[nell’Articolo seguono le omelie e gli interventi integrali di mons.De Donatis,mons.Lojudice,don Tanzillo e don Visier. In fondo una riflessione – si ringraziano per la corrispondenza Titty e Loredana rispettivamente da Sant’Agostino e San Nicola]

Il Vicario di Papa Francesco in Roma per la prima volta a Ostia:’Date la Buona Notizia, gratuitamente ricevete gratuitamente date: la Missione inizia con la Preghiera e la fede non è una dottrina martellante ma la Bellezza di un ‘contagio’ di Luce’-Il Vescovo Paolo dalla Prefettura locale in Sant’Agostino Vescovo:’un Segno forte da Ostia,tornare a quella chiesa di cristiani ‘eroi’ come quel Diacono San Lorenzo che fu martire per aver accettato di ‘portare’ tutte le nostre ricchezze all’Imperatore: i poveri'”

IL NUOVO ‘VICARIO’ ROMANO DI PAPA FRANCESCO A ‘SAN NICOLA’ ‘CHIESA DEI POVERI’ NELLA SUA PRIMA VISITA SUL TERRITORIO OSTIENSE. IL VESCOVO PAOLO DA SANT’AGOSTINO: DA OSTIA UN ALTRO ‘SEGNO’, ECCO CLAUDIO NUOVO DIACONO.

S.E.R. Angelo De Donatis in ‘San Nicola di Bari’ Chiesa che ebbe ‘il coraggio’ di aprire i servizi igienici per i poveri, da poche ore nuova sede, dopo ‘Santa Monica’, delle ‘Chiese locali’ per la “Carità e il Volontariato”: fate memoria della Storia. Il ‘Vasaio’, Dio Padre, è Lui l’Artista tenace che ci plasma con l’Amore. Date sempre questo Lieto Annuncio.”

IL VICARIO DI PAPA FRANCESCO PER ROMA, LA VISITA A SAN NICOLA –

>> S.E.R. MONS. ANGELO DE DONATIS Vicario di Papa Francesco per Roma (Omelia)<<
“Ringrazio don Roberto per questo invito proprio nel corso della festa di san Nicola e vi assicuro che con tanta gioia partecipo a questa Eucarestia insieme a voi anche perché questa è la mia prima visita in una parrocchia di Ostia. Sono solo pochi mesi che il Papa mi ha scelto come suo Vicario per la Diocesi di Roma, ma ancora non c’era stata occasione di fare una visita Pastorale qui nella zona di Ostia e quindi per me è anche un inizio questa sera.

E ci incontriamo a San Nicola, questo grande Santo; io sono Pugliese e quindi sono anche legato a Lui in maniera particolare e possiamo definire che è un Santo che possiamo definire ‘della Carità’ , che ha saputo sempre esprimere un’attenzione, un’ amore verso le situazioni difficili delle persone, è intervenuto con tanti Miracoli , lo sappiamo. E questa sera anche nel Vangelo abbiamo ascoltato che Gesù guarisce nell’incontrare le persone, guariva ogni malattia e ogni infermità. E’ proprio come ha fatto San Nicola nella sua vita e che continua a fare nella sua vita così di intercessore , di Santo. E allora vorrei chiedere al Signore di guarirci questa sera anche per intercessione di San Nicola dalla mancanza di Speranza che ci può essere nella nostra Vita. Siamo nel tempo dell’Avvento e l’Avvento è il tempo della Speranza , ci aiuta a rinforzarci in questa dimensione.

