Auschwitz, simbolo del terrore. Da un posto come questo, si torna sicuramente diversi, con qualcosa in più e la consapevolezza che ogni persona al mondo è uguale alle altre.

Cracovia- Ad Auschwitz suonavano le trombe. E i violini. E il pianoforte. Servivano a celare l’urlo della disperazione di chi viveva nelle casette di mattoni rossi allineate lungo viali cinti da centinaia di metri di filo spinato. Le tavolette con la scritta “Halt – Spoj” (fermati) con disegnate le tibie incrociate erano sparse qua e là per ricordare che nella barriera di filo spinato correva la corrente elettrica e il solo toccarla poteva causare una paralisi mortale. A intonare le musiche erano, continuamente, i musicisti ebrei, deportati con i loro fratelli, con gitani, omosessuali e altre categorie di persone ritenute un abominio dai rappresentanti della razza ariana. Oggi le torri di guardia con le loro mitragliatrici non fanno più paura. Non si odono più i richiami dei guardiani e i rumori degli stivali delle sentinelle. Non ci sono urla. E nemmeno musica. Ciò che si sente  ad Auschwitz è il dolore, puro, lancinante. Straziante. è un grido di disperazione che si leva dal forno crematorio e dalle camere a gas. E dai blocchi, dove i prigionieri vivevano in condizioni disumane. Auschwitz rappresenta una meta, un visita, che cambia la vita. Impossibile, per chi sceglie di visitare la Polonia, non andarci.
È una tappa obbligata, come il vicino campo di Birkenau-Auschwitz due: una immensa distesa di morte. Insieme compongono una unica entità. Dalla primavera del 1942 Auschwitz, che tutti conoscono per la scritta “Arbeit Macht Frei”, che campeggia all’inizio del campo numero uno, è stato, per decisione di Adolf Hitler, il più grande e importante sito per lo sterminio degli ebrei. Più di 1.100.000 uomini, donne e bambini sono morti ad Auschwitz e Auschwitzt due. Qualsiasi cosa di cerchi di scrivere su questo luogo è banale. Ed è stato già detto. “In tutto il mondo, Auschwitz è diventato un simbolo di terrore e di, genocidio-ha spiegato la guida Ewa quando l’ho visitato con 31 amici del lago d’Iseo, della Valtrompia e della Franciacorta- è stato fondato dai tedeschi nel 1940, nei sobborghi di Oswiecim, città polacca che è stata annessa al Terzo Reich dai nazisti. I campi sono stati istituiti perché gli arresti di polacchi ebrei erano talmente numerosi da non rendere sufficienti le prigioni. Inizialmente, Auschwitz doveva essere solo un campo di concentramento e detenzione, poi ha assunto la caratteristica con cui è tristemente famoso, quella di essere un campo di sterminio”. Auschwitz è diviso in due nuclei principali: quello nei sobborghi di Oswiecim e Birkenau Auschwitz due.
“Il primo e più antico ha visto transitare circa 20 mila persone. Il secondo ha ospitato anche 90mila priginieri per volte- specifica la guida Ewa- La maggior parte delle vittime sono morte proprio a Birkenau, dove arrivava il famoso binario della morte”. Per iscritto è impossibile trasmettere le sensazioni che da il più grande e duro campo di sterminio del mondo, dove, quando andava bene, i detenuti dormivano su materassi ripieni di paglia, almeno in due. Le camere erano così affollate che i detenuti potevano dormire solo su un fianco. A parte i letti ogni blocco, così si chiamavano le palazzine di Auschwitz e ogni baracca a Birkenau, comprendeva una dozzina di armadi e qualche tavolo. A volte c’erano le stufe a carbone. Ad un certo punto case e capanne furono dotate di latrine, per evitare le epidemie.
“I detenuti- rimarca la guida- potevano sedersi solo per pochi secondi, sorvegliati dai Kapo, ovvero da altri prigionieri, solitamente dei delinquenti privi di scrupoli. L’accesso era rigorosamente limitato”. Il cibo era scarsissimo, poco più di una brodaglia e il lavoro sfiancante. La giornata lavorativa l’estate inziava alle 4,30 in estate e alle 5,30 in inverno. Chi non reggeva ai ritmi finiva nelle camere a gas con i vecchi e i bambini. Non vi era pietà per nessuno. “ Nei campi venivano anche fatti esperimenti medici criminali, voluti tra gli altri da Heinrich Himmler- rimarca la guida Ewa- Gli esperimenti sono stati progettati per soddisfare le esigenze dell’esercito come per esempio migliorare la salute dei soldati,  o per garantire la purezza razziale. Inoltre i medici nazisti sperimentavano operazioni e farmaci sui prigionieri per conto di aziende farmaceutiche tedesche”. Osservare i reperti, i luoghi e percepire quanto accadde ad Auschwitz ha dell’incredibile. Sconvolge. Fa capire quanto siamo deboli e dove arriva la mente umana. Si torna sicuramente diversi, con qualcosa in più e la consapevolezza che ogni persona al mondo è uguale alle altre. Deve avere gli stessi diritti e doveri. Nessuno, ha il diritto di giudicare o decidere per il prossimo.
Milla Prandelli
Milla Prandeli ringrazia Beppe ed Ewa Scolaro