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Il latino e i videogiochi: i Carmina Burana in Final Fantasy VII

Sono molti i videogamers che in questo momento stanno giocando a Final Fantasy VII: Remake. Ma quanti sanno che una delle canzoni della colonna sonora è in latino?

Ogni cattivo che si rispetti ha bisogno della sua theme song per essere un nemico con i controfiocchi. E anche il temibile Sephiroth, antagonista di Final Fantasy VII, non è esente da questa regola. Ma prima di parlare del suo brano, “One Winged Angel“, è necessario introdurre brevemente la figura di Sephiroth, il mondo di Final Fantasy VII e del recentemente uscito Final Fantasy VII: Remake.
Tutta la saga di Final Fantasy VII (composta al momento da sei videogames, due film e un libro) è ambientata a Midgar, una città iperindustrializzata dove a imperare  è la ShinRa Electric Power Company, compagnia che fornisce energia elettrica all’intera città sfruttando il Mako, la principale fonte energetica e linfa vitale del mondo. Per la sua avidità e per il feroce sfruttamento di questa forma di energia, la ShinRa è oggetto di numerose critiche e boicottaggi, il più pericoloso dei quali è quello rappresentato dal gruppo ecoterrorista degli AVALANCHE. Tra le fila di questa organizzazione ribelle milita Cloud Strife, ex Soldier, ovvero il corpo d’élite gestito dal dipartimento di ordine pubblico della ShinRa. Dopo una lunga serie di avventure, il nostro eroe Cloud e i suoi amici dovranno affrontare Sephiroth, un ex soldato leggendario che dopo aver scoperto di essere nato da un esperimento di laboratorio è impazzito al punto tale da diventare l’incarnazione assoluta del male: i suoi obiettivi sono infatti quelli di evocare un’enorme meteora per mezzo di un antico dispositivo, distruggere la razza umana e il pianeta assorbendo l’energia vitale e diventare un dio.

Sephiroth, l’antagonista principale della saga di Final Fantasy VII.

Questa è la trama, molto in soldoni. Ma cosa c’entra il latino con questo racconto distopico e a tratti postfuturistico? In tutti i videogames in cui compare Sephiroth (non solo Final Fantasy VII e il suo remake, ma anche Kindgom Hearts, FFVII:Advent Children, FF Dissidia ecc…) la battaglia con il soldato dalla chioma argentata è accompagnata da un brano che, come dicevamo, si chiama “One Winged Angel” (l’angelo dalla sola ala). Il testo della canzone è il seguente:

Estuans interius
Ira vehementi
Estuans interius
Ira vehementi
Sephiroth
Sephiroth
Estuans interius
Ira vehementi
Estuans interius
Ira vehementi
Sephiroth
Sephiroth
Sors immanis
Et inanis
Sors immanis
Et inanis
Estuans interius
Ira vehementi
Estuans interius
Ira vehementi
Sephiroth
Sephiroth
Veni, veni, venias
Ne me mori facias
Veni, veni, venias
Ne me mori facias
Veni, veni, venias
Ne me mori facias
Veni, veni, venias
Ne me mori facias
Veni, veni, venias (Gloriosa)
Ne me mori facias (Generosa)
Veni, veni, venias (Gloriosa)
Ne me mori facias (Generosa)
Veni, veni, venias (Gloriosa)
Ne me mori facias (Generosa)
Veni, veni, venias (Gloriosa)
Ne me mori facias (Generosa)
Sephiroth
Sephiroth
Sephiroth

Un testo, come si può leggere, interamente in latino, fatta eccezione per la martellante anafora che ripete il nome di Sephiroth. Come si può sentire in questo video, la canzone è cantata da un coro che emula i Cori Gregoriani tipici della liturgia romana medievale. Ma questo non è l’unico elemento che Nobuo Uematsu, compositore della colonna sonora di Final Fantasy VII, ha attinto dal Medioevo. Infatti l’intero testo di One Winged Angel  è una mescolanza di brani dei Carmina Burana, canti medioevali composti in latino e medio-alto tedesco, vivace espressione della cultura goliardica dei clerici vagantes in cui vengono cantati, con toni ora festosi ora malinconici, il desiderio di piaceri terreni, l’amore per la vita errabonda e il rifiuto della ricchezza.

