“Savoini era presente a Mosca il 15 e il 16 luglio del 2018 a seguito del ministro Salvini”.

Roma – Siamo al paradosso. Conte va a riferire a Palazzo Madama sul caso rubli-gate. La maggioranza dei 5S abbandona l’aula perché hanno ricevuto questo ordine da Luigi di Maio. Ma non tutti lo eseguono. Sembra un ordine più inerente al fatto che il premier si sia schierato per la Tav. Conte parla ad un’aula quasi deserta, la maggioranza che lo ha eletto non è presente. Forse non sanno che la democrazia si esprime nel Parlamento e non sulla piattaforma Rousseau. Anche il discorso di Conte è paradossale, perché afferma che Savoini era a Mosca su invito di Salvini, fatto negato inequivocabilmente dal ministro dell’Interno, ma che la sua fiducia nel ministro non è incrinata. Secondo l’analisi logica, sta dicendo che il ministro è un bugiardo, ma che lui crede in un bugiardo. Dal quale, tra l’altro, non ha ricevuto alcuna collaborazione, perché ammette di non aver ricevuto nessuna informazione dal ministro dell’Interno. Ma per il premier l’unico problema reale è quello di garantire che agli incontri bilaterali ci siano solo persone accreditate dal governo. Il premier attacca la Lega e allo stesso tempo ripone la sua fiducia in essa; i 5S attaccano il premier Conte colpevole della Tav, abbandonando l’aula. Di Maio è ancorato alla sua poltrona, perché non ha alcuna intenzione di abbandonare questo governo, piuttosto preferisce vendersi l’anima. Questa è la maggioranza. Appare pertanto marginale la mozione di sfiducia annunciata dal Pd, tra l’altro fuori tempo.

Quanto riuscirà a gestire il malcontento all’interno del proprio partito Luigi Di Maio, in termini di voto parlamentare? Il presidente dell’Antimafia Nicola Morra, a Palazzo Madama, si presenta con una cravatta No Tav. Altri, invece, rimangano in aula, nonostante l’ordine del loro capo. La sensazione è quella che i 5S stanno ufficializzando formalmente che questo è il governo di Matteo Salvini e che loro rimangono, rinnegandosi, solo per occupare le poltrone. I 5S sono una polveriera: hanno voltato le spalle al loro premier e si sono spaccati al loro interno. Di Maio è ancora il leader dei parlamentari 5S? Risuona profetica l’ammonizione di Renzi: «Questi qua non vanno a votare neanche se li pagano».

L’altra domanda da porsi è: perché Conte non lascia? Cosa significa la sua frase “a questo consesso tornerò ove mai dovessero maturare le condizioni per una cessazione anticipata del mio incarico?”. La ricerca di una maggioranza alternativa? Una partita autonoma e personale del premier? Oppure si tratta di un epilogo? In tutta risposta Salvini commenta su Facebook: «Conte? Cerca voti per una nuova maggioranza come si cercano funghetti in Trentino».

Soltanto la Lega rincorre ed attua il proprio progetto politico. È l’unica vera forza incontrastata e politica del governo.

                                                                                                                                       Emanuele Cheloni