, per questo si può apprezzare a pieno tutto il sapore del vitigno.

La bottiglia con cui si presenta è la classica bottiglia bordolese, una volta versato nel bicchiere il colore, è di un rosso rubino con riflessi violacei. Il profumo è quello di frutti rossi, delicato e gradevole. Il sapore è secco, corposo, armonico e pastoso. Gli abbinamenti consigliati sono quelli con carni rosse, selvaggina, cacciaggione e piatti strutturati e corposi, salumi compresi. E’ importante fare decantare, anche stappare, il vino circa un ora prima della consumazione per apprezzarne a pieno le caratteristiche. Il mio abbinamento consigliato è quello con il piatto della cucina calabrese chiamato Carne dei Pastori, Carne ara Picurara, in dialetto calabrese.

Stefano Campidelli

LA RICETTA

CARNE ARA PICURARA

La Carne ara Picurara, carne dei pastori, in italiano è un antico piatto della cucina calabrese. Tipico delle zone di Crotone si sposa deliziosamente con il Cirò Rosso.

 

INGREDIENTI

 

Carne di maiale in fettine;

Pecorino del Poro fresco in fettine;

Cipolla di Tropea;

Spicchi di Aglio;

Strutto;

Olio extra vergine di oliva;

Sale;

Pepe;

PREPARAZIONE:

Mettete a marinare la carne in olio di oliva per circa un ora, non prima di averle strofinate con l’aglio. Dopo passati sessanta minuti, rosolate, su una padella, la carne con lo stesso olio della marinatura. Poi coprite la carne con le cipolle che prima sono state cotte nello strutto. Dopo ricoprite il tutto con delle fette di pecorino ed infornate per cinque minuti.

Carne Ara Picurara, tipico piatto calabrese
Carne Ara Picurara, tipico piatto calabrese
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Stefano Campidelli

Dopo gli studi in Scienze della Comunicazione, sviluppa il suo interesse per il mondo dell'editoria on-line. Divora riviste, giornali e tutto ciò che è attualità, inchiesta e approfondimento. Ama il collezionismo e i libri di genere storico o fantasy, come viaggiare su due binari paralleli. E' appassionato e cultore di vini e della buona gastronomia. Oltre che delle vere tradizioni popolari. Romane, soprattutto.

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