Un uomo armato di kalashnikov apre il fuoco sugli Champs Elysees uccidendo un poliziotto e ferendone altri due

Karim, 40 anni, volevo ammazzare i poliziotti da molto prima che comparisse l’Isis. L’uomo che ieri ha portato il panico e il terrore nel cuore di Parigi e della campagna elettorale è un volto già noto alle autorità.

Era finito in stato di fermo per aver ferito gravemente due poliziotti durante un inseguimento e la sentenza era stata chiara: 20 anni di reclusione. Pena poi ridotta, però, a 5 anni. Era cosi tornato a vivere con la madre nell’hinterland parigino.

Prima dell’attacco, su Telegram, chat favorita dagli jihadisti, aveva pubblicato un messaggio “voglio ammazzare dei poliziotti”. Il suo nome viene infatti ritrovato sul libretto di circolazione dell’Audi da cui è partito l’attacco.

Un altro nome compare però nell’inchiesta aperta dall’antiterrorismo. Si tratta di Youssouf El Osri, belga citato anche dall’Isis nella rivendicazione dell’attacco. Quello che non è chiaro è se si tratti di un nome di battaglia di Karim o di un suo complice in fuga.

Le dinamiche sono ancora da accertare. Quello che è certo è che le autorità belghe avevano segnalato la presenza sul territorio francese di un individuo pericoloso. Karim, infatti, sarebbe arrivato a Parigi poche ore prima dell’attacco agli Champs Elysees.

Questa al momento sembra essere la versione più attendibile anche se sono molti gli aspetti ancora da chiarire.

Francesca Interlandi