Gustatio

Il prosecco e la sua vie en rose

Il Consorzio di Tutela ha voluto fare questa scelta per le ottime performance di vendita che i vini rosati stanno avendo sui mercati

Roma – La notizia era nell’aria già da qualche tempo, ma è stata ufficializzata il 21 maggio 2020 dopo l’approvazione del Comitato Nazionale Vini presso il Ministero delle politiche Agricole Alimentari e Forestali.
Finalmente il prosecco sarà anche rosè, sarà possibile produrlo già dal 2020 per essere immesso sul mercato nel 2021.
Il disciplinare prevede che dovrà essere prodotto con uve Glera e una misura tra il 10 ed il 15% di uve Pinot Noir, dovrà avere una componente zuccherina tra il 12 ed i 17 grammi per litro, in pratica dovrà avere un gusto secco, un brut o extra dry.
La colorazione dovrà essere di un rosa tenue brillante.
Dovrà anche essere prodotto con l’85% delle uve d’annata che dovrà comparire in etichetta la quale riporterà la dicitura di PROSECCO SPUMANTE ROSE’ MILLESIMATO.
Il Consorzio di Tutela del Prosecco D.O.C., ha voluto fare questa scelta di campo per via delle ottime performance di vendita che i vini rosati stanno avendo sia sul mercato nazionale sia su quello internazionale, in particolare negli Stati Uniti, in Germania ed in Gran Bretagna.
Inoltre delle ricerche di mercato hanno confermato l’interessamento da parte di molti consumatori di vino italiani ed esteri di bere un vino di color rosato dal gusto secco frizzante.
Così il vino italiano più venduto al mondo ha fatto la sua scelta di campo.
Però, questa scelta, è stata contestata da alcuni produttori indipendenti e criticata da una parte del mondo enologico italiano.
In particolare i siti Slowfood.it e Doctorwine.it criticano l’utilizzo dell’uva Pinot Noir, in quanto quest’uva ha poco a che fare con il territorio di produzione del Prosecco D.O.C., pur essendo lì presente da tempo, secondo molti, sarebbe stato meglio l’utilizzo dell’uva Raboso, sia per la sua acidità sia perché è un’uva autoctona tipica della regione del Piave.
Altra critica che viene fatta dai produttori è dovuta all’aumento dei costi di produzione per la vinificazione in rosso dell’uva Pinot Noir.
Stefano Zanette, presidente del Consorzio di Tutela del Prosecco D.O.C., respinge al mittente queste critiche affermando che questa scelta di campo, questa diversificazione, appoggiata dal Consorzio, permetterà al Prosecco di crescere ulteriormente sia sul mercato nazionale che sui mercati europei ed americani a tutto vantaggio dell’export italiano del vino.
Il mondo del vino è in continua evoluzione, per questo l’equilibrio tra territorialità e scelte di marketing, a volte, è difficilmente raggiungibile.
A volte bisogna fare delle scelte di campo non facili a danno dell’una o dall’altra parte tenendo sempre presente che il vino italiano è un vino di qualità.
Indipendentemente dalle scelte fatte, la qualità del vino italiano dovrà essere difesa sia dai produttori con la territorialità sia dalle istituzioni.

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Stefano Campidelli

Dopo gli studi in Scienze della Comunicazione, sviluppa il suo interesse per il mondo dell'editoria on-line. Divora riviste, giornali e tutto ciò che è attualità, inchiesta e approfondimento. Ama il collezionismo e i libri di genere storico o fantasy, come viaggiare su due binari paralleli. E' appassionato e cultore di vini e della buona gastronomia. Oltre che delle vere tradizioni popolari. Romane, soprattutto.

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