Domenica abbiamo iniziato questo Tempo forte con queste parole ‘fate attenzione, vegliate perché non sapete quand’è il momento’. E questa Parola ci aiuta a vedere il Tempo, a leggere il Tempo in cui siamo chiamati a vivere con gli occhi pieni di Speranza e di Amore . Per noi il Tempo che passa non è semplicemente uno scorrere, delle giornate, delle settimane, dei mesi, degli anni. No; per noi il Tempo è un Segno molto forte di Colui che viene a visitarci. E allora vogliamo volgerci al Tempo che ci sfugge e non riusciamo ad afferrarlo , ma vogliamo guardare al Tempo che viene , per riconoscere il Segno di una vicinanza , il Segno di una Presenza che è quella di un Padre che ci ama . Ecco dove attingiamo la Speranza, è per questo; tante volte nella nostra Vita, noi lo sappiamo perché lo viviamo tutti quanti, ci sono momenti in cui ci sentiamo smarriti, poi ci sono tante situazioni che viviamo e che ci portano un po’ allo smarrimento. A volte non riusciamo ad avere la forza per invocare il nome di Dio ; è come se qualche volta ci venisse meno questa forza, non riusciamo più a stringerci a Lui . Nonostante queste nostre situazioni che possiamo vivere dobbiamo dire una cosa importante : che Dio rimane nostro Padre , che Lui squarcia i cieli e scende verso di noi che siamo in balia delle nostre iniquità e Lui torna in tutti i luoghi a continuare l’Opera di Bene che ha iniziato con la nostra Vita. Vi ricordate lì nel Profeta Isaia c’era l’immagine di Dio ‘vasaio’: è Lui l’Artista che insiste nel portare avanti l’Opera di Bene che ha iniziato, che siamo Noi, siamo i Suoi Figli. Papa Francesco tempo fa parlando ai preti ha usato proprio questa espressione ci invita ‘a scendere tutti i giorni nella bottega del vasaio’ e la bottega del vasaio è presideduta proprio da Dio Padre che non smette di plasmarci come Lui desidera per fare di ognuno di noi un capolavoro. Perché questo è il desiderio dell’Artista. Allora noi possiamo anche a volte smarrire il volto di Dio, a volte possiamo compiere delle cose, delle azioni che rovinano un pò la nostra somiglianza con il Signore, ma il Signore non smette di essere un Padre. E’ tenace. E’ testardo lo si può dire. E’ continua la sua opera di Fede. Lui continua a plasmarci. Con quali mani Dio continua a fare quest’Opera, a modellare questa argilla che siamo noi? Le mani sono le mani di Gesù e le mani dello Spirito Santo. Con queste mani Dio Padre continua a dare forma alla nostra Vita, a crearci a Sua Immagine, arricchendoci di tutti i doni senza tirarsi indietro . Lui è cintunamente all’opera e ci chiede di rimanere svegli per lasciarlo agire in noi.

Allora se c’è una Grazia che questa sera possiamo chiedere al Signore per interecessione di San Nicola è proprio quella di ‘saper rimanere svegli nella nostra vita’ di non addormentarci, di continuare ad avere Speranza perché Lui è Padre di tutti noi e l’opera delle sue mani che compie su ciascuno di noi non verrà meno. Ecco, se questa Comunità di San Nicola , come già negli anni passati continua ad avere questa Speranza sarà una Comunità capace ancora oggi , come state facendo, di evangelizzare, di continuare a evangelizzare. Quando ha curato, ad inizio dell’anno, una relazione per dare qualche indicazione dicevo che una delle malattie che può colpire oggi le nostre Comunità è la rinuncia all’evangelizzazione , cadere nello scoraggiamento, è un pò una malattia spirituale quella di diventare ‘rinunciatari’ rispetto al compito di evangelizzare in questo momento della nostra Storia. Cosa succede? Che ci ripieghiamo su noi stessi e ci richiudiamo; dimentichiamo di essere lievito inserito nella Storia e allora si finisce così per cadere nell’aridità.
Grazie a Dio penso che la Comunità di San Nicola non è in queste situazioni, da quello che ho potuto percepire anche se sono solo da pochi minuti qui, però già, anche negli anni passati, posso dire di essere stato anche presente in questa Comunità indirettamente perché i preti che c’erano prima li conoscevo molto bene e mi hanno parlato della Comunità in questi anni .

