Chiesa e Scuola vicine ai ragazzi, alle famiglie, agli educatori tutti i giorni: costruire una solida rete competente sul Territorio aldilà delle singole Scuole e Parrocchie, di gruppi e movimenti: al centro Gesù e il Disegno che Lui ha su ciascun giovane.

IL MAESTRO DEI MAESTRI

Il Vescovo a. di Roma Sud e Ostia Paolo Lojudice ha attivato una rete socio pedagogica locale con gli Insegnanti di Religione delle Scuole di ogni ordine e grado: oggi ore 19 il secondo incontro alla Scuola Paolo Orlando adiacente alla Chiesa Regina Pacis

Ostia cristiana ancora da un messaggio nuovo. Un nuovo Ponte viene lanciato per avvicinare , riunire , essere prossimi, quotidianamente. Ostia fa Scuola e inizia da chi  insegna. Ci si mette maggiormente in Servizio della gente perché troppo spesso ci si è sentiti soli. Nell’ isolamento, nella separazione, nella divisione, trincerati nei muri delle nostre singole realtà , la Realtà con la R maiuscola perde di significato e ci si perde in una realtà fittizia, virtuale, nelle mode, in esperienze disordinate, in mondi paralleli incomunicabili sebbene si è contatto , diremo, di gomito.

 

Questo diventa ancora più drammatico quando investe la galassia delle Famiglie, dei ragazzi, dei bimbi negli ambiti dove imparano a scorgere l’orizzonte del futuro. La Scuola, oltre che le Parrocchie e i Centri di Aggregazione giovanili (sportivi, culturali etc.) non possono essere isolati: nelle zone d’ombra spesso le insidie sono terribili e “i bambini possono perdersi nel bosco” anche nella più civilissima, apparentemente, città metropolitana.

 

E allora in quest’ottica il Vescovo a. di Roma Sud , Ostia e Ostia Antica mons. Paolo Augusto Lojudice, ha voluto  riunire i Maestri, i professori, i docenti delle Scuole del Territorio di ogni ordine e grado. Tutti intorno al Maestro, a Gesù. L’Esempio, si sa, è il primo Educatore.

Oltre che scambiarsi pareri, informazioni, formazione in itinere, strategie educative e didattiche, sarà naturale – abitando questa Casa Comune – anche operare per un Centro di Ascolto Giovanile in un verso e anche negli ambiti dell’Orientamento Scolastico e Occupazionale. Tra i Referenti il prof. Guido Antiochia – che in un’importante intervista qualche mese fa aveva approfondito questi temi e ipotizzato uno strumento del genere considerando la sua esperienza pluriennale –  e sua moglie la prof.ssa Concetta De Meo (Titti); stigmatizzare una Città come ‘mafiosa’ e non comprendere che di essa non bisogna avere paura e mettere paura, ma anzi dialogare e convivere, è il primo passo per fare di questa una grande Comunità Educante.

 

Ci tornano in mente allora le parole di don Antonio Coluccia, sacerdote ‘antimafia’ (come impropriamente spesso viene chiamato perché tiene a definirsi semplicemente cristiano e sacerdote) quando affermava che una città dove la garanzia sono le forze dell’ordine , gli elicotteri che sorvolano e le macchine della polizia che girano di continuo <una guardia per ogni persona> è una società fallita. Allora la cittadina, la società civile deve potersi reggere sulle professioni, anzitutto , legate alla relazione con le persone, con la gente, soprattutto con i giovani. Famiglia , Scuola , Educatori siano parte forte delle Istituzioni.   

 

Le Istituzioni devono essere presenti, la Cultura deve essere concreta, la Scuola aprirsi al reale quotidiano, i gruppi e i movimenti poggiarsi sulla solidità di referenti autorevoli, non solo sacerdoti, ma anche educatori , insegnanti che ci sono ogni giorno. Essere vicini, bussare alla porta. Come possiamo noi di Ostia , soprattutto se Cristiani, non averlo capito dall’Esempio di Papa Francesco che ha girato tra i palazzi e i condomini e che viene tra le strade in Processione tra non molti giorni?

Noi dobbiamo capirlo, possiamo capirlo bene e anche testimoniarlo.

Queste Istituzioni devono poter avere i lineamenti dei cittadini, degli abitanti intorno a noi che hanno gli strumenti del mestiere, devono poter essere vicine, chiamarsi per nome, non solo negli spazio predisposti nei mercati del lavoro ma vivi nella vita quotidiana aldilà di tutto ciò che uno stato di diritto, codificato per convenzioni , le ha relegate, spesso allontanate. Non possiamo comunicare in una cittadina come avviene ad esempio per un gestore telefonico che ti rimpalla di numero in numero , da voce elettronica  a voce elettronica, fin quando la linea non casca o perdi il contatto e devi riniziare. Bisogna essere persone in carne e ossa, con una storia, con successi ed errori, ma presenti. Soprattutto i giovanissimi hanno bisogno di uscire da queste logiche di androidi e trovare uomini e donne, educatori, non formule e metodi o protocolli, o peer to peer education, perché prima di accettare dentro di sé che un ragionamento o un modello o una moda liberi veramente cercheranno in noi la libertà.

Ma la Verità noi la conosciamo ed è una Persona:è Gesù, il Maestro. Allora noi Maestri dobbiamo stringerci intorno al nostro Maestro. Se riusciremo nell’ Esempio a far capire che siamo uniti al Maestro dei Maestri allora coloro a cui insegniamo apprenderanno e forse un giorno insegneranno.

E ad Ostia di Educatori, insegnanti, maestri ce ne sono tanti, fin troppo spesso ‘silenziosi come il muschio che cresce’ , ma a Roma come altrove, a Ostia è necessario possano essere arbusto, tronco, nervatura che intessere relazioni, che sostiene, che abbraccia , radici che tessono una tela di protezione perché la terra non tremi sotto i passi dei nostri figli perché non si può alzare lo sguardo verso il cielo se le buche insidiose ci minacciano e lo costringono al terreno, non si può distendere gli occhi verso l’orizzonte se lo teniamo schiacciato per paura nell’ immediato del pericolo o anche nelle mille distrazioni che ci negano un libero orientamento.