Sono circa due mesi che proseguono in un costante crescendo le manifestazioni di protesta al governo di Nicolás Maduro, erede di Hugo Chavez; protesta nata dalla grave crisi vissuta a più livelli dal Venezuela che, per fare un esempio, fa oggi i conti con un’iperinflazione che ha raggiunto il picco dell’800%.

 

Politiche sbagliate, errori che si pagano

 

La grave crisi venezuelana, iniziata a tutti gli effetti nel 2008 con la drastica diminuzione del prezzo del petrolio, ha cominciato a mostrare i suoi effetti peggiori già nel 2011. Non avendo colto importanti opportunità di finanziamenti privati (basandosi quasi esclusivamente sull’aumento delle vendite di petrolio) ed essendosi affidato a politiche monetarie espansive poco lungimiranti che hanno generato diverse recessioni, il governo di Maduro ha portato il Paese a vivere una crisi umanitaria e sanitaria assolutamente non indifferente. Oltre a ciò non si può poi non fare riferimento alla pessima situazione vissuta in seno al MERCOSUR (mercato comune al quale partecipa con Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay) e al tutt’altro che roseo rapporto che si è venuto a instaurare tra il governo di Maduro e gli USA. Difatti, se da un lato si assiste ad un Tillerson che annuncia probabili nuove sanzioni da parte degli Stati Uniti verso certi venezuelani (alcune fonti parlano di alti funzionari della compagnia petrolifera Petroleos de Venezuela –PDVSA) accusati di violazione dei diritti umani, bisogna anche ricordare la sospensione del Venezuela dal Mercado Común del Sur a causa del mancato raggiungimento degli obiettivi economici e democratici richiesti.

 

Tra carceri e ricorsi

 

In questa drammatica situazione migliaia di persone stanno insomma manifestando il loro dissenso verso questo governo che, tra le altre cose, non sembra intenzionato ad aprire ad una normale (e pacifica) transizione al potere tramite elezioni. Risulta interessante in tal senso un particolare video caricato pochi giorni fa su youtube (https://www.youtube.com/watch?v=NogmGv86bu4)  nel quale Leopoldo Lopez, uno dei leader dell’opposizione verso Maduro, invita i militari che stanno in strada a ribellarsi “agli ordini di chi vuole reprimere il popolo venezuelano”.

Il problema elezioni è poi divenuta ormai cruciale. Negli ultimi giorni uno dei nodi della questione venezuelana ha riguardato (e riguarda tutt’ora) proprio la convocazione di un’Assemblea Costituente che, fondamentalmente, sembra a tutti gli effetti avere lo scopo di evitare elezioni democratiche già comunque rinviate.

In tal senso pesa molto la “defezione” del Procuratore generale nominato tre anni fa dallo stesso Maduro, Luisa Ortega Diaz, la quale ha presentato al Tribunale supremo un ricorso di nullità nei confronti della proposta di convocazione di un’Assemblea Costituente.

In conclusione il Venezuela sembra prossimo ad un importante cambiamento che potrà portare questo Stato a vivere un periodo di rinnovato e più forte autoritarismo o uno di rinnovata democrazia. Chiaramente la speranza è che si arrivi ad una soluzione con il minor spargimento di sangue possibile, per quanto quello ad oggi versato potrebbe essere reputato già abbastanza per un popolo che soffre ormai da parecchi anni.

Federico Molfese