Quindi continuate con questo coraggio ad annunciare l’Amore di Dio Padre a dare questa Buona Notizia, a non smettere di portare il lieto annuncio: ce n’è bisogno, c’è un’urgenza enorme. Facciamolo ma lo possiamo fare perché noi siamo continuamente guariti dall’Amore del Padre e quando sperimentiamo la Salvezza sulla nostra pelle, non possiamo non portarla anche agli altri. Gesù nel Vangelo ci ha detto di pregare perchè il Padre mandi operai nella sua messe; c’è stato fatto questo invito e la proporzione tra il numero di operai e la vastità della messe non è solo il problema dei nostri giorni. Vi posso assicurare che in questo momento , avendo davanti tutta la situazione di Roma so quanto è faticoso anche mandare i Preti nelle parrocchie perché il numero non è così alto; però questa sproporzione c’è stata sempre e permane sempre sin dal primo inizio della Missione e permettetemi di dire questo : è una sproporzione necessaria perché è costitutiva della Missione stessa, perché la Missione sia vissuta nella logica della Croce e dell’affidamento a Dio . Perchè quando siamo troppo forti noi, cioè se una Comunità fosse troppo forte , se avessimo anche un esercito di Preti, quale potrebbe essere il richio? Quello di dire: ‘quanto siamo bravi , quanto possiamo confidare nelle nostre forze.’ Questo ci porterebbe fuori strada. Questa non è la Missione di Gesù che ci chiede di appoggiarci non sulle nostre risorse , non sulle nostre possibilità. Ecco perché è necessaria la Preghiera: non solo perché Dio invii altri operai, ma perché coloro che già lavorano nella messe vivano il loro impegno confidando in Dio e non in se stessi. Questo è il segreto della Missione , ecco perché va vissuta nella Preghiera. E la prima cosa che ho fatto quando sono arrivato è essere attirato dalla Cappella dell’Adorazione: è qui la Forza, per tutti, per tutti quanti. Quella è la Forza della nostra Missione. Allora con questa certezza che Dio ci sostiene e pregare significa confidare in Lui e significa lasciarsi inviare. Confidare in Dio non ci solleva ma ci conferma nelle nostre responsabilità. Dio ricorda tutto ciò che gratuitamente ha operato per questa Comunità. Lui questa sera nella Festa di San Nicola ci invita a fare memoria di Lui, a guardare quanti doni in questi anni, se non sbaglio è dal ’58 che è nata la parrocchia, quanti doni ci sono stati per questa Comunità .

Facciamo memoria: è Dio che ripete a questa Comunità e a tutti noi questa sera ‘ho sollevato voi su ali di aquila’ e vi ho fatti venire fino a me. E’ come se Dio ci dicesse questa sera per la Festa di San Nicola: ‘diventate voi ancora di più responsabili di fronte alla Storia , camminate sulle vostre gambe, nella maturità della vostra libertà’. ‘Gratuitamente avete ricevuto , gratuitamente date’. Bellissimo: il dono di Dio ci rende responsaibili e ci chiama a donare con altrettanta gratuità. E’ questa la Bellezza dei discepoli. Io vi auguro con tutto il Cuore di continuare quest’opera di evangelizzazione e che la Bellezza dell’Amore di Dio possa brillare sui vostri volti, perché la fede non si trasmette perché io incontro una persona e comincio a fare il martellamento della dottrina, no: la Fede è contagio perchè c’è una trasmissione della Luce e un volto Luminoso , un volto impregnato dallo Spirito Santo suscita interesse. Veniamo inviati per essere esempio della condizione stessa di Gesù per la gente che Lui stesso mette lungo il nostro cammino. San Nicola ci aiuti, lui continua ancora oggi ad evangelizzare attraverso questa Comunità che porta il suo nome. Quindi continuiamo con gioia, rinnovando questa sera la nostra Fede e la nostra Speranza e la nostra Carità e facendo Memoria di tutto quello che il Signore ha fatto per questa Comunità e con questa Luce che ci fa continuare questo cammino di apostoli, di evangelizzatori , di discepoli del Signore . Così sia.” [ringraziamo Loredana M. per la corrispondenza dalla Chiesa di San Nicola di Bari]

>>DON ROBERTO VISIER, PARROCO DI SAN NICOLA DI BARI (intervento)<<
“E’ tanta la gioia di aver festeggiato il nostro Santo Patrono, di aver onorato insieme la memoria di San Nicola, un personaggio tanto e sempre più conosciuto. Nello stesso tempo c’è la forte emozione di aver ricevuto, per la prima volta a Ostia, il Vicario della Diocesi di Roma S.E.R Angelo De Donatis e di aver compiuto così anche un segno, un gesto di Comunione Ecclesiale, in modo anche che lui possa conoscere maggiormente la nostra realtà da vicino e vedere un pò la città di Ostia così presente in questo tempo nei Media, in modo che possa guardare, conoscere tanta gente buona che viene in Chiesa e che tutti i giorni cerca di costruire qualcosa di buono per tutta la cittadinanza. Sono contento che mons. Angelo ha ascoltato tutte le necessità della nostra parrocchia, che ci può sostenere sia nelle cose belle come nelle difficoltà che possiamo avere anzitutto con la sua parola e anche se può nei modi che vorrà. Per esempio che ci sostenga anzitutto nella Preghiera perché In questi giorni abbiamo infatti tenuto un primo incontro per avviare in Ostia il settore specialmente della Caritas di Ostia della Prefettura visto che c’è stato questo cambiamento; è stato fatto un primo ‘contatto’ , così molto semplice; presto dovrò fare un incontro con i responsabili della Caritas di ogni Parrocchia e cercare di vedere come possiamo lavorare insieme, In questo primo incontro abbiamo condiviso un pò di idee, ci siamo presentati, alcuni ci conoscevamo e altri no. Il tutto alla presenza preziosa di mons. Paolo Lojudice il Vescovo di Roma Sud, il responsabile del Settore, il Parroco di San Leonardo di Porto Maurizio. Quindi non è stata una riunione logistica ma prendere conoscenza, un rapporto con gli altri e spero nel prossimo di fare più un incontro di ‘lavoro’ , per mettersi in moto e vedere come collegare le Parrocchie e che iniziative di Prefettura locale si possono fare ad esempio, si pensava, anche una progettualità per ‘aiutare a trovare il Lavoro’ nel contattare attività, aziende e questo sarebbe davvero molto importante perché alla fine la gente povera che non può lavorare è poi costretta a fare l’elemosina. Vediamo allora cosa si può fare in modo che le Parrocche possano aiutarsi a vicenda e iniziare insieme anche questa ricerca di lavoro.”

