Penso quindi esisto. Esisto quindi posso pensare. Non basta una formula cartesiana per invogliarci a riflettere, ma è essenziale avere persone che fanno qualcosa per rendere ciò possibile. Fermarsi e guardare le cose in modo oggettivo e chiedersi quale sia la verità. Il Terra di Tutti i Film Festival, arrivato alla sua decima edizione, non perde la voglia di far sentire la voce del sud del mondo e di tutte le storie che trovano poco spazio nei canali ufficiali, attraverso il mezzo cinematografico

Mi è capitato più volte nella vita di incontrare una frase: “meglio una dura verità che una dolce bugia”, o qualcosa di simile, e mi sono sempre soffermata a pensare se realmente sia così. Veramente preferiamo essere schiaffeggiati dalla crudezza della verità, piuttosto che essere cullati dalla fermezza della menzogna? Sicuramente tutti risponderemmo, si! Peccato che la nostra vita ruoti intorno ad informazioni solo parzialmente vere e spesso, seppur consapevoli di questo, continuiamo ad abboccare all’esca mediatica. Non è una nostra colpa, sia chiaro, ma è un dato di fatto. Ed è per questo che va riconosciuto molto onore a coloro che cercano di portare alla luce storie per cosi dire “sommerse”, non per un riconoscimento personale, ma solo per un unico obiettivo, la giustizia.

Terra di Tutti i Film Festival ne è un esempio; un grande contenitore che racchiude al suo interno documentari e cortometraggi che raccontano storie del sud dei Paesi, spesso lasciati a se stessi, e pieni di quelle storie invisibili di cui poco parlano i mezzi di comunicazione di massa. L’obiettivo del festival, che ormai è al suo decimo anno di età, è quello di raccontare attraverso il mezzo cinematografico la realtà nella sua nuda essenza, in maniera oggettiva e mai retorica, in modo da poter trarre da essa soluzioni che possano “cambiare il presente e inventare futuri”.

Benoit Bringer racconta nel suo documentario Paradis Fiscaux – Le Casse du siecle la storia dei Panama Papers che hanno visto coinvolti negli intrighi fiscali leader politici e funzionari pubblici. La notizia suscitò grande clamore, ma non si seppe più nulla delle conseguenze pagate dai protagonisti della frode. Il film si propone proprio come testimonianza del lavoro di ricostruzione della grande ragnatela dell’evasione fiscale.

Nel docu – film Girl’s War di Mylène Sauloy, protagonista è la forza e il coraggio delle combattenti curde che lottano contro il sistema patriarcale di oppressione e dominazione imposto dall’Isis. Donne spinte dalla voglia di cambiare la vita del Medio Oriente e instaurare, finalmente, l’uguaglianza dei generi. Obiettivo ricercato fortemente dalla stessa Sakine Cansiz, portabandiera del movimento; una donna che sputò in faccia al suo torturatore e che non fece uscire nemmeno un gemito dalla sua bocca mentre le tagliavano i seni. Uccisa a Parigi nel 2013, Sakine rimane un grande esempio per tutte quelle donne che seguono i suoi passi.

Terra di tutti Film festival

Racconti inediti quanto sconvolgenti che toccano due delle macroaree che il Festival si propone di affrontare: diritti umani e democrazia. Ma anche genere e sviluppo, diritto all’infanzia, terrorismo, violenza ed informazione dal sud del mondo. Proprio da questo sud arriva una delle storie più controverse a cui il Festival ha deciso di dedicare un premio, nonché uno spazio di riflessione curato da Costantino Margiotta. È la storia di Giovanni Lo Porto. Giovane palermitano che decide di lasciare la sua città per approdare in terra straniera come volontario di una ong tedesca. Si trovava a Multan, una zona di confine tra Pakistan e Afghanistan quando viene rapito da quattro uomini armati nel 2012, insieme ad un collega tedesco. Da lì parte la grande attesa per la sua liberazione, fino ad arrivare alla triste notizia della sua morte per mano di un drone Usa. L’azione antiterroristica mossa dal presidente Obama era indirizzata ad un covo terroristico in cui si trovava lo stesso Giovanni, vittima innocente del fuoco amico.

Una storia intricata che presuppone varie chiavi di lettura, molte delle quali non portano alla verità. Perché Giovanni è morto? È stato un incidente o un tragico destino programmato? Tante le domande che rimangono sospese e attendono di ricevere risposta; quesiti che approfondiremo in un articolo a Gennaio, mese in cui cade l’anniversario della sua morte, sperando così di uscire dalla nebbia inibitoria che spesso sembra sopraffarci.