Spazio Kabul

IL MAESTRO DI KABUL

Cosa c’è di più dignitoso di un libro? Cosa c’è di più violento di una dittatura in mezzo a una guerra? E cosa c’è di più primitivo di una bicicletta che stride tra le montagne più aride del mondo?

Kabul (Afghanistan)- Dopo gli attentati dell’11 settembre, l’Afghanistan è diventato uno dei paesi al centro dell’attualità internazionale. Dopo la caduta del regime talebano, si parla molto della ricostruzione e della mancanza di sicurezza nelle campagne, dei problemi dell’alloggio e dell’accesso ai servizi di base, dei limiti del mercato del lavoro e delle difficoltà di reinserimento che affrontano le popolazioni rimpatriate. Ma la sorte dei bambini afghani, destinati ad un futuro incerto spesso passa in secondo piano. Sopportando malnutrizione ed epidemie d’ogni genere, essi sono privi di un sistema educativo adeguato e  infrastrutture sanitarie dignitose. I loro disagi si manifestano in particolar modo  nelle campagne devastate dai combattimenti e dalla siccità.   Passano le loro giornate a raccogliere ciò di cui nutrire una famiglia priva di punti di riferimento. Madri vedove, fratelli mutilati,  nonni invalidi. Molti bambini sono così senza istruzione e condannati ad aggiungersi ad una percentuale altissima di analfabetismo. La maggior parte di questi ragazzini non guadagna più di qualche centesimo d’euro al giorno e, a causa della mancanza di frequenza scolastica, viene annientata la loro possibilità di avere un lavoro dignitosamente retribuito. Sarebbe utile uno sforzo istituzionale, concentrato sul consolidamento del sistema educativo e sulla messa in opera di strategie alternative per i bambini, soprattutto in quelle realtà sociali disagiate e sperdute.

In un paese come l’Afghanistan  la normalità è un privilegio talmente raro che, quando succede qualcosa come la possibilità di leggere un libro o di studiare, l’emozione è incontenibile. Ecco perché la storia del maestro Saber Hosseini non può essere occultata o messa in una scatola di legno e riposta in una cantina di una vecchia casa disabitata.

In Afghanistan, i bambini hanno scarso accesso alla letteratura, anche nelle grandi città, quindi per quelli che vivono in zone remote difficili da raggiungere con qualsiasi mezzo, i libri sono un bene estremamente raro, ma un uomo sta cercando di cambiare la situazione. Questo maestro afghano ha infatti deciso di salire sulla sua bicicletta e di raggiungere nei fine settimana e nei giorni festivi tutti i bambini che vivono in zone remote e colpite dalla guerra per portargli dei libri. Saber Hosseini oltre a testi di ogni genere, distribuisce materiale didattico al fine di portare cultura e di stimolare le menti dei più piccoli che, domani, saranno il futuro di un paese completamente distrutto e che oggi non hanno la possibilità di andare a scuola.

Il maestro ha creato così una sorta di biblioteca in bicicletta, un mezzo per dare aiuto a tante giovani menti. Saber Hosseini è un insegnante di scuola nel distretto Bamiyan, a ovest di Kabul,  un paese dove le persone in grado di leggere e scrivere non arrivano al 30% della popolazione. Il suo progetto di distribuzione del libro, chiamato “Kids Foundation”, gli ha fatto guadagnare l’amore di centinaia di bambini,  e l’ira dei talebani. Ha iniziato da solo a cavallo con 200 libri di fiabe, nei villaggi più remoti, ben presto ha reclutato volontari, questo ha portato ad un incremento della distribuzione di libri, con un numero che sia aggira intorno ai 6000. La scelta della bicicletta è dettata da diversi motivi: in primo luogo, l’impossibilità di acquistare auto per mancanza di denaro. In secondo luogo, alcuni villaggi sono raggiungibili solo in bicicletta. La terza strettamente simbolica, i talebani utilizzano  questo mezzo nei loro attentati, quindi sostituire quella modalità di violenza con la cultura.

La maggior parte dei libri sono importati dall’Iran, dal momento che la pubblicazione di libri in Afghanistan è molto limitata. Oltre alla consegna di testi Saber Hosseini cerca di parlare con i bambini di temi che impattano positivamente e trattano di argomenti sociali spesso evitati in quelle zone: l’importanza della pace, i pericoli della droga, e la necessità di tolleranza tra persone con diverse credenze o culture. In alcuni casi utilizza slogan dal forte impatto comunicativo “dire no alle armi e sì ai libri”.  Ci sono alcuni lati oscuri di questo lavoro, minacce telefoniche, in cui viene imposta al maestro la distribuzione di solo libri islamici. Ma Hosseini è un uomo molto testardo e crede in questo progetto di cambiamento culturale, nonostante tutto carica il cestino della sua bici di libri e pedala inerpicandosi tra polverose strade sterrate,  verso le aeree più remote del paese per portare ai bimbi la gioia  del sapere.
La sua è una missione nobile: permettere ai bambini dei villaggi rurali di avere tra le mani dei libri, sfogliarli, leggerli e ottenere così un’educazione scolastica altrimenti inaccessibile. Le braccia dei bambini sono protese verso questo coraggioso uomo,  le loro mani sono aperte,  sembrano bambini in attesa di cibo, ma non è cosi, è proprio qui la rivelazione inaspettata, questi ragazzini impazienti sono in attesa di libri.

Attraverso la lettura, ogni essere umano può capire di più e imparare a conoscere ogni aspetto della propria esistenza. L’istruzione è un tassello importante della vita umana, proprio perché insegna quanto è meravigliosa la vita e determina la facoltà di poter scegliere il proprio destino, la consapevolezza del valore della libertà. In questa fase storica dove la  povertà delle virtù predomina, è incoraggiante che alcuni uomini come Saber Hosseini l’abbiano capito ed abbiano deciso di diffondere il proprio credo oltre ogni rischio.

“Perché  la personalità di un uomo riveli qualità veramente eccezionali, bisogna avere la fortuna di poter osservare la sua azione nel corso di lunghi anni. Se tale azione è priva di ogni egoismo , se l’idea che la dirige è di generosità senza pari, se con assoluta certezza non ha mai ricercato alcuna ricompensa e per di più ha lasciato sul mondo tracce visibili, ci troviamo allora, senza rischio di errore , di fronte a una personalità indimenticabile”. (Jean Giono)

Pierluigi Bussi

 

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Pierluigi Bussi

Pierluigi Bussi è giornalista dal 2003 e inviato in zone di guerra e all'estero. E’ stato, tre gli altri paesi in Afghanistan e Tunisia. Si è laureato in Relazioni Internazionali presso L’Università La Sapienza di Roma con approfondimenti sui conflitti nel Corno d’Africa e Medio Oriente. Da anni segue le sorti politiche e sociali afgane. Tra i vari ruoli ricoperti è stato capo redattore del mensile Europe Today, ha collaborato con i quotidiani Pubblico, Roma News, Il Mezzogiorno d’Italia, con approfondimenti in materia di politica estera. Ha scritto, inoltre, per Storia in Network. Attualmente collabora con La Stampa.

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