IL NUOVO DIACONO CLAUDIO IN SANT’AGOSTINO VESCOVO

>>MONS. PAOLO LOJUDICE, VESCOVO AUSILIARE DEL SETTORE ROMA SUD (intervento)<<
“Oggi lanciamo un ‘segnale’ forte a Ostia e al suo Territorio; come ho già detto in un recente incontro dei Parroci io vorrei indicare da qui ad una ‘chiamata vocazionale’ e invitare ad un percorso di Diaconato che, si sa bene, a Roma è molto ‘duro’, impegnativo, cinque anni di studi. Ma sarebbe bello che oggi un Parroco possa magari individuare una bella coppia di persone a cui poi fare la proposta. Si, perché sebbe il Diacono sia un ruolo maschile è un cammino che si fa insieme alla Moglie: una vera e propria vocazione nella vocazione ‘matrimoniale’. Un percorso che esce dal laicato e intraprende la strada dell’ordine sacro; un primo livello, un passaggio intrapreso da tutti i Sacerdoti prima di essere tali – anche noi tutti preti siamo stati prima diaconi – per approdare poi a questo secondo livello e che infine si completa con l’ultimo grado che è l’Episcopato, il Vescovo.

La storia del diaconato è un pò emblematica; i diaconi sono stati istituiti dalla Chiesa: il primo Diaocono, il proto diacono, è Santo Stefano, già negli Atti degli Apostoli è scritto. Certo il Diacono più famoso della Storia della Chiesa è San Lorenzo ‘maritire’ che è l’emblema dei Diaconi. Siamo sempre agli inizi del Cristianesimo, nei tempi delle persecuzioni, colui che quando gli fu chiesto dall’Imperatore di consegnargli tutte le ricchezze della Chiesa gli portò i poveri. Venne giustiziato proprio nel luogo dove oggi sorge la Basilica dedicata a lui che è quella del Verano. Successivamente il Diaconato si è un pò perso nella Storia , si è un pò smarrito, e di fatto è rivenuto in auge con il Concilio Vaticano II. Da lì si è riaperto questo percorso e la discussione questo Papa l’ha ulteriormente aperta, addirittura parlando di un Diaconato delle Donne, delle diaconesse, ma ovviamente questa è una questione davvero molto discussa. Tuttavia già negli Atti degli Apostoli ai tempi di San Paolo compaiono delle diaconesse, ad esempio la Diaconessa Febe citata dallo stesso San Paolo. E’ un discorso davvero ancora molto molto aperto; io ad esempio suggerisco di partire dai Ministeri Laicali per le donne, il ‘Lettorato’ e l’ ‘Accolitato’ prima di arrivare al Diaconato, ma per il momento anche questi sono riservati solo agli uomini.

