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Il murale di Laika contro il virus dell’ignoranza

Nella notte tra il 3 e il 4 febbraio è comparso a Roma un murale di denuncia contro il razzismo verso la comunità cinese

«C’è in giro un’epidemia di ignoranza… dobbiamo proteggerci!!!»: è quanto si può leggere nell’ultimo murale della street artist Laika, comparso nella notte tra il 3 e il 4 febbraio in via Principe Amedeo, all’ingresso del mercato coperto di Piazza Vittorio. La protagonista dell’opera è Sonia, la donna cinese, nota nel quartiere, proprietaria del ristorante in via Bixio, Hang Zhou, che da sabato viene disertato dai clienti.

La ristoratrice viene raffigurata nel murale con indosso una tuta bianca e una mascherina sul viso, mentre tiene in mano una scodella di riso e un cartello che recita: #JeNeSuisPaSunVirus. I pregiudizi a cui fa riferimento l’opera sono quelli legati alla disinformazione che riguarda le cause e gli effetti del temuto Coronavirus.

Il virus, comparso per la prima volta il 31 dicembre 2019 a Wuhan, metropoli cinese da 11 milioni di abitanti, ha mietuto, fino ad oggi, più di 400 vittime e contagiato oltre 20.000 persone in tutto il mondo (qui per controllare i dati aggiornati in tempo reale). L’Oms ha modificato il livello di rischio globale derivante dal Coronavirus cinese da «moderato» a «elevato», mentre il virus è stato classificato di tipo B (come Sars e Polio) quanto a pericolosità. Il fatto, inoltre che i sintomi iniziali del virus siano simili a quelli di una banale influenza, non ha fatto altro che aumentare, fra la popolazione, la sensazione di pericolo e di minaccia in tutto il mondo.

L’IGNORANZA E IL RAZZISMO ALIMENTATI DALLA PSICOSI DA CORONAVIRUS

Nonostante questi dati preoccupanti, in realtà, i casi di contagio e di decesso al di fuori della Cina, restano piuttosto bassi e non giustificano, in nessun modo, gli episodi di razzismo e di boicottaggio che molte persone, anche qui in Italia, stanno mettendo in pratica. È ormai noto infatti che la maggior parte dei ristoranti cinesi e orientali in generale, in questi giorni vengono evitati dalla maggioranza della popolazione per paura del contagio. In realtà, come spiegano gli esperti, il rischio contagio non riguarda il cibo. Roberto Burioni, professore di microbiologia e virologia al San Raffaele, ad esempio ha spiegato che la trasmissione  del virus «avviene sempre per via respiratoria e mai attraverso il cibo, anche se crudo». Burioni ha specificato, inoltre, che «i cinesi in Italia sono esposti come tutti gli altri al pericolo di contrarre il virus, che non bada a razza e colore della pelle e che comunque da noi non ha generato alcun focolaio di infezione».

Una sottolineatura, a quanto pare, necessaria, poiché la psicosi ha portato le persone addirittura a non far aprire pacchi o lettere provenienti dalla Cina, nonostante le evidenze scientifiche dimostrino l’innocuità di queste pratiche. Sembra quindi che, in Italia, il virus, più  che contagiare fisicamente le persone, sia pericoloso per il diffondersi dell’ignoranza e dei pregiudizi nei confronti della popolazione cinese. Un atteggiamento superficiale e xenofobo che finisce per avere effetti devastanti anche sull’economia del Paese e mondiale tutta.

Oltre al crollo delle borse e della vendita di petrolio, a spaventare è anche la chiusura degli stabilimenti cinesi di grande aziende internazionali, come la Renault a Wuhan, nonché la crisi del settore aereo che, inevitabilmente, si ripercuote sul calo di vendite dei prodotti di lusso (pensiamo all’alta moda o all’artigianato italiano, punte di diamante del Made in Italy, ad esempio), di cui i cinesi sono i primi acquirenti, per numero e per budget di spesa, in Occidente.

E allora, è proprio il caso di dirlo ad alta voce e ripeterlo a chiunque metta in dubbio i dati e le prove scientifiche che dimostrano, inconfutabilmente, quali sono i mezzi di trasmissione del virus e la reale probabilità di contagio. Allarmismo e disinformazione contribuiscono soltanto ad alimentare il razzismo e l’ignoranza in un Paese che, sempre più spesso, fatica a distinguere una notizia reale da una falsa.

Immagine di copertina: pagina Instagram ©Laika

Alessandro Mancini

Direttore editoriale e fondatore di Artwave. Laureato in Letteratura e Linguistica italiana, appassionato di fotografia e di arte, inguaribile sognatore, ritardatario senza speranze. Cerco la bellezza nei dettagli.

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