Galassia MediaMicro

IL PASOLINI DI RANIERI

L’ATTORE NAPOLETANO VESTE I PANNI DEL GRANDE SCRITTORE, APPRODANDO AL CINEMA CON LA MACCHINAZIONE DAL 24 MARZO, PER LA REGIA DI DAVID GRIECO

Roma – Massimo Ranieri è un talento instancabile. Da poco ha terminato lo show del sabato sera di Rai Uno, Sogno e son desto, giunto ormai alla terza edizione. A ottobre dello scorso anno, poi, era stato pubblicato un album dal titolo Malia. Napoli 1950-1960, nel quale sono raccolte ben dodici canzoni del repertorio napoletano rivisitate in chiave jazz, con la preziosa collaborazione del maestro Mauro Pagani. Ora però, a partire dal 24 marzo, Ranieri ritorna al cinema con un film sugli ultimi tre mesi di vita di Pier Paolo Pasolini.

La Macchinazione, infatti, porta sullo schermo il ricordo di quei giorni ancora avvolti da troppi dubbi ed ipotesi. E nelle intenzioni del regista, David Grieco, autore dell’omonimo libro, vi è probabilmente da un lato la volontà di consentire ancora una volta a ogni spettatore una propria interpretazione dei fatti, dall’altro quella di mostrare tutti, ma proprio tutti, gli elementi che nel corso di questi quarant’anni hanno connotato il “caso Pasolini”. Un mistero che il regista romano conosce assai bene, essendo stato amico del poeta friulano, di Laura Betti, dei fratelli Sergio e Franco Citti, scomparso recentemente, ed avendo scritto la memoria di parte civile al processo di primo grado – come si legge in una intervista rilasciata da Grieco a Marco Spagnoli per Globalist.it. Inoltre, il film interpretato da Ranieri, assieme a Libero De Rienzo, Matteo Taranto, Roberto Citran, Milena Vukotic e Paolo Bonacelli, segue in ordine temporale Pasolini di Abel Ferrara con Willem Dafoe, presentato tra mille polemiche alla 71esima Mostra del Cinema di Venezia (un lungometraggio a cui, da quel che si apprende, Grieco avrebbe dovuto partecipare come sceneggiatore, salvo poi rifiutare il lavoro).

Al centro de La Macchinazione, il Pasolini impegnato nel montaggio di Salò o le 120 giornate di Sodoma e nella stesura di Petrolio, il presunto assassino diciassettenne Pino Pelosi e altri personaggi di borgata, protagonisti di molte opere pasoliniane; riferimenti alla Banda della Magliana, il tragico epilogo in una notte di novembre all’Idroscalo di Ostia e una ricostruzione che non omette il rimando a quel 26 ottobre 1975, quando il negativo di Salò venne rubato alla Technicolor. A ciò avrebbero fatto seguito, secondo la versione del film, una proposta di riscatto e, infine, la morte.

Simona Cappuccio

Simona Cappuccio

Laureata in Italianistica, le sue grandi passioni sono la letteratura, il cinema, il teatro, la scrittura creativa. Ha collaborato per anni con magazine online di letteratura e critica cinematografica. Lavora inoltre come ufficio stampa nell'ambito formazione.

Related Articles

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button