Sul Territorio Ostiense ho istituito già, sempre al maschile, un Ministero alla Parrocchia San Timoteo (zona Casal Palocco) e in Roma Sud ne ho istituiti diversi. Sono percorsi che hanno alle spalle diversi anni di studi e vengono istituiti dal Vescovo. Nella Diocesi di Roma abbiamo dei Diaconi veramente in gamba; il nostro Settore Sud ne ha meno di tutti a dire la verità, sono solo 20. Alcuni però sono proprio in gamba, lo sottolineo; c’è Luigi, detto Gigi, un Diacono che viene con me per le strade nei progetti di recupero dalla prostituzione, nell’unità di strada il Giovedì sera, poi c’è Mimmo un altro grande Diacono di una cinquantina d’anni che, oltre ad essere il vice Parroco della sua Parrocchia, si dedica anche al Sociale in genere e adesso si sta preoccupando dell’Emergenza freddo, vicino la Cecchignola. Lui segue proprio questa trentina di senza fissa dimora per aiutarli sulla strada. A Ostia oggi presentiamo in Sant’Agostino Vescovo il Diacono Claudio e sono certo che farà bene. A Ostia c’è tanto da fare; il Prefetto don Salvatore Tanzillo ha già individuato un candidato che presto conosceremo a cui già invio la mia particolare Benedizione. La mia speranza è che anche le altre Parrocchie del Territorio Ostiense diano presto frutti vocazionali.”

>>DON SALVATORE TANZILLO, PREFETTO DELLA 26 MA nella Diocesi di Roma e PARROCO DI SANT’AGOSTINO VESCOVO (intervento)<<
“Claudio Diacono sarà una benedizione e una grazia per tutti noi. Ho già provveduto a presentarlo agli altri Parroci e Sacerdoti della Prefettura; viene dalla zona di Tor dei Cenci e con tutta la famiglia, con la moglie anzitutto, sarà a Servizio della Chiesa. Sarà di nostro aiuto nei Battesimi, nella Predicazione, come Ministro dell’Eucarestia perpetuo anche distruibuirLa e nell’amministrare la Carità. Ci tengo in questo periodo a sottolineare come ‘Poveri e Comunione, Eucarestia’ sono sempre insieme; non dobbiamo cadere nell’errore di separarli o peggio trasformare la seconda solo in un rito. Dio lo Benedica.”

OSTIA,CITTA’ DI DIO (un commento introduttivo) – da non più di un anno vera e propria ‘città dei Vescovi’ (le visite di Papa Francesco, del Vescovo Paolo e oggi per la prima volta il Vicario in Roma Angelo De Donatis)

‘Città di Dio’ scriveva Sant’Agostino, da qualche anno Patrono di Ostia. E allora oggi: ‘Ostia Città di Dio’, riporta chi scrive. Perché nei giorni dell’Odio invece Ostia e i suoi abitanti sono piaciuti al Signore. Ostia tutta bella, germogli il Suo giardino di colori.

E così sia, quando l’immagine che si è data ha spesso parlato quasi solo di ‘mafia’, di ‘violenza’, di ‘abbandono’, il messaggio degli ‘uomini’ di Dio, di quelli più vicini a Papa Francesco, dei Sacerdoti, dei Cristiani laici impegnati (non solo della Chiesa universale-Cattolica, ma anche delle consorelle Ortodosse, Protestanti, Evangeliche) ‘germoglia’ , sembra davvero dare acqua sul terreno arso, nell’esempio, nella concretezza, nella presenza, che in fondo è l’immagine e la somiglianza ad un Dio che si è fatto Uomo, che non ha paura di essere ancora vicino alla gente, soprattutto nel momento della prova, di condividerne il ‘pane e il vino’, il dolore e le sofferenze di una croce condivisa, le Speranze verso un futuro, un quartiere migliore, la certezza di una Resurrezione; la sfida coraggiosa di non separarsi e saparare giudicando in buoni e cattivi, di ‘ribellarsi’ alle categorie astratte e asettiche di un ‘diabolico’ “aut aut” per abbracciare tutti , nella sfida coraggiosa di un eroico “et et”. La scelta ‘cristiana’ di ‘essere’, come ci dice, ‘con voi tutti i giorni’, di ricordare che, oltre il ‘fuoco’ della tribolazione, Ostia è Bellezza, solidarietà, condivisione, carità, è Bene ‘comune’.

E allora soltanto qualche mese fa la visita di PAPA FRANCESCO tra i palazzi nella parrocchia di Santa Maria Stella del Mare o il VESCOVO di Roma Sud e Ostia mons. PAOLO LOJUDICE- quasi tutte le settimane tra le Chiese locali – in questi giorni presso la nuova Prefettura di Sant’Agostino Vescovo ad accompagnare la presentazione di un nuovo DIACONO, CLAUDIO, a lanciare un ennesimo ‘segno’ nuovo qui sul Lido, dove – insieme a tutta Roma Sud – il numero di questi ‘collaboratori più stretti’ dei Parroci e Sacerdoti (consacrati nel ‘primo ordine’ ma sposati e con una loro famiglia è il più basso in tutta Roma sebbene il Territorio sia quello di una Città enorme!)

