Cinque attrici pornografiche che lavorano nel cinema a luci rosse USA sono morte negli ultimi tre mesi, “l’altra Hollywood” si interroga.

Roma- Con un giro di affari di 21 miliardi di dollari l’anno (fonte rivista Fortune), l’industria pornografica ricopre un ruolo fondamentale nell’economia americana.

La parte del leone di questo giro d’affari la fa il web con i suoi 260 milioni di siti a contenuto pornografico (fonte Google), che sono visitati da più di 300 milioni di persone, in pratica, ogni 15 secondi una persona, nel mondo, si collega ad un sito di carattere pornografico per una media di 10 minuti.

Sul web, una parte di questi introiti, derivano dagli abbonamenti, generalmente a carattere mensile, ai siti a luci rosse, abbonamenti che vanno dai 25 ai 50 dollari al mese.

Altri introiti, invece, arrivano dalla pubblicità specializzata e localizzata che viene inserita all’interno dei siti web.

Le grandi case di produzione di cinema per adulti, come ad esempio VIVID Entertaiment, DIGITAL Playground, BRAZZERS, ELEGANT ANGEL, L.A. DIRECT MODELS, oltre ad usare il web, per la vendita dei loro prodotti, utilizzano le classiche forme di distribuzione, ossia riviste, DVD, poster e spettacoli a pagamento.

Poi c’è il giro di affari illegale che, per via delle sue grandi dimensioni, non è possibile calcolare.

Ma dietro questo enorme giro di affari, si nasconde un mondo pieno di abusi, di solitudine e di sfruttamento sia fisico che mentale dei protagonisti.

Negli ultimi tre mesi, sono morte, per varie cause, tutte sospette,  cinque pornostar di primo livello del mondo a luci rosse made in USA.

La prima Amanda Friedland alias Shyla Stylez di 35 anni, trovata senza vita il 9 novembre 2017 a Los Angeles in casa della madre, la famiglia non ha voluto divulgare le cause della morte.

Amanda, nel 2015, era stata inserita nella Hall of Fame AVN, l’oscar del cinema per adulti.

La seconda il 5 dicembre 2017, si chiamava Mercedes Gabrowski alias August Ames di 23 anni trovata impiccata dal proprietario di casa a Los Angeles.

Nei giorni precedenti al suicidio, Mercedes, era stata oggetto di attacchi sui social network per essersi rifiutata di girare delle scene porno con un attore gay al grido di “My Body, my rules”, tradotto, “Il mio corpo, le mie regole”, era considerata una stella di primo piano del cinema per adulti.

Il 13 dicembre 2017, a Beliflower, in California, viene ritrovato il corpo di Yurizan Beltran, in arte Yuri Luv, di 31 anni, morta per aver ingerito un mix di droghe e farmaci, non si sa se prescritte legalmente o se acquistate e usate di propria iniziativa dalla vittima.

Il 9 gennaio 2018, a Las Vegas, il corpo esanime è quello di Olivia Nova 20 anni, secondo gli inquirenti, Olivia, avrebbe ingerito una massiccia dose di sonniferi, la cui scatola vuota, è stata ritrovata vicino al suo corpo, inoltre, l’autopsia, ha riscontrato una seria infezione renale, derivante da rapporti sessuali.

Olivia, che era entrata recentemente nel mondo a luci rosse americano, durante le vacanze di Natale, ha scritto sul suo profilo Twitter un messaggio molto criptico, dicendo di sentirsi molto sola.

L’ultimo decesso, avvenuto il 19 gennaio 2018, ma la notizia è stata diramata il 22, presso un centro di riabilitazione contro la dipendenza da alcool di West Hollywood in California è quello di Olivia Lua, pseudonimo di Olivia Voltaire, di 20 anni e recentemente entrata nel mondo dello hard USA.

Secondo gli inquirenti, Olivia, avrebbe ingerito un mix di farmaci ed alcool.

Dietro donne dalle forme giunoniche, e uomini che sprigionano virilità, si nascondono persone molto fragili, lasciate sole da quella che viene considerata “l’altra Hollywood” sempre alla ricerca dell’immagine e delle performances perfette per ricavare maggiore profitto.

Con un mercato a luci rosse che non conosce crisi, queste morti, quasi certamente, non avranno risposte e non ci resterà che piangere queste ed altre persone.

Stefano Campidelli