Sant’Egidio contagia le Parrocchie:Natale ed Epifania di Misericordia in diverse Parrocchie, da san Nicola a san Francesco,pranzi con i bisognosi- don Roberto Visier:“soprattutto italiani i 150 ospiti,cristiani e musulmani”

IL VESCOVO CATTOLICO E QUELLO ORTODOSSO INSIEME TRA LE FAMIGLIE DELLE BARACCHE

Anche neonati tra buio e gelo,il Vescovo:’Non sgomberate senza alternative:non dividete le famiglie’.I genitori:“poveri ma Cristiani,battezzateli insieme”,P.Gheorghe:‘Si a una partecipazione ecumenica’,Mons.Paolo:“Due Vescovi?Un problema né per i poveri né per Dio,solo di alcuni di noi’.E quel messaggio del Pastore Basile:“vangelo e poveri ci riuniranno”

Non era mai successo che due Vescovi, uno Cristiano Cattolico Mons Paolo Lojudice e il suo omologo Ortodosso Padre Gheorghe Militaru, si dessero appuntamento tra le baracche di un villaggio improvvisato e anzi ne visitassero addirittura un altro, quasi un accampamento, ancora nemmeno individuato dai Servizi Sociali, né dalle reti ufficiali, né dai progetti locali di educatività territoriale, tanto meno dall’istituzione scolastica.

Accompagnati da un gruppo di volontari (‘Rinaldo in Campo’), da alcuni Sacerdoti, da volontari delle Parrocchie lidensi, dal Comitato Genitori di una Scuola Statale, guidati dal Paolo C., della più vicina Parrocchia nei pressi di questi veri e propri giacigli di fortuna, i Vescovi hanno seguito questa spontanea rete più che operativa diremo ‘operante’, quasi si potrebbe dire ‘una stella’ considerando il periodo liturgico. Sono andati aldilà di tutti gli intermediari.

 

Dalla semplice idea luminosa di aiutare la famiglia più bisognosa del Territorio – (n.b. : categoricamente una Italiana e una Non Italiana!) – grazie alle autorevoli segnalazioni di due amici di ‘Rinaldo’ anche competenti, un Assistente Sociale e una militante della Croce Rossa Italiana, i volontari di questo gruppetto poi diventato inter parrocchiale,ecumenico,inter istituzionale, hanno portato un po’ di calore, consumato un po’ di cibo insieme, scambiato un dono, pregato insieme, ciascuno a suo modo.

 

Alla fine del percorso, seguendo questa ‘stella’, veramente hanno trovato qualche bambinello al freddo e al buio; diverse famiglie, anche con persone anziane e più di un neonato, non hanno corrente e sono quindi in una situazione di assoluto pericolo. Hanno mostrato di voler battezzare i bambini nati da poco al Vescovo Paolo ma facendo il segno della Croce Ortodosso. Alla domanda sul tipo di rito vogliano dare ai piccoli hanno risposto candidamente:“battezzateli insieme”. Un po’ imbarazzati i Vescovi l’uno di fronte all’altro;  il Vescovo Cattolico Mons. Paolo Lojudice ha risposto ai presenti che in effetti ‘questo è un problema di alcuni di noi, ma di certo né di Dio né della povera gente’ mentre Padre Militaru ci ha fatto sapere poi che ‘una partecipazione ecumenica sarebbe davvero possibile’.

Cibo, volontariato, varie competenze, ma anche la Preghiera, un percorso esistenziale, personale, intimo, religioso su cui magari impostare un iter educativo e le fondamenta di una Comunità; questo sembra essere il valore aggiunto che si è percepito insieme, che le stesse famiglie, i papà e le mamme delle baracche, ci hanno indicato implicitamente chiedendo un Battesimo ai Vescovi. Forse anche in questa chiave è da leggersi l’appello che il Vescovo ha voluto esprimere verso le forze dell’ordine che spesso eseguono sgomberi senza un’alternativa se non in ultima istanza disgregare i nuclei familiari: non separate le famiglie. In un periodo nel quale si vive il pericolo di un ‘ateismo pubblico’ mascherato da un finto laicismo, da una laicità che non vuole dare spazio e tempo alla preghiera ‘pubblica’ è invece importante dire che non è possibile edificare una società nuova senza dare il giusto spazio a Dio: un cambiamento materiale non può esserci se non si considera seriamente anche un fondamento morale e spirituale. Deve essere possibile edificare una Città dal Cuore dei suoi cittadini.