Infine ‘oggi’ Sua Eminenza Reverendissima ANGELO DE DONATIS NUOVO VICARIO per Roma, a San Nicola di Bari, ad inziare il suo ‘apostolato’ tra le Chiese della città Ostiense, a dire chiaramente: ‘fate Memoria della Bellezza con cui il Nostro, il Vostro, ‘Vasaio’, Dio Padre, vi ha plasmati e continua, è tenace, è testardo: non perdete la Speranza di dare questa Buona Notizia, non smettete di portare questo lieto annuncio. Camminate con le vostre gambe. Iniziate con la Preghiera.’

Parole alla prima Comunità Cristiana parrocchiale visitata in Ostia, SAN NICOLA DI BARI nel giorno del suo Santo Patrono, dal nuovo ‘vice’ di Papa Francesco, un orientamento verso la Chiesa che ha avuto il coraggio – tra mille difficoltà anzitutto tra i suoi abitanti – di costruire i bagni per i poveri: un chiaro messaggio a tutta una Città. Proprio qui, dalla Chiesa di Via Passeroni (a poche decine di metri c’è la sede dei Servizi Sociali e l’Ospedale Cittadino) proprio qui dove , in queste ore, avviene la successione, dalla parrocchia Santa Monica alla parrocchia appunto di San Nicola, nell’onere/onore di curarsi della Commissione Carità e Volontariato della Prefettura Diocesana Locale, dopo aver coraggiosamente aperto le ‘sue porte’ ai poveri, edificando i servizi igienici, tra le prime parrocchie ad aver risposto all’appello di Papa Bergoglio che ha lui stesso regalato il primo ‘asciugatore’ per i vestiti.

E’ anche bello riflettere su questo: che nei tempi in cui si è, diremo in un certo senso ‘diabolicamente’, affiancato a San Nicola [Santa (Ni)K(o)laus] l’immagine del ‘consumismo per eccellenza’, un’icona di materialismo e di ricchezza fine a se stessa, a Ostia si lanci un segnale fortissimo di identità e cultura sociale: la ‘ricchezza’ sono i poveri in Cristo, i bisognosi, chi non è a posto, chi chiede aiuto e in San Nicola Parrocchia ci sarà una ‘base’ della Provvidenza per la vera ricchezza della Chiesa e dell’Umanità tutta: i bisognosi. Si perchè, è bene sottolinearlo mille volte nella Chiesa dei Cristiani (specie quella che – ammuffita di millenarismo – rischia di degenerare in ‘setta’, in ‘museo’, in circolo per pochi, più che riscoprirsi ‘ospedale da campo’, ndr) non è la ‘missione di Gesù’, dei Cristiani e della Chiesa vera; quella di chi invece si sente ‘bravo’, chi cerca una perfezione nel modello, una selezione, una elité, chi separa e da giudizio nel ‘peccato’ non è la Chiesa di Gesù. Ce lo dice – lo leggeremo completamente di seguiro, ndr – proprio mons. Angelo De Donatis come primo messaggio in Ostia da Via Passeroni, ma in verità fa solo da eco alle parole di Papa Francesco dalla duna più alta del Territorio, in ‘Regina Pacis’, che ci richiamava a non cadere nell’errore delle ‘facce da immaginetta’, nell’ipocrisia.

Ma in genere è Bello quello che capita ad Ostia, è Bello stupirci di scoprire ciò che spesso non viene mostrato; lo si trova come un tesoro nascosto in un campo ‘bruciacchiato’: che meraviglia questi gesti che accadono, quanto splendono e illuminano in un periodo di notizie ‘buie’ che descrivono intorno a noi un ambiente a tinte nere e ci gettano nell’inferno dell’angoscia, dell’ansia, a volte della disperazione. All’inferno – forse non solo i noi cristiani – preferiamo il Paradiso: allora è Bello, invece, essere Testimoni e testimioniare che anche questa è la realtà, anzi che questa E’ la Realtà: questa luce è Ostia, questa luce è Roma. La Verità disegna un panorama dentro di noi che ci rasserena, ci ristora, ad acque calme ci conduce, ci mette in sintonia con il panorama naturale di questa splendida Città tra pineta e mare e l’orizzonte si apre lumininoso, ci tranquillizza una brezza delicata: anche da questa corrispondenza riconosciamo dov’è la Verità e il Reale, perché la Bellezza di ciò che c’è dentro e quello che vediamo fuori si accorda come due mani giunte e da la Pace.