Passiamo a un’analisi del testo, per vedere quali elementi dei Carmina Burana sono stati riutilizzati dal compositore nipponico per dare vita all’epico brano che da ormai ventitré anni contraddistingue il temibile Sephiroth.
I primi versi di One Winged Angel sono tratti dal Carme 191, uno dei più celebri componimenti bacchici e giocosi della raccolta, probabilmente composto dall’Archipoeta di Colonia intorno al 1162. Alcuni editori (tra cui Pier Vittorio Rossi) sostituiscono interius con intrinsecus. Il verso, traducibile come “Ardendo dentro di me per l’ira impetuosa“, si rifà a un passo del libro di Giobbe (X,1). Se nel brano originale tale verso introduceva un discorso goliardico che esprimeva la rivendicazione di una vita libera, nel caso di One Winged Angel esso descrive la smania psicotica e la natura truculenta di Sephiroth, che vuole disfarsi senza scrupoli di chiunque si frapponga tra lui e i suoi obiettivi.
Dopo il ritornello abbiamo due versi presi dal Carme 14 O Fortuna, reso celebre dall’orchestrazione moderna di Carl Orff: “Sors Immanis/ et Inanis” ovvero “Sorte crudele e volubile”. Nel carme medievale questi versi descrivono la volubilità della Fortuna, mentre nel brano di Uematsu probabilmente si riferiscono al triste destino di Sephiroth, la cui pazzia lo trasforma da eroe glorioso in folle scriteriato.
Dopo il ritornello si ripete più volte una coppia di versi in rima, Veni, veni, venias/ ne me mori faciastraducibili come Vieni, vieni, vieni, fai in modo che io non muoia (ndr. per l’attesa). Essi provengono da un carme amoroso (precisamente il numero 20), in cui un amante, avvalendosi di alcune formule riconducibili al Cantico dei Cantici, supplica la sua amata di non farlo attendere troppo e di mostrargli la sua bellezza. Il suo uso in One Winged Angel sembrerebbe ingiustificato: come può un canto amoroso coniugarsi con la follia di un pazzo che ha scoperto di essere nient’altro che un esperimento di laboratorio? Probabilmente il significato è stato decontestualizzato e la frase è stata rielaborata da inno all’amore a invito alla lotta (che ben si coniuga alla Boss Fight che coinvolge il protagonista Cloud Strife e i suoi amici).

La canzone, nel corso degli anni, è stata riarrangiata e remixata più volte. In Final Fantasy VII: Advent Children (film ambientato dopo gli eventi del videogame del 1997) la canzone è stata riscritta in chiave metal e il testo è stato cambiato, sebbene il titolo sia rimasto sempre “One Winged Angel”.

Come si può spiegare l’utilizzo di un testo latino in un brano giapponese? E ancora: come è possibile che un compositore giapponese, appartenente a un contesto culturale distante da quello di origine dei Carmina Burana, citi e omaggi così esplicitamente un testo mediolatino trapiantandolo in un contesto così diverso e lontano?
Come sottolinea Salvatore Settis in una sua riflessione nel saggio “Futuro del Classico” (anche se in questo caso non parliamo propriamente di classico):

Non dovremo sbalordire, piuttosto, per quanto quelle citazioni che vengono da così lontano sanno essere intense, appropriate, efficaci? O forse citazioni come queste appartengono ormai a un più vasto orizzonte globale, nel quale l’antichità “classica” debba avere un suo piccolo posto in mezzo a tante altre antichità – indiane, cinesi, maya – tutte egualmente legittimate come altrettanti, equivalenti serbatoi di nomi, aneddoti, storie, citazioni, curiosità?

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Michele Porcaro

Giornalista, scrittore e archeologo. Nato a Benevento nel 1995, è diplomato al Liceo Classico “Anco Marzio” di Ostia e laureato in Lettere Classiche presso l’Università degli Studi di Roma “Sapienza” con tesi in Archeologia. Appassionato di lingua, civiltà, storia e archeologia greca e romana, è autore di saggi e romanzi storici sul mondo antico, e ha girato il documentario "ASSTEAS - Storia del Vaso più bello del mondo" in collaborazione con Vittorio Sgarbi. Nel tempo libero svolge attività di rievocazione storica, collaborando a progetti di ricostruzione archeologica sperimentale sull'ambito religioso, civile e militare dei Greci, Romani ed Etruschi.

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