Un romanzo breve scritto nel 1987. La terza opera di Joseph Conrad, inserita nella collana di classici diretta da Fabio Croce.

Il viaggio rappresenta, spesso, nelle opere letterarie un’esperienza che trasforma chi vi prende parte. Proprio questa contraddizione, invece, colpisce, in questo scritto: ognuno dei personaggi rimane immutato nella sua indole innata.

James Wait è un marinaio di colore che s’imbarca sul Narciso. La sua, però, è una storia intrisa di mistero e l’intero equipaggio dovrà confrontarsi con una realtà sconosciuta. Il Narciso rappresenta un microcosmo, il ritrovo di personaggi esemplificativi dell’intera umanità.
Ognuno fornisce uno spaccato diverso, un’angolatura dalla quale affrontare un’esperienza tanto coinvolgente, dal capitano Allistoun al vecchio lupo di mare, Singleton.

La vita della nave e dei suoi viaggiatori, però, è un unicum: ognuno, con il suo ruolo, determina la riuscita della missione.

Edizioni Croce

Dopo poco che il Narciso inizia la sua traversata, James rivela il suo oscuro mistero: è affettto da una malattia ai polmoni che gli impedisce di lavorare.
Tutti, nonostante sia costretto a rimanere a riposo nella cuccetta e a non collaborare, sono legati a lui da un sentimento di affetto e non nutrono risentimenti nei suoi confronti.

Una tempesta devierà il percorso del Narciso per lunghi giorni e costringerà i marinai a turni senza tregua.
Le maree di acqua, con le loro onde, riusciranno ad addentrarsi nell’imbarcazione sorprendendo Wait e mettendo a dura prova la sua vita.

Dopo vari tentativi, però, i marinai riusciranno a salvarlo.
La tempesta imperverserà ancora e, non solo in mare, perché gli animi del capitano Allistoun e del suo secondo, cominceranno a dubitare delle reali condizioni di salute di Wait.
Gli verrà imposto di rimanere in cuccetta nonostante i suoi tentativi di coadiuvare sul ponte e si instillerà, sempre più, il dubbio di una falsa malattia.

L’ammutinamento sarà sempre dietro l’angolo finché, vicini a casa, Donkin, un essere bieco e spregievole, comprenderà l’imminente fine di Wait e gli sottrarrà del denaro.
Il Narciso tornerà in Inghilterra riportando ognuno dei marinai alla propria vita, ormai dimenticati i compagni di viaggio.

Colpisce quanto sia singolare come dietro un’apparente racconto di un bastimento, il Narciso, e della quotidianità del suo equipaggio, si sottenda una caratterizzazione dei personaggi molto nitida.

Il romanzo è un dipinto che mette in contrasto una massa, quasi informe, costituita dalla ciurma, e un personaggio che si erge a simbolo del male, Donkin.

Una nota distintiva dell’opera di Conrad è la prefazione scelta dall’autore nella quale viene tratteggiato il ruolo dello scrittore, a testimonianza di una coscienza ben solida raggiunta grazie a una maturità artistica.

Il linguaggio è denso di allegorie e il bastimento rappresenta la vita dell’uomo nella quale convivono molte anime quante sono le coscienze che coesistono.
Wait rappresenta lo spettro della morte che aleggia in ognuno di noi.

Elisabetta Valeri