E la memoria va anche alle parole di qualche mese fa del Pastore Mario Basile, della Chiesa Cristiana Apostolica Evangelica sul Litorale (di Cultura Protestante), che in un incontro ecumenico aveva già detto chiaramente: ‘Vangelo e poveri ci riuniranno.”

Cibo da consumare insieme, intorno allo stesso tavolo, musica, tutto per vincere la solitudine, ma anche momenti di raccoglimento e di preghiera. Questa è anche la formula con la quale la Comunità di Sant’Egidio lidense ha organizzato il consueto pranzo per i bisognosi che quest’anno è diventato contagioso. Tante le Parrocchie locali che si sono strette intorno ai più fragili. Anche San Francesco di Acilia e solo qualche giorno fa San Nicola dove da qualche anno ormai c’è un Servizio Igienico e docce per i poveri. Queste opere di Misericordia cambiano il volto di queste Chiese e si vive con maggiore intensità e coerenza il proprio rapporto con Dio, il Vangelo, la Preghiera. Ne beneficia un’intera Comunità, in molti casi una vasta parte del quartiere e della città soprattutto quando questi eventi vedono la collaborazione di realtà associative, istituzionali di prossimità. Siamo andati ben oltre a quanto ci si aspettava, il doppio delle pietanze, ma siamo entrati tutti, anche se stringendoci un po’, ci dicono i responsabili. Ecco ancora una volta il vero volto e la vera Bellezza di Ostia che viene fuori e la certa Speranza che da qui partirà il riscatto per questo Territorio ricco di gente meravigliosa, tanti uomini e donne di buona volontà.  

Se è vero, quanto è vero, ciò che ripete spesso Papa Francesco nelle sue Esortazioni Pastorali, ossia che il Tempo è superiore allo Spazio,  aprendo alla Provvidenza di Dio sui ‘calcoli umani’ e alla considerazione che questa nuova prospettiva porti ad una maggiore e forse nuova responsabilità concreta e reale a livello globale, è forse anche vero che, al livello locale, le Relazioni tra persone sono superiori alle Organizzazioni Sociali e alle Reti formali. Quindi è e sarà sempre possibile che la gente di una zona particolare, periferica, prossima, quotidiana, spinta dalla Carità aldilà delle organizzazioni, arrivi addirittura molto prima degli apparati del volontariato, dei servizi sociali, della logistica, della sostanza che vuole darsi forma. E allora ‘perché no’ che i Vescovi o le Istituzioni ‘competenti e capaci’ seguano direttamente la gente senza particolari filtri?   

Due Vescovi direttamente tra la gente delle baracche, non era mai successo sul Territorio Ostiense, ma è lo ‘spirito’ di Papa Bergoglio, anzi, a dirla tutta, è lo Spirito di Gesù, del Vangelo: è Dio. E’ proprio vero quello che si dice, ovvero che non è più il tempo di ‘pettinare le proprie pecorelle preferite’ all’interno dei propri recinti parrocchiali, delle reti particolari, delle organizzazioni etc, ma invece è il tempo di uscire. Non è nemmeno più il tempo di stare troppo a parlamentare: Dio ci chiama fuori, i Vescovi sono andati aldilà del dirlo, vengono a farlo, a testimoniarlo. E saltano tutti gli intermediari. Seguono direttamente ‘la Stella’. E’ la pratica della ‘rivoluzione della tenerezza’ di Papa Francesco, è la periferia fisica ed esistenziale che diventa il Cuore delle Società.